Gender pay gap: i dati INPS confermano il divario retributivo tra uomini e donne

Lavoro - 23 Nov 2025

Il nuovo Rendiconto di Genere 2024 dell’INPS fotografa una realtà ormai evidente da anni: il gender pay gap tra lavoratori e lavoratrici dipendenti è ancora ampio e strutturale. Nonostante i progressi in termini di partecipazione femminile al mercato del lavoro e le misure normative introdotte negli ultimi anni, le donne continuano a percepire stipendi mediamente inferiori rispetto agli uomini.

Nel 2023 il tasso di occupazione femminile si è attestato poco sopra il 52%, mentre quello maschile ha superato il 70%, evidenziando una disparità già nella fase di accesso al lavoro.

Quanto guadagnano in meno le donne

Secondo il rapporto, nelle retribuzioni dei dipendenti privati lo scarto resta significativo: in molti settori il divario salariale supera il 20%, con punte ancora più elevate nelle attività manifatturiere, nei servizi e nel commercio. In termini annuali, le lavoratrici percepiscono diverse migliaia di euro in meno rispetto ai colleghi uomini.

La minore presenza nei ruoli di responsabilità contribuisce ad allargare ulteriormente la distanza: solo poco più del 20% dei dirigenti è donna, mentre tra i quadri la quota non arriva a un terzo.

Part-time, carriere discontinue e lavoro di cura

Tra i fattori che alimentano la disparità retributiva l’INPS cita anche la forte diffusione del part-time femminile, spesso non scelto volontariamente. Questa modalità contrattuale riduce l’ammontare degli stipendi, incide sulla progressione di carriera e contribuisce a consolidare un reddito più basso nel lungo periodo.

La carriera femminile risulta inoltre più spesso interrotta o rallentata dai carichi di cura familiare, che continuano a gravare in modo sproporzionato sulle lavoratrici.

Effetti sulle pensioni

Il divario salariale si traduce inevitabilmente in un divario contributivo. L’INPS segnala che le donne accumulano meno contributi durante la vita lavorativa e questo comporta pensioni mediamente più basse. Un effetto che si amplifica ulteriormente a causa della maggiore presenza femminile nei contratti a tempo parziale e nei lavori meno stabili.

Le proposte per ridurre il gap

Per contrastare il gender pay gap, il Rendiconto di Genere propone una serie di interventi strutturali:

  • rafforzare la trasparenza salariale nelle aziende;

  • incentivare l’accesso delle donne alle posizioni apicali;

  • potenziare i servizi di cura e le politiche di conciliazione;

  • contrastare il part-time involontario attraverso strumenti contrattuali più flessibili;

  • promuovere una cultura aziendale inclusiva e orientata all’equità.

L’INPS sottolinea che la riduzione del divario non è solo un traguardo sociale, ma anche economico: un mercato del lavoro più equo produce crescita, produttività e sostenibilità nel lungo periodo.