Premi produttività 2026: aliquota all’1% e tetto a 5.000 euro
Lavoro - 10 Giu 2026
I premi produttività 2026 diventano più convenienti per i lavoratori dipendenti del settore privato: per il biennio 2026-2027 l’imposta sostitutiva sui premi di risultato e sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili scende all’1%, entro il limite massimo di 5.000 euro lordi annui. L’agevolazione non è automatica: servono requisiti precisi, un accordo aziendale o territoriale depositato e obiettivi misurabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione.
Premi produttività 2026: cosa cambia rispetto al 2025
La Legge di Bilancio 2026 ha ridotto l’imposta sostitutiva sui premi di risultato dal 5% all’1% per gli importi erogati negli anni 2026 e 2027. Allo stesso tempo, il limite massimo agevolabile sale a 5.000 euro annui.
Fino al 2025 i premi di produttività godevano già di un regime fiscale agevolato con aliquota sostitutiva al 5%. Dal 2026 la tassazione diventa ancora più favorevole, ma resta subordinata alle regole già previste dalla disciplina dei premi di risultato: settore privato, reddito dell’anno precedente entro 80.000 euro, accordo collettivo di secondo livello e raggiungimento di obiettivi incrementali.
La misura riguarda il trattamento fiscale. I premi in denaro restano invece soggetti alla contribuzione previdenziale ordinaria, salvo specifiche agevolazioni contributive previste in casi particolari.
| Parametro | 2025 | 2026-2027 |
|---|---|---|
| Aliquota imposta sostitutiva | 5% | 1% |
| Tetto massimo agevolabile | 3.000 euro | 5.000 euro |
| Reddito da lavoro dipendente anno precedente | Massimo 80.000 euro | Massimo 80.000 euro |
| Settore | Privato | Privato |
| Accordo aziendale o territoriale | Obbligatorio | Obbligatorio |
| Contributi previdenziali | Dovuti | Dovuti, salvo agevolazioni specifiche |
Chi può accedere alla detassazione dei premi produttività 2026
La tassazione agevolata all’1% si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato, con contratto a tempo determinato o indeterminato, che nell’anno precedente hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro.
L’agevolazione non riguarda lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, collaboratori coordinati e continuativi o altri soggetti che non hanno un rapporto di lavoro subordinato nel settore privato.
Accordo collettivo di secondo livello obbligatorio
Il premio non può essere detassato solo perché il datore di lavoro lo definisce “premio di produttività”. Per applicare l’imposta sostitutiva all’1% è necessario che le somme siano previste da un contratto collettivo aziendale o territoriale.
L’accordo deve essere depositato telematicamente secondo le regole previste dal Ministero del Lavoro, normalmente entro 30 giorni dalla sottoscrizione. Il deposito è a carico del datore di lavoro o del soggetto abilitato.
Il contratto deve collegare l’erogazione del premio a incrementi misurabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. Se il premio è discrezionale, non collegato a obiettivi oggettivi o non previsto da un accordo depositato, viene tassato con le regole ordinarie IRPEF.
Per approfondire il tema del lavoro e della previdenza complementare, leggi anche: Previdenza complementare 2026: portale, TFR e fondi pensione.
Cosa deve prevedere l’accordo aziendale
Per beneficiare della detassazione, l’accordo aziendale o territoriale deve indicare criteri oggettivi e verificabili. Gli obiettivi possono riguardare, ad esempio:
- aumento della produttività;
- miglioramento della redditività aziendale;
- incremento della qualità dei prodotti o dei servizi;
- maggiore efficienza dei processi;
- innovazione organizzativa o tecnologica.
Il beneficio fiscale può spettare anche se viene raggiunto uno solo degli obiettivi incrementali previsti dall’accordo, purché il contratto collettivo disciplini in modo chiaro le condizioni di maturazione del premio.
Il limite di 5.000 euro è riferito al lavoratore su base annua, non al singolo datore di lavoro. Se nel 2026 il lavoratore percepisce premi da più datori, il limite agevolabile complessivo resta pari a 5.000 euro.
Premio in denaro o welfare aziendale: cosa conviene
Il lavoratore può ricevere il premio in denaro in busta paga. In questo caso, se tutti i requisiti sono rispettati, il premio è assoggettato all’imposta sostitutiva dell’1% entro il limite di 5.000 euro.
In alternativa, se l’accordo lo prevede, il premio può essere convertito in beni e servizi di welfare aziendale. La conversione può risultare più conveniente, ma non va considerata automaticamente esente in ogni caso: l’esenzione fiscale e contributiva opera solo nei limiti e alle condizioni previste dall’art. 51 del TUIR e dalla normativa applicabile ai singoli benefit.
Esempi di welfare possono essere servizi di istruzione, assistenza, previdenza complementare, sanità integrativa o altri beni e servizi ammessi dalla disciplina fiscale. La convenienza va valutata caso per caso, tenendo conto delle esigenze del lavoratore e dei limiti previsti.
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Fringe benefit e buoni pasto: soglie 2026
Premi di produttività, fringe benefit e buoni pasto sono strumenti diversi e non vanno confusi.
Per i fringe benefit, restano in vigore le soglie introdotte per il triennio 2025-2027: 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti e 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.
Per i buoni pasto elettronici, la Legge di Bilancio 2026 ha innalzato il limite giornaliero esente a 10 euro. I buoni pasto cartacei restano invece fermi a 4 euro al giorno.
| Strumento | Limite 2026 | Note |
|---|---|---|
| Premio di produttività | 5.000 euro | Imposta sostitutiva all’1% se ricorrono i requisiti |
| Fringe benefit senza figli a carico | 1.000 euro | Soglia di non imponibilità 2025-2027 |
| Fringe benefit con figli a carico | 2.000 euro | Soglia maggiorata per figli fiscalmente a carico |
| Buoni pasto elettronici | 10 euro al giorno | Limite esente aggiornato dal 2026 |
| Buoni pasto cartacei | 4 euro al giorno | Invariato |
Come verificare se il premio è tassato correttamente
Il lavoratore deve controllare la busta paga per verificare che il premio sia stato indicato correttamente e assoggettato all’imposta sostitutiva agevolata, se spettante.
La voce può riportare riferimenti a “premio di risultato”, “premio di produttività”, “imposta sostitutiva”, oppure all’accordo aziendale o territoriale applicato.
Se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente supera gli 80.000 euro, il premio erogato nel 2026 non può beneficiare della tassazione agevolata e viene assoggettato a IRPEF ordinaria e addizionali.
Se la tassazione agevolata non viene applicata pur in presenza dei requisiti, il lavoratore può chiedere chiarimenti al datore di lavoro o verificare la possibilità di recuperare la differenza in dichiarazione dei redditi.
Per approfondire le tutele lavorative, leggi: Permessi legge 104 lavoratori 2026: 3 giorni, INPS e rifiuto datore.
Quanto vale la misura: i dati del Ministero del Lavoro
Secondo il Ministero del Lavoro, tra gennaio e aprile 2026 il premio medio annuale riconosciuto ai lavoratori interessati dai contratti di produttività è passato da circa 1.712 euro a circa 1.794 euro. I lavoratori coinvolti sono oltre 3,2 milioni.
Al 15 aprile 2026 risultano attivi 10.878 contratti che prevedono premi di produttività o partecipazione agli utili: la maggior parte è costituita da contratti aziendali, mentre una quota più contenuta riguarda contratti territoriali.
Il dato conferma che i premi di risultato sono uno strumento diffuso soprattutto nel settore privato e che, con la tassazione all’1%, possono diventare ancora più convenienti nel biennio 2026-2027.
Per ulteriori approfondimenti sul cuneo fiscale in busta paga, leggi anche: Cuneo fiscale 2026 NASpI: come recuperarlo con la dichiarazione dei redditi.
Assistenza ENAC per busta paga e premi di risultato
La tassazione dei premi di produttività dipende da contratto applicato, accordo aziendale, reddito dell’anno precedente, busta paga e modalità di erogazione. In caso di dubbi, è utile verificare il cedolino e la documentazione aziendale.
Per controllare busta paga, trattamento fiscale e diritti del lavoratore, puoi rivolgerti agli sportelli ENAC o a un consulente del lavoro abilitato.
Domande frequenti sui premi produttività 2026
Le risposte alle domande più comuni
Qual è l’aliquota sui premi produttività nel 2026?
Per il 2026 e il 2027 l’imposta sostitutiva sui premi di produttività e sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili è pari all’1%, entro il limite massimo di 5.000 euro.
Chi può avere la tassazione agevolata?
Possono beneficiarne i lavoratori dipendenti del settore privato che nell’anno precedente hanno avuto redditi da lavoro dipendente non superiori a 80.000 euro, se il premio deriva da un accordo aziendale o territoriale valido e depositato.
Serve un accordo sindacale?
Sì. Il premio deve essere previsto da un contratto collettivo aziendale o territoriale e deve essere collegato a obiettivi misurabili. Un premio deciso unilateralmente dal datore di lavoro non basta per applicare l’imposta sostitutiva.
Il premio può essere convertito in welfare?
Sì, se l’accordo lo prevede. La conversione in welfare può essere fiscalmente conveniente, ma l’esenzione opera solo nei limiti e alle condizioni previste dall’art. 51 TUIR e dalla normativa sui singoli benefit.
Il limite di 5.000 euro è per datore di lavoro o per lavoratore?
Il limite è riferito al lavoratore su base annua. Se il lavoratore percepisce premi da più datori nello stesso anno, il limite complessivo agevolabile resta pari a 5.000 euro.
I contributi INPS sono dovuti sul premio?
Sì. L’imposta sostitutiva riguarda la parte fiscale. Il premio in denaro resta normalmente soggetto a contribuzione previdenziale, salvo specifiche agevolazioni previste dalla normativa.
Fonti ufficiali: Ministero del Lavoro — Contratti di produttività, premi medi 2026 | Ministero del Lavoro — Report deposito contratti al 15 aprile 2026 | Gazzetta Ufficiale — Legge n. 199/2025 | Agenzia delle Entrate — Circolare n. 5/E del 2018 sui premi di risultato