Assegno di inclusione 2026: importi, requisiti aggiornati e novità sul rinnovo

Sostegno al Reddito - 1 Apr 2026

L’assegno di inclusione 2026 è la principale misura di sostegno al reddito per le famiglie in difficoltà economica con almeno un componente disabile, minorenne, over 60 o in condizione di svantaggio certificata. Dal 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025): cambiano le regole sul rinnovo, si modifica il calcolo dell’ISEE con una franchigia sulla prima casa più favorevole, e gli importi sono stati rivalutati del +1,4% per adeguarli all’inflazione.

Assegno di inclusione 2026: chi può richiederlo

L’assegno di inclusione 2026 spetta ai nuclei familiari che soddisfano contemporaneamente tre categorie di requisiti. Sul fronte dei requisiti soggettivi, il nucleo deve includere almeno un componente che rientri in una delle seguenti categorie: persona minorenne, persona con disabilità certificata, persona con almeno 60 anni di età, oppure persona in condizione di svantaggio e inserita in un programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.

I requisiti di cittadinanza e residenza prevedono che il richiedente sia cittadino comunitario titolare del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o titolare di protezione internazionale. In ogni caso, la residenza in Italia deve essere di almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi.

Sono esclusi dall’accesso i nuclei in cui un componente ha rassegnato le dimissioni volontarie nei 12 mesi precedenti la domanda (salvo dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale), oppure ha subito una misura cautelare personale nei 10 anni precedenti.

Assegno di inclusione 2026: i requisiti economici aggiornati

Il nucleo familiare richiedente deve rispettare simultaneamente quattro soglie economiche. Il valore ISEE non deve superare 10.140 euro annui; il reddito familiare deve essere inferiore a 6.500 euro annui moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza (oppure 8.190 euro per i nuclei composti interamente da persone di almeno 67 anni o da disabili gravi); il patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa di abitazione non deve superare 30.000 euro ai fini IMU; il patrimonio finanziario non deve superare 6.000 euro, incrementabili di 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo del nucleo, fino a un massimo di 10.000 euro.

La Legge di Bilancio 2026 ha modificato il calcolo dell’ISEE rendendolo più favorevole per le famiglie. La franchigia sull’abitazione principale è salita da 52.500 euro a 91.500 euro per la generalità dei nuclei, e può arrivare fino a 120.000 euro per chi risiede nei comuni capoluogo delle città metropolitane. A questi importi si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Questa novità ha allargato concretamente la platea di chi rientra nelle soglie di accesso all’ADI.

Assegno di inclusione 2026: importi e tabella di calcolo

L’importo dell’assegno di inclusione 2026 non è fisso, ma si calcola come differenza tra la soglia di reddito di riferimento e il reddito familiare già disponibile, divisa per 12. Il parametro di scala di equivalenza parte da 1,0 per il solo richiedente e aumenta in base al numero e alla tipologia dei componenti del nucleo, con un massimo di 2,2 per i nuclei standard e 2,3 in presenza di disabili gravi o non autosufficienti.

Tipologia di nucleo Soglia reddito annua Importo mensile base max Contributo affitto max/mese
Nucleo con minori, disabili o over 60 6.500 euro × scala eq. Fino a 500 euro/mese 303 euro (3.640 euro/anno)
Nucleo composto solo da over 67 o disabili gravi 8.190 euro × scala eq. Fino a 630 euro/mese 162,50 euro (1.950 euro/anno)

L’importo massimo complessivo — per i nuclei con scala di equivalenza al massimo di 2,3 — può raggiungere 1.245,81 euro mensili, comprensivo del contributo affitto. La prestazione è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Se uno o più componenti del nucleo trovano lavoro, il reddito da lavoro percepito non viene conteggiato nel calcolo dell’assegno fino a 3.000 euro annui. Il reddito che supera questa soglia concorre alla determinazione del beneficio dal mese successivo alla variazione.

Novità 2026 sul rinnovo dell’assegno di inclusione

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto due modifiche significative per chi arriva alla scadenza del periodo di erogazione. In primo luogo, è stato eliminato il mese di sospensione obbligatoria che scattava automaticamente dopo le prime 18 mensilità: dal 2026 il rinnovo può avvenire senza interruzione del pagamento. Questa modifica tutela le famiglie che dipendono dalla misura come sostegno continuativo.

In compenso, la stessa Legge di Bilancio ha stabilito che la prima mensilità del rinnovo — cioè il 19° mese — viene pagata al 50% dell’importo spettante. Dal 20° mese il pagamento torna alla quota intera. Chi nel 2025 riceveva, ad esempio, 600 euro al mese, alla prima ricarica del rinnovo riceverà 300 euro, per poi tornare ai 600 euro dal mese successivo.

I rinnovi successivi al primo hanno una durata di 12 mesi anziché 18. Non esistono limiti al numero di rinnovi, purché i requisiti siano mantenuti.

Assegno di inclusione 2026: come fare domanda INPS

La procedura per richiedere l’assegno di inclusione 2026 si articola in tre passaggi obbligatori in sequenza. Prima di avviare la domanda è necessario disporre di un ISEE 2026 valido, che può essere richiesto gratuitamente presso uno sportello ENAC. Una volta ottenuto l’ISEE, la domanda all’INPS può essere presentata in tre modi: online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS; tramite il patronato ENAC; oppure tramite il numero verde INPS 803.164.

Contestualmente alla domanda o subito dopo, il richiedente e i componenti del nucleo familiare tenuti agli obblighi devono iscriversi alla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD). La firma del PAD è la condizione che sblocca l’erogazione: fino a quel momento, anche in caso di esito positivo dell’istruttoria, il pagamento non parte.

Dopo la firma del PAD, l’INPS verifica i requisiti e precarica l’importo sulla Carta di Inclusione, emessa da Poste Italiane. La carta consente acquisti presso esercizi abilitati, prelievi di contante entro il limite mensile, il pagamento delle utenze domestiche e un bonifico mensile per il canone di affitto al locatore.

Quando arrivano i pagamenti assegno di inclusione 2026

L’INPS, con il Messaggio n. 214 del 22 gennaio 2026, ha pubblicato il calendario ufficiale dei pagamenti ADI per l’anno 2026. Le prime erogazioni per i nuovi beneficiari e i pagamenti iniziali avvengono intorno al 15 di ogni mese. I rinnovi mensili per chi ha già ricevuto almeno una mensilità e mantiene i requisiti arrivano invece intorno al 27 di ogni mese. A dicembre 2026, il pagamento di rinnovo è anticipato al 23 per le festività natalizie.

Sezione ENAC Informa: ti accompagniamo in ogni fase

Gli sportelli ENAC assistono i richiedenti in tutte le fasi della domanda: dalla preparazione dell’ISEE 2026 alla compilazione della domanda INPS, fino alla sottoscrizione del PAD e al monitoraggio dei pagamenti. Il servizio è gratuito per i cittadini che si rivolgono agli sportelli ENAC sul territorio.

Per approfondire le misure di sostegno al reddito e alle famiglie:

FAQ: assegno di inclusione 2026

Assegno di Inclusione 2026: Domande Frequenti su Rinnovo, ISEE e Importi

Chi ha diritto all’assegno di inclusione 2026?
Hanno diritto all’ADI i nuclei familiari con ISEE sotto 10.140 euro che includono almeno un componente minorenne, con disabilità, con almeno 60 anni di età, oppure in condizione di svantaggio certificata dai servizi sociosanitari. Il richiedente deve risiedere in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi.

Quanto si riceve con l’assegno di inclusione 2026?
L’importo dipende dal reddito familiare e dalla composizione del nucleo. Il valore base massimo è di circa 500 euro al mese per i nuclei con minori, disabili o over 60, che può salire fino a circa 630 euro per i nuclei composti interamente da ultra-67enni o disabili gravi. Se il nucleo risiede in affitto, si aggiunge un contributo fino a 303 euro mensili.

Cosa cambia nel 2026 per il rinnovo dell’assegno di inclusione?
La Legge di Bilancio 2026 ha eliminato il mese di sospensione obbligatoria tra un ciclo e l’altro, rendendo possibile il rinnovo senza interruzione del pagamento. Tuttavia, la prima mensilità del rinnovo (il 19° mese) viene pagata al 50% dell’importo spettante, per poi tornare alla quota intera dal mese successivo.

Come si calcola il nuovo ISEE per l’assegno di inclusione 2026?
Dal 2026 la Legge di Bilancio ha introdotto un ISEE più favorevole per l’inclusione, con la franchigia sull’abitazione principale che sale da 52.500 euro a 91.500 euro (fino a 120.000 euro nelle città metropolitane). Questo aggiornamento, previsto dall’art. 1, comma 208 della L. 199/2025, amplia la platea di chi rientra nelle soglie di accesso.

Chi si occupa di lavoro nel nucleo familiare deve rinunciare all’assegno di inclusione?
No. I componenti del nucleo non esonerati dagli obblighi lavorativi devono sottoscrivere il Patto per il lavoro e partecipare ai percorsi di inclusione. Se trovano lavoro, il reddito percepito non entra nel calcolo dell’assegno fino a 3.000 euro annui. Al di sopra di questa soglia, l’importo viene ridotto progressivamente.

Dove posso presentare la domanda di assegno di inclusione 2026?
La domanda si presenta online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite il patronato ENAC o il numero verde INPS 803.164. Prima della domanda è necessario avere un ISEE 2026 valido. Il patronato ENAC assiste gratuitamente in tutte le fasi, compresa la sottoscrizione del PAD.