Carta Dedicata a Te 2026: torna il bonus da 500 euro, requisiti e accredito
Sostegno al Reddito - 5 Ago 2026
Pubblicato il 05/08/2026
ℹ️ In breve: la Carta Dedicata a Te 2026 vale 500 euro per nucleo familiare e sarà accreditata da ottobre. Servono ISEE ordinario fino a 15.000 euro e residenza in Italia, ma non si presenta domanda e il rispetto dei requisiti non garantisce automaticamente l’assegnazione.
La Carta Dedicata a Te 2026 torna con un contributo di 500 euro per nucleo familiare. Il decreto del 24 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto, stabilisce che gli accrediti partiranno da ottobre 2026.
Il bonus spesa spetta ai nuclei residenti in Italia con ISEE ordinario valido non superiore a 15.000 euro, purché non ricevano le misure incompatibili indicate dal decreto. Non occorre compilare una domanda: l’INPS prepara gli elenchi, i Comuni verificano le posizioni e Poste Italiane mette a disposizione le carte nominative.
La novità riguarda anche il 2027. Il comunicato ufficiale del Governo conferma infatti due annualità: una quota da 500 euro nel 2026 e una seconda quota nel 2027, che potrà però essere rideterminata in base alle risorse disponibili.
Carta Dedicata a Te 2026: quanto vale e quando arriva
L’importo previsto per il 2026 è pari a 500 euro per nucleo familiare. Non si tratta di un pagamento mensile e non vengono riconosciuti 500 euro a ogni componente: il decreto ammette un solo contributo per famiglia.
La carta viene resa operativa con l’accredito a partire dal mese di ottobre 2026. Non è indicato un giorno unico valido per tutti, perché prima devono concludersi l’elaborazione dell’INPS, i controlli comunali, il consolidamento delle liste e l’abbinamento con le carte Postepay.
Il decreto interministeriale rimanda inoltre a un successivo decreto direttoriale, da adottare entro trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per determinare il numero complessivo delle carte utilizzabili.
La quota 2026 e la seconda ricarica del 2027
Il sostegno è organizzato in due annualità. La prima quota, pari a 500 euro, parte da ottobre 2026. La seconda dovrebbe essere accreditata da aprile 2027 e, in base al testo attuale, ha lo stesso importo.
Il valore della seconda quota non è però completamente blindato: il Ministero potrà rideterminarlo dopo aver verificato le risorse residue dell’annualità precedente. Non è quindi corretto presentare fin da ora i 1.000 euro complessivi come una somma garantita in ogni circostanza.
| Aspetto | Edizione 2025 | Edizione 2026-2027 |
|---|---|---|
| Importo | 500 euro una tantum | 500 euro nel 2026 e seconda quota nel 2027, eventualmente rideterminabile |
| Primo accredito | Da ottobre 2025 | Da ottobre 2026 |
| Seconda quota | Non prevista | Da aprile 2027 |
| Primo utilizzo | Entro il 16 dicembre 2025 | Entro il 16 dicembre 2026 per non perdere la quota 2026 |
| Spesa ammessa | Beni alimentari di prima necessità | Beni alimentari di prima necessità per entrambe le annualità |
Requisiti ISEE della Carta Dedicata a Te 2026
Per rientrare nella selezione, tutti i componenti del nucleo devono risultare iscritti nell’Anagrafe della popolazione residente e la famiglia deve possedere un ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro.
Questi requisiti devono risultare alla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, quindi al 3 agosto 2026. Chi non aveva ancora ottenuto l’attestazione a quella data potrebbe non essere inserito nell’elaborazione iniziale.
La Carta Dedicata a Te utilizza l’ISEE ordinario, non quello sociosanitario. Per controllare attestazione, composizione del nucleo, eventuali omissioni e valore aggiornato puoi consultare la guida ENAC sull’ISEE 2026 e sulla DSU.
Un ISEE inferiore alla soglia è necessario, ma non sufficiente. Le carte disponibili sono limitate e vengono attribuite seguendo un ordine di priorità. Due famiglie con lo stesso valore ISEE potrebbero quindi ricevere un esito diverso in base alla composizione del nucleo e alle risorse assegnate al Comune.
Chi è escluso dal bonus spesa da 500 euro
La carta non spetta ai nuclei nei quali, alla data di entrata in vigore del decreto, sia presente un percettore dell’Assegno di inclusione, della Carta acquisti o di un’altra misura economica nazionale, regionale o comunale di inclusione sociale o contrasto alla povertà.
Sono esclusi anche i nuclei in cui almeno un componente riceve NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità, prestazioni dei fondi di solidarietà, Cassa integrazione guadagni o altre forme statali di integrazione salariale e sostegno per disoccupazione involontaria.
L’incompatibilità si valuta a livello familiare. Se, per esempio, il richiedente non riceve alcuna prestazione ma il coniuge percepisce NASpI, l’intero nucleo può essere escluso.
Chi riceve l’Assegno di inclusione 2026 non può quindi ottenere anche la Carta Dedicata a Te. Le due misure non vanno confuse: l’ADI è un sostegno mensile con domanda e specifici requisiti familiari, mentre la Carta Dedicata a Te è una selezione automatica annuale entro un numero limitato di carte.
Come vengono scelti i beneficiari senza domanda
Il cittadino non deve accedere a un portale né compilare un modulo. Dopo il decreto direttoriale che determina il numero delle carte, l’INPS elabora i dati ISEE e rende disponibili ai Comuni gli elenchi dei potenziali beneficiari.
I Comuni controllano residenza ed eventuali incompatibilità con misure locali. Entro venti giorni dalla disponibilità degli elenchi devono consolidare i dati; l’INPS ha poi dieci giorni per rendere definitive le liste e trasmetterle a Poste Italiane.
Gli elenchi vengono pubblicati sui siti comunali con modalità che tutelano i dati personali. Il Comune deve inoltre informare la popolazione e indicare ai beneficiari come prenotare e ritirare la carta presso gli uffici postali abilitati.
L’ordine di priorità stabilito dal decreto
La prima fascia comprende i nuclei di almeno tre componenti nei quali almeno una persona sia nata entro il 31 dicembre 2012. All’interno della fascia ha precedenza l’ISEE più basso.
Seguono i nuclei di almeno tre componenti con almeno una persona nata entro il 31 dicembre 2008. Anche in questo caso viene prima la famiglia con l’indicatore economico più basso.
La terza fascia comprende gli altri nuclei con almeno tre componenti, sempre ordinati in base all’ISEE crescente. Di conseguenza, non conta soltanto avere figli: contano l’anno di nascita indicato dal decreto, il numero dei componenti e il valore dell’attestazione.
Le carte residue possono andare anche a una persona sola
Il decreto contiene un’eccezione poco evidenziata. Dopo aver applicato l’ordine ordinario, il Comune può attribuire eventuali carte residue ad altri nuclei presenti nell’elenco predisposto dall’INPS, compresi quelli formati da una sola persona, purché si trovino in effettivo stato di bisogno.
Non significa che tutti i nuclei unipersonali con ISEE sotto 15.000 euro riceveranno il contributo. Si tratta di una possibilità residuale, subordinata alla presenza di carte non assegnate e alla valutazione effettuata dal Comune.
Esempio: perché l’ISEE sotto 15.000 euro non basta
Consideriamo una famiglia composta da due genitori e due figli, con ISEE ordinario pari a 12.000 euro. Nessun componente riceve ADI, Carta acquisti, NASpI, CIG o altri sostegni incompatibili.
Se almeno uno dei figli è nato entro il 31 dicembre 2012, il nucleo rientra nella prima fascia di priorità. Un’altra famiglia con la stessa composizione ma ISEE di 8.000 euro viene però collocata prima, perché all’interno della fascia prevale l’indicatore più basso.
Se la prima famiglia viene selezionata, riceve 500 euro complessivi per il 2026, non 500 euro per ogni componente. Per comprendere il peso economico della misura, dividendo l’importo su dodici mesi si ottiene:
500 € ÷ 12 mesi = 41,67 € al mese
Questo calcolo non stabilisce come debba essere utilizzata la carta: serve soltanto a misurare la dimensione del sostegno rispetto alle spese alimentari ordinarie.
Cosa si può comprare con la Carta Dedicata a Te
Per il 2026 e il 2027 la carta è destinata esclusivamente ai beni alimentari di prima necessità indicati nell’allegato al decreto. Restano escluse tutte le bevande alcoliche.
Tra gli acquisti ammessi rientrano carni, pesce fresco, tonno e carne in scatola, latte, formaggi, uova, oli, pane, prodotti da forno, pasta, riso, cereali e farine. Sono compresi anche frutta, ortaggi, legumi, pomodori e conserve, alimenti per l’infanzia, miele, zucchero, cacao, cioccolato, acqua minerale, aceto, caffè, tè, camomilla e prodotti DOP e IGP.
| Si può acquistare | Non si può acquistare |
|---|---|
| Generi alimentari di prima necessità indicati dal decreto | Bevande alcoliche |
| Alimenti freschi, confezionati, lavorati e surgelati ammessi nell’allegato | Carburanti e abbonamenti al trasporto pubblico |
| Prodotti per l’infanzia, acqua, caffè, tè e camomilla | Farmaci, tabacchi, detergenti e altri prodotti non alimentari |
Gli esercizi aderenti al programma del MASAF possono applicare ulteriori sconti ai titolari. Lo sconto non va però considerato automatico in ogni punto vendita: occorre verificare l’adesione del negozio.
Ritiro, attivazione e scadenze della Postepay
La carta è nominativa, prepagata e ricaricabile. Il beneficiario deve attendere la comunicazione del Comune, nella quale vengono indicate l’assegnazione e le modalità di ritiro o utilizzo.
Le nuove carte vengono consegnate presso gli uffici postali abilitati, dopo la prenotazione attraverso i canali messi a disposizione da Poste Italiane. Non bisogna recarsi alle Poste prima di aver ricevuto le istruzioni del Comune.
Per conservare la quota 2026 è necessario effettuare almeno un primo pagamento entro il 16 dicembre 2026. In caso contrario si decade dal beneficio relativo alla prima annualità.
La seconda quota sarà accreditata da aprile 2027. Chi non aveva ritirato o attivato la carta nel 2026 potrà farlo, ai soli fini della quota 2027, effettuando un pagamento tra il 1° aprile e il 31 agosto 2027.
Le somme delle due annualità dovranno essere utilizzate interamente entro il 10 ottobre 2027.
Il limite reale della misura e cosa controllare adesso
L’obiettivo dichiarato dal Governo è fornire un aiuto immediato alle famiglie con maggiore difficoltà economica, concentrando le risorse sulla spesa alimentare. Il meccanismo senza domanda riduce inoltre gli adempimenti per il cittadino.
Il limite è che la soglia ISEE non crea un diritto automatico. Il numero delle carte resta finito, esistono numerose incompatibilità e la graduatoria favorisce determinate composizioni familiari.
Il valore di 500 euro rappresenta un sostegno concreto, ma non sostituisce una misura continuativa. Secondo i dati ISTAT sul secondo trimestre 2026, l’inflazione ha inciso maggiormente sulle famiglie con bassi livelli di spesa, con un aumento dei prezzi del 3,7% contro il 2,6% registrato per quelle con spesa più elevata.
Oggi la verifica più utile è controllare che l’ISEE ordinario 2026 fosse valido, che tutti i componenti risultino correttamente iscritti in anagrafe e che nel nucleo non siano presenti prestazioni incompatibili. Successivamente bisognerà consultare il sito del proprio Comune e attendere la comunicazione ufficiale.
Per controllare l’ISEE e correggere eventuali omissioni puoi rivolgerti agli sportelli ENAC. Nessun operatore può però presentare una domanda per la Carta Dedicata a Te, perché la selezione avviene esclusivamente d’ufficio.
FAQ — Carta Dedicata a Te 2026
Domande frequenti su importo, ISEE, graduatoria e accredito
Quanto vale la Carta Dedicata a Te 2026?
La quota per il 2026 è pari a 500 euro per nucleo familiare. Il decreto prevede una seconda quota per il 2027, anch’essa pari a 500 euro salvo eventuale rideterminazione.
Quando arriva l’accredito della Carta Dedicata a Te 2026?
Le carte sono rese operative con l’accredito a partire da ottobre 2026. Il decreto non indica un giorno unico valido per tutti i beneficiari.
Bisogna presentare domanda per ricevere la carta?
No. L’INPS prepara gli elenchi e li trasmette ai Comuni, che verificano le posizioni, consolidano le liste e comunicano l’assegnazione ai beneficiari.
Quale ISEE serve per la Carta Dedicata a Te 2026?
Serve un ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro. Il solo rispetto della soglia non garantisce l’assegnazione, perché le carte sono limitate.
Chi è escluso dalla Carta Dedicata a Te 2026?
Sono esclusi i nuclei che comprendono percettori di Assegno di inclusione, Carta acquisti, altri sussidi economici contro la povertà, NASpI, DIS-COLL, CIG o altri sostegni pubblici indicati dal decreto.
Una persona sola può ricevere la Carta Dedicata a Te?
La priorità ordinaria spetta ai nuclei di almeno tre componenti. I Comuni possono assegnare eventuali carte residue, nell’ambito dell’elenco predisposto, anche a nuclei unipersonali in effettivo stato di bisogno.
Entro quando va usata la Carta Dedicata a Te 2026?
Per non perdere la quota 2026 bisogna effettuare il primo pagamento entro il 16 dicembre 2026. Le somme delle due annualità devono essere utilizzate entro il 10 ottobre 2027.