Bonus giovani, donne e ZES: domanda entro il 30 settembre 2026, chi deve agire

Lavoro - 3 Set 2026

Pubblicato il 03/09/2026

⚠️ Scadenza: entro il 30 settembre 2026 devono essere trasmesse le ultime domande per i Bonus Giovani, Donne e ZES previsti dal decreto Coesione e riferiti alle assunzioni o trasformazioni del periodo agevolato. Dal 1° ottobre non sarà più possibile presentare nuove istanze per queste agevolazioni.

ℹ️ Attenzione alla distinzione: la scadenza del 30 settembre non riguarda indistintamente i nuovi Bonus assunzioni introdotti nel 2026. Si riferisce alle agevolazioni del decreto Coesione per le assunzioni e trasformazioni effettuate nel periodo agevolato compreso tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.

I Bonus giovani, donne e ZES previsti dal decreto Coesione arrivano alla loro ultima scadenza amministrativa: l’INPS ha fissato al 30 settembre 2026 il termine entro cui i datori di lavoro possono ancora trasmettere nuove domande per ottenere gli esoneri contributivi relativi alle assunzioni e trasformazioni contrattuali effettuate nel periodo agevolato previsto dal decreto Coesione.

Il chiarimento è contenuto anche nel Messaggio INPS n. 2451 del 23 luglio 2026: dal 1° ottobre 2026 non sarà più possibile presentare nuove istanze relative agli incentivi disciplinati dagli articoli 22, 23 e 24 del D.L. 60/2024.

Gli importi sono rilevanti. Il Bonus Giovani può arrivare a un esonero di 500 euro al mese, elevabile a 650 euro nelle fattispecie ZES previste; Bonus Donne e Bonus ZES possono raggiungere 650 euro mensili. Non si tratta però di somme versate direttamente al lavoratore: il vantaggio consiste nella riduzione dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro.

Bonus giovani, donne e ZES: cosa scade davvero il 30 settembre 2026

Il punto più importante è capire cosa significa questa scadenza.

Il 30 settembre non è il termine entro cui effettuare oggi una nuova assunzione per ottenere automaticamente questi specifici incentivi del decreto Coesione. L’INPS sta chiudendo la finestra per presentare le domande ancora mancanti relative alle assunzioni e alle trasformazioni comprese nel periodo agevolato originario, indicato dall’Istituto tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.

La base normativa resta il D.L. 7 maggio 2024, n. 60. Gli articoli dedicati ai tre incentivi sono il 22 per i giovani, il 23 per le donne e il 24 per il Bonus ZES.

Dal 1° ottobre, quindi, il sistema non consentirà ulteriori nuove richieste riferite a quella stagione di agevolazioni.

Non confondere la scadenza con i nuovi bonus assunzioni 2026

Nel 2026 il quadro degli incentivi è cambiato nuovamente con il D.L. 62/2026, che ha introdotto una nuova disciplina per Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES riferita alle assunzioni effettuate nel corso del 2026.

Queste misure non devono essere confuse con la scadenza del 30 settembre appena annunciata dall’INPS.

ENAC Informa ha già dedicato approfondimenti specifici al Bonus Giovani 2026, al Bonus Donne 2026 e al Bonus assunzioni ZES 2026. Il presente articolo riguarda invece la chiusura delle istanze residue della precedente disciplina del decreto Coesione.

Scadenza 30 settembre: cosa riguarda e cosa non riguarda
Misura Assunzioni interessate Scadenza 30 settembre?
Bonus decreto Coesione artt. 22-24 Periodo agevolato 1/9/2024-31/12/2025, secondo requisiti specifici ✅ Sì: ultime nuove istanze entro 30/09/2026
Nuovi Bonus Giovani/Donne/ZES 2026 Assunzioni 2026 disciplinate dal D.L. 62/2026 ❌ Non è questa la scadenza generale

Bonus Giovani decreto Coesione: requisiti e importo fino a 650 euro

Il primo incentivo riguarda l’occupazione stabile dei giovani.

Il Bonus Giovani disciplinato dall’articolo 22 del decreto Coesione riconosce ai datori di lavoro privati l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a loro carico per nuove assunzioni a tempo indeterminato e trasformazioni di rapporti a termine in contratti a tempo indeterminato.

Per la misura ordinaria il lavoratore doveva avere meno di 35 anni alla data dell’assunzione o trasformazione e non essere mai stato occupato a tempo indeterminato nel corso della propria vita lavorativa, secondo le condizioni illustrate dall’INPS nella Circolare n. 90/2025.

L’esonero può arrivare fino a 500 euro mensili per lavoratore per un massimo di 24 mesi. Nelle fattispecie ZES previste dalla normativa, il limite può salire fino a 650 euro mensili, fermo restando il rispetto delle condizioni territoriali e delle autorizzazioni previste.

Esempio: quanto può valere lo sgravio per l’azienda

Il massimale mensile permette di comprendere l’ordine di grandezza dell’agevolazione, ma non significa che ogni azienda riceva automaticamente quell’importo.

Esempio teorico Bonus Giovani ordinario:
500 € × 24 mesi = 12.000 € di esonero massimo teorico.

Esempio teorico con massimale ZES:
650 € × 24 mesi = 15.600 € di esonero massimo teorico.

Il beneficio effettivo resta comunque limitato ai contributi realmente dovuti e deve rispettare tutte le condizioni dell’incentivo. Per un rapporto part-time o per periodi inferiori al mese possono inoltre operare i relativi riproporzionamenti.

Bonus Donne: chi può rientrare e quanto vale

Il Bonus Donne del decreto Coesione riguarda le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici considerate svantaggiate secondo i requisiti previsti dall’articolo 23.

La norma comprende, tra le principali categorie, donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti; lavoratrici prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenti nelle aree ZES previste dalla disciplina; oltre alle lavoratrici impiegate in professioni o settori caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere.

Il testo dell’articolo 23 su Normattiva stabilisce inoltre il requisito dell’incremento occupazionale netto.

L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi premi e contributi INAIL, con un massimale di 650 euro al mese per lavoratrice.

La durata può arrivare fino a 24 mesi per le lavoratrici molto svantaggiate; per alcune categorie legate ai settori o professioni con disparità di genere la durata è invece di 12 mesi. Le regole dettagliate sono contenute nella Circolare INPS n. 91/2025.

Bonus ZES: 650 euro al mese per le assunzioni agevolate

Il Bonus ZES del decreto Coesione è una misura autonoma rispetto alla maggiorazione territoriale prevista dal Bonus Giovani.

L’articolo 24 ha previsto un esonero contributivo in favore dei datori di lavoro privati che assumono personale non dirigenziale con contratto a tempo indeterminato nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno previste dalla disciplina originaria: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Il beneficio arriva al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi INAIL, fino a 650 euro mensili per lavoratore e per un periodo massimo di 24 mesi.

Tra i requisiti più importanti, la disciplina prevede che il datore di lavoro occupi fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione e che il lavoratore abbia compiuto 35 anni e risulti disoccupato da almeno 24 mesi.

Si tratta quindi di una misura molto selettiva: non basta che l’azienda abbia sede nel Mezzogiorno e non basta assumere un qualsiasi lavoratore a tempo indeterminato.

Bonus giovani, donne e ZES: confronto dei vecchi incentivi

Bonus Requisito principale Esonero massimo Durata
Giovani Under 35 e requisiti occupazionali previsti 500 €/mese; fino a 650 € nei casi ZES Fino a 24 mesi
Donne Lavoratrici svantaggiate secondo le condizioni previste 650 €/mese 12 o 24 mesi secondo il caso
ZES Datore fino a 10 dipendenti; lavoratore 35+ disoccupato da almeno 24 mesi 650 €/mese Fino a 24 mesi

Chi deve muoversi entro il 30 settembre

La scadenza riguarda soprattutto i datori di lavoro e i consulenti che hanno effettuato assunzioni o trasformazioni potenzialmente agevolabili nel periodo previsto dalla disciplina ma che non hanno ancora completato la relativa istanza INPS.

Se sei un datore di lavoro, il controllo da fare non è semplicemente verificare se hai assunto un giovane, una donna o un lavoratore nel Mezzogiorno.

Devi ricostruire il rapporto concreto: data di assunzione o trasformazione, età e storia occupazionale del lavoratore, sede produttiva, dimensione aziendale quando richiesta, eventuale incremento occupazionale netto e condizioni specifiche previste dalla misura.

Questo passaggio è particolarmente importante perché i tre incentivi hanno requisiti differenti e non sono intercambiabili.

Come verificare e presentare la domanda INPS

Le istanze sono gestite attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS, ex DiResCo, utilizzando il modulo previsto per la specifica agevolazione.

  1. Individua l’assunzione o trasformazione interessata e verifica che rientri nel periodo agevolato.
  2. Controlla quale incentivo può essere applicabile: Giovani, Donne oppure ZES.
  3. Verifica i requisiti del lavoratore alla data dell’assunzione.
  4. Controlla i requisiti aziendali, compresi quelli contributivi e occupazionali previsti.
  5. Verifica eventuali altri incentivi già utilizzati sullo stesso rapporto e le regole di cumulabilità.
  6. Trasmetti l’istanza prima del 30 settembre 2026, se la posizione può ancora accedere alla procedura.

Non conviene arrivare all’ultimo giorno: una verifica errata sull’età, sul precedente rapporto a tempo indeterminato, sulla sede produttiva o sul requisito di svantaggio può cambiare completamente il diritto allo sgravio.

Per assistenza nella verifica della posizione puoi rivolgerti agli sportelli ENAC.

Cosa succede dal 1° ottobre 2026

L’indicazione dell’INPS è netta: dal 1° ottobre 2026 non sarà più possibile inviare nuove istanze relative alle assunzioni e trasformazioni interessate dalla chiusura prevista dal Messaggio n. 2451/2026.

Questo rende il 30 settembre una vera scadenza amministrativa e non una semplice data indicativa.

È però altrettanto importante non trasformare questa informazione in un messaggio sbagliato del tipo “dal 1° ottobre finiscono i Bonus Giovani, Donne e ZES 2026”. Le nuove agevolazioni introdotte dal D.L. 62/2026 hanno una disciplina diversa e continuano a essere trattate separatamente.

Il limite pratico della misura: tre bonus con nomi simili ma regole diverse

Dal punto di vista delle politiche per il lavoro, gli incentivi puntano a ridurre il costo delle assunzioni stabili e a favorire categorie con maggiori difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro. Il beneficio economico può essere significativo: un massimale di 650 euro per 24 mesi equivale teoricamente a 15.600 euro di contribuzione agevolabile per singolo rapporto.

Il limite pratico è però evidente: sotto la stessa etichetta “Bonus Giovani, Donne e ZES” convivono misure diverse, periodi normativi differenti e dal 2026 anche una nuova generazione di incentivi con requisiti modificati.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha richiamato proprio la scadenza del 30 settembre riferendola alle misure del decreto Coesione. Per aziende e lavoratori la conseguenza è semplice: prima di applicare un importo o una scadenza trovata online bisogna identificare quale versione dell’incentivo riguarda effettivamente il rapporto di lavoro.

Per una panoramica sulle nuove misure puoi consultare anche la guida ENAC ai bonus assunzioni giovani e donne 2026.

FAQ — Bonus giovani, donne e ZES: scadenza 30 settembre 2026

Domande frequenti su domande INPS, requisiti e importi

Quando scadono le domande per Bonus Giovani, Donne e ZES del decreto Coesione?
Il termine fissato dall’INPS è il 30 settembre 2026. Dal 1° ottobre non sarà più possibile trasmettere nuove istanze relative alle assunzioni e trasformazioni interessate dal Messaggio INPS n. 2451/2026.

La scadenza del 30 settembre riguarda anche i nuovi Bonus 2026?
No. La scadenza annunciata dall’INPS riguarda gli incentivi del decreto Coesione relativi al periodo agevolato 2024-2025. I nuovi Bonus Giovani, Donne e ZES disciplinati dal D.L. 62/2026 seguono regole proprie.

Quanto vale il Bonus Giovani del decreto Coesione?
L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino a 500 euro mensili per lavoratore, con un massimale che può arrivare a 650 euro nelle fattispecie ZES previste.

Quanto vale il Bonus Donne?
Il beneficio del decreto Coesione può raggiungere 650 euro al mese per lavoratrice, con durata fino a 24 mesi per le categorie molto svantaggiate e durata diversa nei casi previsti dalla normativa.

Quali sono i requisiti principali del Bonus ZES?
Tra i requisiti principali rientrano un datore di lavoro privato con non più di 10 dipendenti nel mese dell’assunzione, una sede o unità produttiva nella ZES prevista dalla disciplina e l’assunzione di un lavoratore che abbia compiuto 35 anni e sia disoccupato da almeno 24 mesi.

I 650 euro vengono pagati al lavoratore?
No. Il beneficio consiste in un esonero contributivo riconosciuto al datore di lavoro. Non è un bonus versato direttamente in busta paga al lavoratore.

Quanto può valere un esonero da 650 euro per 24 mesi?
Il massimale teorico è di 15.600 euro, dato da 650 euro moltiplicati per 24 mesi. L’importo effettivo dipende però dai contributi dovuti e dalle condizioni del rapporto.

Dove si presenta la domanda?
Le richieste vengono gestite attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS, ex DiResCo, utilizzando la procedura prevista per l’incentivo interessato.