Indennità malattia INPS 2026: importi, durata massima e come richiederla

Lavoro, Prestazioni INPS - 9 Apr 2026

L’indennità malattia INPS 2026 garantisce un sostegno economico ai lavoratori dipendenti impossibilitati a lavorare per motivi di salute. L’INPS eroga la prestazione a partire dal quarto giorno di assenza, per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, con percentuali che variano in base alla categoria contrattuale e alla durata della malattia. Sapere a quanto ammonta l’indennità, chi ha diritto a riceverla e come attivarla può fare la differenza in un momento difficile. Questa guida di ENAC ti spiega tutto, con dati verificati sul portale ufficiale INPS.

Chi ha diritto all’indennità di malattia INPS nel 2026

L’indennità di malattia INPS spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato quando un evento morboso determina l’incapacità temporanea allo svolgimento della propria mansione. Non tutti i dipendenti rientrano nella tutela diretta dell’INPS: la distinzione fondamentale è tra operai e impiegati.

Hanno diritto all’indennità erogata o anticipata dall’INPS:

  • operai dell’industria, artigianato e agricoltura;
  • apprendisti;
  • lavoratori a tempo determinato (con limiti specifici sulla durata);
  • dipendenti dei settori terziario e servizi, per i quali l’INPS interviene direttamente;
  • lavoratori iscritti alla Gestione Separata, con condizioni particolari;
  • disoccupati e lavoratori in Cassa Integrazione (importo ridotto).

Agli impiegati privati (escluso il settore terziario) l’intera retribuzione durante la malattia è invece a carico del datore di lavoro, secondo quanto previsto dai singoli CCNL. I dipendenti pubblici seguono norme ancora più favorevoli, con diritto alla retribuzione piena per i primi 9 mesi di assenza.

I tre giorni di carenza: chi li paga

L’INPS non copre i primi tre giorni di malattia, detti “periodo di carenza”. L’indennità INPS decorre sempre dal quarto giorno. Questi tre giorni iniziali sono a carico del datore di lavoro, nella misura prevista dal contratto collettivo applicato: la maggior parte dei CCNL prevede che l’azienda integri il trattamento economico fino al 100% della normale retribuzione, azzerando di fatto l’impatto economico della carenza per il lavoratore. Quando non è prevista alcuna integrazione contrattuale, i tre giorni di carenza restano a totale carico del dipendente.

La carenza si applica a ogni nuovo evento di malattia. Se però la malattia è una ricaduta dello stesso episodio entro 30 giorni dalla guarigione, la carenza non si applica nuovamente.

Importi dell’indennità di malattia INPS 2026: le percentuali

Le percentuali dell’indennità di malattia non sono cambiate nel 2026: la normativa di base risale a decenni fa ed è rimasta stabile. Quello che varia ogni anno è la retribuzione media giornaliera di riferimento, calcolata dall’INPS sulla base della retribuzione degli ultimi 12 mesi. Le percentuali standard per i lavoratori dipendenti privati sono le seguenti:

Periodo di malattia Percentuale INPS Categoria
Dal 4° al 20° giorno 50% della retribuzione media giornaliera Operai dipendenti privati
Dal 21° al 180° giorno 66,66% della retribuzione media giornaliera Operai dipendenti privati
Intero periodo (fino a 180 giorni) 80% della retribuzione media giornaliera Dipendenti pubblici esercizi e pasticcerie
Dal 4° al 20° giorno 60% della retribuzione media giornaliera Lavoratori dello spettacolo
Dal 21° al 180° giorno 80% della retribuzione media giornaliera Lavoratori dello spettacolo
Intero periodo (max 180 giorni) 2/3 delle percentuali standard Disoccupati e lavoratori sospesi

Il datore di lavoro anticipa normalmente l’indennità INPS in busta paga e la recupera poi tramite compensazione contributiva con il modello F24. La maggior parte dei contratti collettivi prevede un’integrazione aziendale che porta il trattamento al 100% della normale retribuzione, ma i dettagli dipendono dal singolo CCNL.

Durata massima della malattia indennizzabile

La durata massima dell’indennità di malattia INPS è 180 giorni nell’anno solare per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato dell’industria, artigianato, agricoltura e per i lavoratori sospesi. Il conteggio è cumulativo: somma tutti gli episodi di malattia durante l’anno, anche se separati tra loro.

Per i lavoratori con contratto a tempo determinato la durata massima dipende dall’anzianità lavorativa nei 12 mesi precedenti: non può superare il numero di giornate lavorate nel periodo, con un massimo assoluto di 180 giorni. Chi non può vantare più di 30 giorni lavorativi nei 12 mesi precedenti ha diritto all’indennità per un massimo di 30 giorni nell’anno solare.

La malattia indennizzata cessa automaticamente con la scadenza della prognosi indicata nel certificato medico. Se il lavoratore guarisce prima, la prestazione si interrompe. Se invece la malattia si prolunga, il medico deve emettere un certificato di continuazione.

Indennità di malattia per lavoratori Gestione Separata

Anche i lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione Separata INPS hanno diritto a una tutela economica in caso di malattia, seppur con condizioni più restrittive. Per accedere occorre che nei 12 mesi precedenti l’evento sia accreditato almeno un mese di contribuzione piena alla Gestione Separata e che il reddito individuale dell’anno precedente non superi il 70% del massimale contributivo annuo della stessa gestione.

Il numero massimo di giorni indennizzabili per la Gestione Separata è di 61 giorni nell’anno solare. Non si applica la tutela per periodi di malattia inferiori a quattro giorni. Le malattie oncologiche e le gravi patologie cronico-degenerative sono equiparate alla degenza ospedaliera, con trattamento economico più favorevole.

Come richiedere l’indennità di malattia INPS 2026: la procedura

La procedura è in gran parte automatizzata. Il medico curante invia il certificato di malattia telematico direttamente all’INPS, che lo rende disponibile al datore di lavoro. Il lavoratore deve comunicare l’assenza al datore di lavoro entro i termini previsti dal proprio contratto, generalmente entro il primo giorno di assenza o nelle prime ore.

Il lavoratore che vuole presentare una domanda formale all’INPS per la liquidazione della prestazione economica può farlo attraverso il portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite il Patronato ENAC, che offre assistenza gratuita per la compilazione e l’invio. Nei casi di malattia grave documentata, il lavoratore della Gestione Separata deve presentare il modello SR06 alla sede INPS territorialmente competente.

Visite fiscali INPS 2026: orari e conseguenze dell’assenza

L’INPS può disporre visite di controllo (cosiddette “visite fiscali”) a domicilio del lavoratore ammalato o presso un ambulatorio. Le fasce di reperibilità obbligatorie sono fissate dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, tutti i giorni inclusi domeniche e festivi, sia per i dipendenti privati che per quelli pubblici. Se il lavoratore è assente ingiustificatamente alla prima visita fiscale, perde l’indennità INPS per un massimo di 10 giorni. In caso di seconda assenza ingiustificata, l’indennità si riduce del 50% per il restante periodo di malattia.

Alcune categorie di lavoratori sono esenti dalla reperibilità: chi ha già documentato la propria indisponibilità per ragioni obiettive (ad esempio sottoposizione a terapie o visita specialistica) può essere escluso dai controlli per quel giorno, con opportuna documentazione.

ENAC Informa: il Patronato al tuo fianco in caso di malattia

Il Patronato ENAC assiste i lavoratori in tutte le pratiche legate all’indennità di malattia INPS: verifica del diritto, calcolo dell’importo spettante, presentazione della domanda e tutela in caso di contestazioni. Se ritieni di non ricevere quanto spetta, rivolgiti a uno degli Sportelli ENAC sul territorio per una consulenza gratuita.

Puoi approfondire le altre prestazioni lavorative su ENAC Informa: leggi la guida alla NASpI 2026, al Congedo Parentale 2026 e al Bonus Mamme 2026.

FAQ — Indennità malattia INPS 2026

Indennità malattia INPS 2026: risposte alle domande più frequenti

Dal primo giorno di malattia l’INPS mi paga qualcosa?
No. L’indennità INPS decorre dal quarto giorno di malattia. I primi tre giorni (carenza) sono a carico del datore di lavoro nella misura prevista dal CCNL applicato. Se il contratto non prevede nulla, quei giorni non sono retribuiti dall’INPS.

Quanto dura al massimo la malattia pagata dall’INPS?
Per i dipendenti a tempo indeterminato del settore privato, la durata massima è 180 giorni nell’anno solare. Per i dipendenti a tempo determinato dipende dal numero di giornate lavorate nei 12 mesi precedenti, con massimo 180 giorni. Per i lavoratori Gestione Separata il massimo è 61 giorni.

Cosa succede se supero i 180 giorni di malattia?
Superato il periodo massimo indennizzabile, l’INPS non eroga più la prestazione. Inoltre, se la malattia supera il periodo di comporto previsto dal CCNL (che in genere coincide con i 180 giorni), il datore di lavoro può procedere al licenziamento per superamento del comporto, salvo particolari tutele contrattuali.

Sono in Cassa Integrazione: ho diritto all’indennità di malattia se mi ammalo?
Sì, ma con importo ridotto. I lavoratori sospesi in Cassa Integrazione hanno diritto all’indennità di malattia pari ai 2/3 delle percentuali normalmente previste per i dipendenti, per un massimo di 180 giorni.

Posso uscire di casa quando sono in malattia?
Sì, ma devi essere reperibile alle visite fiscali nelle fasce orarie obbligatorie (10-12 e 17-19). Puoi uscire al di fuori di queste fasce. Se hai visite mediche o terapie durante la fascia di reperibilità, devi comunicarlo al datore di lavoro e documentarle.

Come posso sapere se l’INPS ha ricevuto il mio certificato di malattia?
Il certificato viene inviato telematicamente dal medico direttamente all’INPS. Puoi verificarne la ricezione accedendo al portale INPS con SPID o CIE, nella sezione “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”. In alternativa il Patronato ENAC può verificarlo per te.