Pensione di Reversibilità 2026: Requisiti, Percentuali e Come Fare Domanda INPS
Pensioni 2026 - 7 Mar 2026
Aggiornato al 15/06/2026
La pensione di reversibilità 2026 è la prestazione previdenziale che spetta al coniuge, ai figli e ad altri familiari del pensionato deceduto. Diversa dalla pensione indiretta — che spetta ai superstiti del lavoratore deceduto prima di andare in pensione — la reversibilità si calcola come percentuale della pensione che il defunto già percepiva: il coniuge superstite riceve il 60%, che sale fino al 100% in presenza di due o più figli a carico. Dal 1° gennaio 2026 gli importi sono stati aggiornati con la perequazione del +1,4% e le soglie di reddito che determinano l’eventuale riduzione dell’assegno sono state rivalutate di conseguenza. Le regole complete sono consultabili sul portale ufficiale INPS nella scheda dedicata alla pensione ai superstiti, e il testo normativo di riferimento è disponibile su Normattiva. Un aspetto spesso sottovalutato: chi ha redditi propri superiori a determinate soglie subisce una riduzione della reversibilità fino al 50%, ma con un’importante protezione introdotta dalla Corte Costituzionale nel 2022 — il taglio non può mai superare l’importo dei redditi aggiuntivi percepiti. In questa guida ENAC trovi tutte le percentuali, i limiti di reddito 2026 aggiornati, i requisiti per la pensione indiretta e come presentare la domanda.
Pensione di reversibilità 2026: le percentuali per ogni categoria di superstiti
L’importo della pensione di reversibilità 2026 non è fisso ma corrisponde a una percentuale della pensione che il defunto percepiva (o avrebbe percepito). La percentuale varia in base alla categoria di superstiti aventi diritto e al numero di beneficiari. Quando più categorie concorrono insieme — ad esempio coniuge e figli — le percentuali si sommano fino al limite massimo del 100%. Se la somma supera il 100%, l’importo viene ridistribuito proporzionalmente tra i superstiti aventi diritto.
| Categoria superstiti | Percentuale | Esempio importo mensile* |
|---|---|---|
| Coniuge solo (o unito civilmente) | 60% | Su pensione di 1.500€ → 900€/mese |
| Coniuge + 1 figlio | 80% (60% + 20%) | Su pensione di 1.500€ → 1.200€/mese |
| Coniuge + 2 o più figli | 100% (60% + 20% + 20%) | Su pensione di 1.500€ → 1.500€/mese |
| Solo 1 figlio (senza coniuge) | 70% | Su pensione di 1.500€ → 1.050€/mese |
| Solo 2 figli (senza coniuge) | 80% | Su pensione di 1.500€ → 1.200€/mese |
| 3 o più figli (senza coniuge) | 100% | Su pensione di 1.500€ → 1.500€/mese |
| Genitori (in assenza di coniuge e figli) | 15% ciascuno | Su pensione di 1.500€ → 225€/mese ciascuno |
| Fratelli/sorelle (in assenza di altri superstiti) | 15% ciascuno | Su pensione di 1.500€ → 225€/mese ciascuno |
*Esempi indicativi al lordo delle eventuali riduzioni per cumulo con altri redditi.
Cumulo con altri redditi: le soglie di riduzione 2026
Il punto più delicato della pensione di reversibilità 2026 riguarda il cumulo con i redditi propri del superstite. Chi percepisce altri redditi — da lavoro, da pensione propria o da rendite — subisce una riduzione dell’assegno di reversibilità calcolata in base a soglie espresse come multipli del trattamento minimo INPS. Per il 2026 il trattamento minimo è pari a 611,85 euro mensili, ovvero 7.954,05 euro annui. Nel calcolo del reddito rilevante non si considera la casa di abitazione né la reversibilità stessa.
| Reddito annuo del superstite | Riduzione reversibilità |
|---|---|
| Fino a 23.862,15€ (3 volte il minimo) | Nessuna riduzione |
| Da 23.862,16€ a 31.816,20€ (3-4 volte il minimo) | −25% |
| Da 31.816,21€ a 39.770,25€ (4-5 volte il minimo) | −40% |
| Oltre 39.770,25€ (più di 5 volte il minimo) | −50% |
Una tutela fondamentale è stata introdotta dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 162/2022: la riduzione applicata alla reversibilità non può in nessun caso superare l’importo dei redditi aggiuntivi percepiti dal superstite. Le riduzioni per cumulo non si applicano ai nuclei in cui siano presenti figli minori, studenti o disabili: in questi casi la reversibilità viene erogata per intero indipendentemente dal reddito del coniuge superstite.
Chi ha diritto alla pensione di reversibilità 2026
La pensione di reversibilità spetta ai superstiti di chi era già titolare di una pensione diretta al momento del decesso. Hanno diritto alla reversibilità: il coniuge superstite, anche se separato legalmente (salvo addebito della separazione), e il partner unito civilmente; i figli a carico al momento del decesso — minorenni, studenti universitari fino a 26 anni se a carico, oppure figli inabili al lavoro di qualsiasi età; i genitori con più di 65 anni a carico del defunto, in assenza di coniuge e figli aventi diritto; i fratelli e le sorelle celibi o nubili e inabili al lavoro, a carico del defunto, in assenza di tutti gli altri superstiti. Il coniuge divorziato può accedere alla reversibilità solo se titolare di assegno divorzile e non risposato, e la quota spettante viene ripartita con l’eventuale coniuge superstite in proporzione agli anni di matrimonio. La reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso e viene erogata finché permangono i requisiti.
Pensione indiretta 2026: quando spetta e requisiti contributivi
La pensione indiretta è la prestazione analoga alla reversibilità ma destinata ai superstiti di un lavoratore deceduto prima di aver maturato il diritto alla pensione. Le stesse categorie di superstiti hanno diritto alla pensione indiretta se il defunto aveva maturato almeno 15 anni di contributi nel corso della vita lavorativa, oppure almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nel quinquennio immediatamente precedente il decesso. Le percentuali sono identiche a quelle della reversibilità. L’importo si calcola simulando la pensione che il defunto avrebbe percepito al raggiungimento dei requisiti, applicando poi le stesse percentuali per categoria di superstiti.
Nuovo matrimonio e perdita della reversibilità: le regole 2026
Il coniuge superstite che contrae un nuovo matrimonio perde definitivamente il diritto alla pensione di reversibilità a partire dal mese successivo alle nuove nozze. Come compensazione, la legge prevede il riconoscimento di una somma una tantum pari a due annualità della reversibilità percepita, erogata dall’INPS in un’unica soluzione. Questa regola si applica anche alle unioni civili: il partner che forma una nuova unione civile perde la reversibilità con lo stesso meccanismo. La convivenza di fatto, invece, non comporta la perdita della reversibilità. Rivolgersi a un operatore ENAC è consigliabile per valutare la convenienza economica prima di formalizzare una nuova unione, considerando l’impatto sul reddito complessivo.
Come fare domanda di pensione di reversibilità 2026
La domanda di pensione di reversibilità 2026 va presentata esclusivamente in via telematica tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite Contact Center al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06 164.164 (da rete mobile). In alternativa è possibile rivolgersi gratuitamente a un operatore ENAC che presenta la domanda per conto del superstite. La domanda va presentata il prima possibile dopo il decesso: la reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso indipendentemente da quando viene presentata la domanda, ma il diritto agli arretrati si prescrive dopo 5 anni. Alla domanda vanno allegati il certificato di morte, il codice fiscale del defunto, i dati del conto corrente per l’accreditamento e, per i figli studenti, la certificazione di iscrizione scolastica o universitaria. Consulta anche il nostro articolo sulle novità pensioni 2026, sulla rivalutazione pensioni 2026 e sull’ISEE 2026. Prenota un appuntamento trovando lo sportello ENAC più vicino a te.
FAQ — pensione di reversibilità 2026
Domande frequenti su importi, cumulo redditi e casi particolari della pensione di reversibilità 2026
Quanto spetta al coniuge superstite con la pensione di reversibilita’ 2026?
Il coniuge superstite riceve il 60% della pensione che il defunto percepiva. La percentuale sale all’80% in presenza di un figlio a carico e al 100% con due o piu’ figli. Se il coniuge ha redditi propri superiori a 23.862,15 euro annui, la reversibilita’ viene ridotta del 25%, del 40% o del 50% a seconda della fascia di reddito. La riduzione non si applica se ci sono figli minori, studenti o disabili nel nucleo.
Il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilita’?
Si’, ma solo se al momento del decesso era titolare di assegno divorzile e non si era risposato. La quota di reversibilita’ spettante all’ex coniuge viene determinata in proporzione alla durata del matrimonio e alle condizioni economiche dei superstiti. Se esiste anche un coniuge superstite, la reversibilita’ viene ripartita tra i due in base agli anni di matrimonio rispettivi.
Quando si perde il diritto alla pensione di reversibilita’?
Il coniuge perde la reversibilita’ contraendo un nuovo matrimonio o una nuova unione civile, ricevendo in cambio due annualita’ una tantum. I figli perdono il diritto al compimento della maggiore eta’ (salvo siano studenti fino a 26 anni o inabili). La semplice convivenza di fatto non comporta la perdita della reversibilita’.
Qual e’ la differenza tra pensione di reversibilita’ e pensione indiretta?
La reversibilita’ spetta ai superstiti di chi era gia’ pensionato al momento del decesso. La pensione indiretta spetta invece ai superstiti di un lavoratore deceduto prima di andare in pensione, a condizione che avesse almeno 15 anni di contributi totali oppure 5 anni di contributi di cui 3 nel quinquennio precedente il decesso. Percentuali e regole di cumulo sono identiche per entrambe.
Entro quando va presentata la domanda di reversibilita’?
Non esiste una scadenza rigida, ma e’ fortemente consigliabile presentare la domanda entro 5 anni dal decesso per non perdere gli arretrati per prescrizione. La decorrenza della prestazione e’ sempre fissata al primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.
La reversibilita’ si cumula con la pensione propria del superstite?
Si’, la reversibilita’ e’ cumulabile con la pensione propria del superstite. Tuttavia, se il reddito complessivo supera le soglie stabilite dalla legge, l’importo della reversibilita’ viene ridotto fino al 50%. La riduzione non puo’ pero’ mai superare l’importo dei redditi aggiuntivi percepiti, come stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 162/2022.