Congedo straordinario 104 nel 2026: quanto spetta, chi ha diritto e per quanto tempo

Invalidità e Disabilità - 13 Ott 2026

Pubblicato il 13/10/2026

ℹ️ In breve: il congedo straordinario 104 dà fino a due anni di assenza retribuita, nella vita lavorativa, ai dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave. Nel 2026, per i dipendenti privati, l’indennità arriva al massimo a 43.486 euro l’anno (119,14 euro al giorno), con contributi figurativi. Conta l’ordine di priorità tra familiari.

Il congedo straordinario 104 nel 2026 paga l’ultima retribuzione fissa e continuativa fino a un massimo di 43.486 euro l’anno, cioè 119,14 euro al giorno, per un periodo massimo di due anni. Sono i valori calcolati dall’INPS per i dipendenti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti, con l’aliquota del 33%. I valori sono fissati dalla circolare INPS n. 47 del 21 aprile 2026, che aggiorna ogni anno il tetto previsto dall’articolo 42, comma 5-ter, del decreto legislativo 151/2001.

Il congedo serve a chi lavora come dipendente e assiste un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104. Non spetta a qualunque parente: la legge fissa un ordine preciso, e il diritto passa al familiare successivo solo in casi definiti. Chi lo chiede deve conoscere anche gli effetti su ferie, tredicesima e pensione.

Congedo straordinario 104: chi ha diritto e in quale ordine

L’articolo 42, comma 5, del decreto 151/2001 indica chi può chiedere il congedo e in quale ordine. Si passa al livello successivo solo quando tutti i familiari dei livelli precedenti sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. Per il figlio, per esempio, devono trovarsi in una di queste condizioni sia il coniuge (o unito civilmente o convivente di fatto) sia entrambi i genitori.

  1. Il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente o il convivente di fatto.
  2. Il padre o la madre, anche adottivi o affidatari (così l’elenco del messaggio INPS 3096/2022).
  3. Uno dei figli conviventi.
  4. Uno dei fratelli o delle sorelle conviventi.
  5. Il parente o l’affine entro il terzo grado convivente.

La norma chiede la convivenza a tutti tranne che ai genitori. Quando è richiesta, può nascere dopo la domanda. Per l’INPS va però instaurata entro l’inizio del congedo e mantenuta per tutta la sua durata.

Restano fuori, secondo la scheda INPS sul congedo straordinario, i lavoratori domestici, quelli a domicilio, gli agricoli giornalieri, gli autonomi e i parasubordinati. La persona da assistere non deve essere ricoverata a tempo pieno. La scheda INPS indica queste eccezioni: i sanitari chiedono la presenza di chi assiste; il ricovero si interrompe per visite e terapie certificate; la persona è in stato vegetativo persistente o ha una prognosi infausta a breve termine.

Il convivente di fatto e la sentenza della Corte costituzionale

Il convivente di fatto è equiparato al coniuge dal decreto legislativo 105 del 2022. Con la sentenza n. 197 del 2025 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il testo precedente, in vigore fino al 12 agosto 2022, nella parte in cui escludeva il convivente di fatto. Nelle fonti INPS consultate al 13 ottobre 2026 non abbiamo trovato istruzioni operative sulla sentenza. Chi aveva avuto un rifiuto per periodi anteriori al 13 agosto 2022 può chiedere al patronato di valutare la propria posizione. La convivenza di fatto e l’assistenza prestata vanno comunque dimostrate.

Quanto si prende con il congedo straordinario nel 2026

Durante il congedo spetta un’indennità pari all’ultima retribuzione, calcolata sulle voci fisse e continuative. Per i dipendenti privati l’INPS vi comprende anche il rateo di tredicesima e delle altre mensilità aggiuntive, mentre restano fuori gli emolumenti variabili. Nel settore privato il periodo è coperto da contribuzione figurativa, valida per il diritto e per la misura della pensione.

Indennità e contributi figurativi insieme non possono superare un tetto annuo, rivalutato ogni anno con l’indice ISTAT. Per il 2026 la rivalutazione è stata dell’1,4%.

Congedo straordinario 2026: importi massimi (circolare INPS 47/2026, calcolati con l’aliquota FPLD del 33%)
Voce Importo 2026
Tetto complessivo annuo (indennità + contributi figurativi) 57.836,96 euro
Indennità massima annua 43.486,00 euro
Indennità massima giornaliera 119,14 euro
Retribuzione figurativa massima settimanale 836,27 euro

Esempio (nostro calcolo sui valori della circolare 47/2026). Il tetto annuo di 43.486 euro diviso per 12 dà circa 3.623,83 euro al mese. Il tetto giornaliero di 119,14 euro per 365 giorni torna a circa 43.486 euro. Chi ha una retribuzione fissa e continuativa sotto queste cifre riceve in pratica la propria retribuzione; chi la supera riceve il massimo. La circolare fissa il limite annuo e giornaliero, non uno mensile: il conteggio esatto lo fa il datore di lavoro.

Nel settore privato l’indennità la anticipa il datore di lavoro in busta paga e la recupera dai contributi dovuti all’INPS. Per gli operai agricoli e per i lavoratori dello spettacolo saltuari o a termine paga direttamente l’INPS. I dipendenti pubblici presentano la domanda alla propria amministrazione. L’amministrazione paga l’indennità e versa la contribuzione obbligatoria per la pensione: secondo la circolare INPS 6/2014 non c’è accredito figurativo. La circolare INPS n. 6 del 2026 fissa per il 2026 il tetto complessivo a 57.837 euro, comprensivo dei contributi a carico dell’amministrazione.

Quanto dura e come si può frazionare

Il congedo non può superare due anni per ciascuna persona da assistere e nell’arco della vita lavorativa. Il limite è complessivo tra tutti i familiari che ne hanno diritto. Chi assiste più familiari con disabilità grave può usarlo per ciascuno, ma senza mai superare i due anni in totale. Dal limite personale si tolgono anche i periodi già usati come congedo per gravi e documentati motivi familiari (articolo 4, comma 2, della legge 53/2000). Lo spiega la circolare INPS 32/2012.

Si può frazionare anche a giorni. Secondo le istruzioni INPS, sabati, domeniche e festivi tra due periodi non si contano solo con l’effettiva ripresa del lavoro. Le ferie non bastano. Se il congedo è frazionato a giorni, l’anno vale 365 giorni. Il congedo non spetta nei periodi in cui non è prevista attività lavorativa, per esempio le pause non retribuite di un part-time verticale.

Il congedo non può essere riconosciuto a più di un lavoratore per la stessa persona. Fanno eccezione i genitori dello stesso figlio, che possono usarlo alternativamente ma non negli stessi giorni. Per l’INPS, inoltre, congedo e permessi 104 possono essere autorizzati a lavoratori diversi per la stessa persona, sempre in giorni diversi.

Ferie, tredicesima e TFR: la distinzione che conta

Qui nasce spesso un equivoco. Per i dipendenti privati l’indennità comprende il rateo di tredicesima, come indica l’INPS nel messaggio 30 del 2024. Il periodo di congedo, però, non fa maturare ferie, tredicesima e trattamento di fine rapporto: lo stabilisce il comma 5-quinquies dell’articolo 42.

Chi usa il congedo in modo continuativo per non più di sei mesi ha diritto a permessi non retribuiti. Sono pari ai giorni di ferie che avrebbe maturato nello stesso periodo, senza contributi figurativi. Il congedo resta invece utile per la pensione: nel privato con la contribuzione figurativa, nel pubblico con i contributi versati dall’amministrazione.

Come fare domanda e cosa succede con il verbale in revisione

Il datore di lavoro deve concedere il congedo entro 30 giorni dalla richiesta. I dipendenti privati presentano la domanda all’INPS, che la considera valida dalla data di presentazione. La scheda INPS indica questi canali:

  • il servizio online dell’INPS “Congedi straordinari disabilità – Domanda”;
  • il Contact center, al numero 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da cellulare;
  • un patronato o un intermediario dell’INPS.

Se il verbale di disabilità grave è in revisione, chi era già autorizzato può continuare a usare il congedo. Deve però presentare una nuova domanda. Le domande nuove vengono accolte in via provvisoria. Se la revisione non conferma la disabilità grave, l’INPS recupera le somme. Per chi era già autorizzato, recupera quelle pagate dal giorno successivo alla definizione del nuovo verbale (circolare 127/2016). Per le domande accolte in via provvisoria, recupera il beneficio fruito.

Se il verbale non arriva entro 45 giorni dalla domanda di riconoscimento, vale il certificato di un medico specialista dell’ASL nella patologia. Per le patologie oncologiche la certificazione provvisoria vale dopo 15 giorni dalla domanda alla commissione.

Le regole dei permessi mensili sono nella guida ai permessi legge 104 nel 2026. Per le misure economiche c’è la guida al bonus caregiver 2026. Per i figli fino ai 14 anni esiste anche il congedo parentale 2026, che segue regole diverse.

FAQ — congedo straordinario 104

Domande frequenti sul congedo straordinario 2026

Quanto si prende con il congedo straordinario 104 nel 2026?
Per i dipendenti privati, l’ultima retribuzione fissa e continuativa, compreso il rateo di tredicesima, fino a 43.486 euro l’anno e 119,14 euro al giorno. I contributi figurativi rientrano in un tetto complessivo di 57.836,96 euro (circolare INPS 47/2026, aliquota FPLD del 33%).

Quanto dura al massimo il congedo straordinario?
Due anni per ciascuna persona da assistere e nell’arco della vita lavorativa. Il limite è complessivo tra tutti i familiari aventi diritto e non raddoppia per chi assiste più persone. Comprende anche i periodi già usati per gravi e documentati motivi familiari.

Chi può chiedere il congedo straordinario?
I dipendenti delle categorie ammesse che assistono un familiare con disabilità grave. L’ordine è questo: coniuge, unito civilmente o convivente di fatto conviventi; genitori, anche adottivi o affidatari; figli conviventi; fratelli e sorelle conviventi; parenti o affini entro il terzo grado conviventi. Si passa al livello successivo quando tutti i familiari dei livelli precedenti sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Serve la convivenza?
Sì per tutti tranne i genitori. Può essere instaurata dopo la richiesta, ma per l’INPS deve esistere all’inizio del periodo di congedo e durare per tutto il periodo.

Il congedo straordinario fa maturare ferie e tredicesima?
No: il periodo non fa maturare ferie, tredicesima e TFR. Per i dipendenti privati l’indennità comprende però il rateo di tredicesima. Chi usa il congedo continuativo fino a sei mesi ha permessi non retribuiti pari alle ferie perse.

Il congedo straordinario conta per la pensione?
Sì. Nel settore privato il periodo è coperto da contribuzione figurativa valida per il diritto e per la misura della pensione; nel pubblico l’amministrazione versa la contribuzione obbligatoria. In entrambi i casi entro il tetto annuo.

Come si presenta la domanda?
I dipendenti privati la presentano all’INPS online, tramite Contact center o tramite patronato; i dipendenti pubblici alla propria amministrazione. Il datore di lavoro deve concedere il congedo entro 30 giorni dalla richiesta.

Si può avere il congedo se il familiare è ricoverato?
Non durante il ricovero a tempo pieno, salvo eccezioni. Valgono la presenza richiesta dai sanitari, le interruzioni del ricovero per visite e terapie certificate, lo stato vegetativo persistente o la prognosi infausta a breve termine.