Sgravio al 100% per la cassa integrazione in caso di caldo estremo: la stabilizzazione nella Legge di Bilancio 2026
Lavoro - 22 Nov 2025
La bozza della Legge di Bilancio 2026 prevede una novità significativa per le imprese soggette a eventi climatici eccezionali: la trasformazione in misura stabile dell’esonero dal contributo addizionale sulla Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) quando l’interruzione dell’attività è dovuta, ad esempio, a caldo estremo. Questa opzione viene introdotta con un emendamento all’articolo 40-bis, all’interno dell’articolo 40 dedicato agli ammortizzatori sociali della manovra economica.
Lo stanziamento previsto assegna circa 21 milioni di euro annui per sostenere a regime tale esonero e rendere l’integrazione salariale più efficiente e tempestiva nei casi di emergenza climatica. Questa misura si aggiunge al complesso di proroghe e rifinanziamenti degli ammortizzatori sociali per il 2026.
Beneficiari e requisiti dell’agevolazione
Il beneficio riguarda le imprese che, a causa di caldo estremo, interrompono o riducono l’attività lavorativa e richiedono la CIGS per causali definite come “evento meteo” o “ordinanza di pubblica autorità”. In particolare, rientrano nel perimetro:
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aziende nei settori più esposti agli effetti del caldo – agricoltura, edilizia, cave – dove l’interruzione dell’attività è direttamente collegata a condizioni ambientali critiche;
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imprese che presentano la domanda di CIGS con causale «evento oggettivamente non evitabile (EONE)» a seguito di temperature elevate o di provvedimenti amministrativi.
Tra i requisiti si evidenziano: la corretta compilazione della domanda con relazione tecnica che descrive la sospensione o la riduzione dell’attività, l’indicazione della causale appropriata e, nei casi rilevanti, l’indicazione dell’ordinanza. Non è richiesta l’anzianità minima del lavoratore per accedere all’integrazione se la causa è riconosciuta come EONE.
Cosa cambia concretamente con la stabilizzazione
Con il nuovo orientamento legislativo, l’esenzione dal pagamento del contributo addizionale per la CIGS diventa una misura ordinaria, non più legata esclusivamente a provvedimenti emergenziali ma stabilizzata nel sistema. Ciò significa che, per i settori produttivi colpiti dal caldo estremo, l’interruzione dell’attività potrà dare accesso alla CIGS con condizioni più favorevoli e contributive alleggerite.
In termini pratici, rispetto al passato, il vantaggio consiste nella rapidità dell’accesso e nella riduzione dagli oneri contributivi aziendali. Inoltre, l’ampliamento del perimetro dell’evento climatico consente una tutela attiva per quelle situazioni in cui l’attività non può essere svolta in sicurezza a causa delle temperature elevate o dell’umidità, anche in assenza di un’ordinanza formale.
Limiti, scadenze e adempimenti da rispettare
Pur essendo una misura strutturale, l’agevolazione è subordinata al rispetto di tempistiche e procedure precise. Per esempio:
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la domanda di CIGS deve essere presentata entro il termine stabilito dalla normativa per l’integrazione salariale;
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la causale scelta deve essere coerente con l’evento (caldo estremo, ordinanza, evento meteo);
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la relazione tecnica allegata deve documentare l’impossibilità di proseguire l’attività in condizioni normali per effetto del caldo.
Inoltre, restano esclusi i casi in cui la riduzione dell’attività sia attribuibile a cause interne all’impresa o a scelte organizzative preventivabili: la causa deve essere oggettivamente non evitabile. Le imprese devono verificare tempestivamente i requisiti al fine di non perdere il diritto all’agevolazione.
Cosa fare per usufruire della misura
Le aziende interessate dovranno:
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Verificare se l’interruzione o la riduzione dell’attività è dovuta a caldo estremo o provvedimento amministrativo che la legittima.
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Presentare la domanda di CIGS con la causale appropriata («evento meteo – temperature elevate» o «ordinanza pubblica autorità») e allegare la relazione tecnica richiesta.
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Attivarsi per l’istruttoria entro i termini previsti, mantenendo documentazione aggiornata e comunicazioni con l’ente competente.
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Monitorare l’evoluzione normativa della Legge di Bilancio 2026 e delle circolari di attuazione, per cogliere tutti i beneficiari, i requisiti e le condizioni operative effettive.