Bonus donne 2026: esonero INPS fino a 800 euro per le assunzioni

Bonus - 20 Mag 2026

Il bonus donne 2026 entra nella fase operativa con la circolare INPS n. 57 del 14 maggio 2026, che fornisce le prime indicazioni sull’esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono donne svantaggiate e molto svantaggiate. La misura riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 e prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con limite ordinario di 650 euro mensili. Per le lavoratrici residenti nella ZES unica, il limite può salire a 800 euro mensili. In questa guida ENAC vediamo chi può accedere al bonus, quali contratti sono ammessi, quali sono le esclusioni e come funziona la domanda INPS.

Bonus donne 2026: cosa prevede la circolare INPS

La circolare INPS n. 57/2026 attua l’articolo 1 del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, il cosiddetto Decreto Lavoro. L’obiettivo della misura è favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro e incentivare l’occupazione stabile femminile, soprattutto per le lavoratrici che si trovano in condizioni di svantaggio occupazionale.

Il beneficio consiste in un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro privato. L’esonero non riguarda i premi e i contributi INAIL, che restano esclusi. Inoltre, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche: quindi l’agevolazione riduce il costo contributivo per il datore, ma non penalizza la posizione previdenziale della lavoratrice.

La misura si applica esclusivamente alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026. Non rientrano, invece, le assunzioni a tempo determinato e le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine già in essere. Questo è un punto importante perché il bonus è pensato per nuove assunzioni stabili, non per tutte le forme di stabilizzazione.

Il beneficio è riconosciuto nei limiti delle risorse stanziate e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. Per questo motivo, il datore di lavoro deve presentare domanda all’INPS e attendere l’ammissione all’agevolazione secondo la procedura prevista.

Chi può richiedere il bonus donne 2026

Il bonus può essere richiesto dai datori di lavoro privati, anche non imprenditori. La circolare INPS precisa che rientrano anche i datori di lavoro del settore agricolo. Sono invece escluse le pubbliche amministrazioni.

Per accedere al beneficio, il datore di lavoro deve assumere una lavoratrice che rientra in una delle categorie previste dalla circolare. In particolare, l’agevolazione riguarda donne molto svantaggiate o svantaggiate secondo i criteri del regolamento UE 651/2014 e del decreto ministeriale 17 ottobre 2017.

Categoria Requisito principale Durata esonero
Donna molto svantaggiata Priva di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi Fino a 24 mesi
Donna molto svantaggiata con altri requisiti Priva di impiego da almeno 12 mesi e appartenente a specifiche categorie di svantaggio Fino a 24 mesi
Donna svantaggiata Rientra nelle categorie di lavoratore svantaggiato del regolamento UE Fino a 12 mesi
Lavoratrice residente nella ZES unica Residenza nella ZES unica alla data di assunzione 12 o 24 mesi secondo la categoria

Tra le condizioni di svantaggio possono rientrare, ad esempio, età compresa tra 15 e 24 anni, età superiore a 50 anni, assenza di diploma di scuola media superiore o professionale, condizione di adulto che vive solo con persone a carico, appartenenza a settori con forte disparità uomo-donna o appartenenza a minoranze etniche con necessità di migliorare la formazione o l’esperienza lavorativa.

Importi del Bonus donne 2026: 650 euro o 800 euro

L’esonero ordinario è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro privato, nel limite massimo di 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice. Il limite è riproporzionato nei casi di rapporto instaurato o cessato nel corso del mese e nei casi di lavoro part-time.

Per le lavoratrici molto svantaggiate o svantaggiate residenti nella ZES unica alla data dell’assunzione, l’importo massimo dell’esonero sale a 800 euro mensili. Anche in questo caso, se il rapporto è part-time o se inizia o termina durante il mese, il massimale viene ridotto in proporzione.

Caso Importo massimo Nota operativa
Esonero ordinario 650 euro mensili Per lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate
Esonero ZES unica 800 euro mensili Se la lavoratrice è residente nella ZES alla data dell’assunzione
Rapporto part-time Massimale ridotto Il limite va proporzionato all’orario di lavoro
Rapporto iniziato o cessato nel mese Importo giornaliero 20,96 euro al giorno per il limite 650; 25,80 euro al giorno per il limite 800

La ZES unica comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria. Il requisito da controllare è la residenza della lavoratrice alla data dell’assunzione.

Contratti ammessi ed esclusi dall’incentivo

Il bonus donne 2026 spetta per le assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. L’incentivo può spettare anche per i rapporti a tempo parziale, con riduzione proporzionale del massimale, e per i rapporti subordinati instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro.

La circolare INPS ammette anche l’assunzione a tempo indeterminato a scopo di somministrazione. In questi casi, il beneficio collegato all’assunzione viene trasferito in capo all’utilizzatore, che deve rispettare le condizioni richieste dalla normativa.

Sono invece esclusi:

  • rapporti di lavoro domestico;
  • rapporti di apprendistato;
  • lavoro intermittente o a chiamata, anche se a tempo indeterminato;
  • prestazioni di lavoro occasionale;
  • assunzioni a tempo determinato;
  • trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine già in essere.

Questo passaggio è fondamentale: il bonus non può essere applicato automaticamente a qualunque rapporto di lavoro. Prima di procedere con la domanda, il datore deve verificare contratto, inquadramento, orario, residenza della lavoratrice e categoria di svantaggio.

Condizioni da rispettare: DURC, licenziamenti e incremento occupazionale

Per ottenere il bonus donne 2026 non basta assumere una lavoratrice rientrante nelle categorie previste. Il datore di lavoro deve rispettare anche condizioni generali e specifiche.

Tra le condizioni generali rientrano la regolarità contributiva, il rispetto delle norme in materia di lavoro, salute e sicurezza e il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Inoltre, il datore di lavoro non deve aver effettuato, nei sei mesi precedenti l’assunzione, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva. Non deve nemmeno procedere, nei sei mesi successivi all’assunzione, al licenziamento per giustificato motivo oggettivo della lavoratrice assunta con l’esonero o di un lavoratore con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva. In caso contrario, il beneficio può essere revocato.

Altro requisito centrale è l’incremento occupazionale netto. L’assunzione deve determinare un aumento netto dei lavoratori rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Il requisito deve essere verificato in concreto, mese per mese. Se l’incremento viene meno, il beneficio si perde per il mese interessato; se viene ripristinato, la fruizione può riprendere per i mesi successivi.

Compatibilità con altri incentivi e divieto di cumulo

La circolare INPS precisa che il bonus donne 2026 non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente per la stessa lavoratrice. Per esempio, non è cumulabile con la Decontribuzione Sud, né con l’incentivo per l’assunzione di lavoratori disabili, né con l’incentivo per l’assunzione di beneficiari NASpI.

La misura è invece compatibile con la maggiorazione del costo ammesso in deduzione per nuove assunzioni e con l’esonero collegato alla certificazione della parità di genere, nei limiti della contribuzione effettivamente dovuta. Inoltre, può essere compatibile con agevolazioni sulla contribuzione a carico della lavoratrice, come l’esonero IVS per lavoratrici madri, perché in quel caso la riduzione riguarda la quota della dipendente e non quella datoriale.

Il datore di lavoro deve quindi verificare con attenzione se sulla stessa lavoratrice sono già applicati altri benefici. Un cumulo non consentito può portare al recupero dell’agevolazione.

Come fare domanda per il Bonus donne 2026

Il datore di lavoro deve presentare all’INPS una domanda di ammissione all’esonero. La domanda deve essere inviata esclusivamente tramite il modulo online disponibile nel Portale delle Agevolazioni ex DiResCo – Bonus donne 2026. L’INPS comunicherà con successivo messaggio la messa a disposizione del modulo aggiornato.

Nel modulo online devono essere indicati diversi dati, tra cui:

  • dati identificativi dell’impresa;
  • dati identificativi della lavoratrice, compresa la residenza;
  • classe di svantaggio della donna;
  • tipologia di contratto, tempo pieno o part-time;
  • eventuale percentuale oraria di lavoro;
  • retribuzione media mensile, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima;
  • aliquota contributiva datoriale riferita al rapporto agevolato;
  • dichiarazione di non cumulo con altri esoneri o riduzioni non compatibili;
  • dichiarazione sul rispetto del trattamento economico previsto dalla normativa.

L’istanza serve anche a verificare l’ammontare del beneficio spettante e la disponibilità delle risorse. Se dal monitoraggio emerge il raggiungimento del limite di spesa, l’INPS non procede all’accoglimento di ulteriori comunicazioni.

Bonus donne 2026 e assistenza ENAC: quando chiedere supporto

Il bonus donne 2026 è un incentivo interessante, ma richiede controlli tecnici. Il datore di lavoro deve verificare categoria della lavoratrice, tipo di contratto, residenza, incremento occupazionale netto, DURC, assenza di licenziamenti ostativi, limiti di cumulo e correttezza della domanda.

Il supporto del patronato o di un consulente diventa utile soprattutto quando la lavoratrice ha periodi di disoccupazione, lavori brevi, collaborazioni, residenza in ZES unica, rapporti part-time o precedenti assunzioni agevolate. Inoltre, la misura deve essere coordinata con le altre agevolazioni eventualmente disponibili per l’impresa.

Per approfondire altri temi collegati al lavoro, puoi leggere anche Bonus assunzioni giovani e donne 2026, Busta paga dipendenti 2026 e NASpI 2026: requisiti, importo e domanda.

FAQ — Bonus donne 2026

Bonus donne 2026: domande frequenti su esonero INPS, requisiti e domanda

Che cos’è il Bonus donne 2026?
È un esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne svantaggiate o molto svantaggiate nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

Quanto vale l’esonero?
L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi premi e contributi INAIL. Il limite ordinario è di 650 euro mensili e può salire a 800 euro mensili per lavoratrici residenti nella ZES unica.

Quanto dura il Bonus donne 2026?
La durata può arrivare a 24 mesi per le donne molto svantaggiate. Per le lavoratrici svantaggiate, la durata massima è pari a 12 mesi dalla data di assunzione.

Quali contratti sono esclusi?
Sono esclusi lavoro domestico, apprendistato, lavoro intermittente, lavoro occasionale, assunzioni a tempo determinato e trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine già in essere.

Serve l’incremento occupazionale netto?
Sì. L’assunzione deve determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti. Il requisito va verificato mese per mese.

Come si presenta la domanda?
Il datore di lavoro deve presentare domanda all’INPS tramite il Portale delle Agevolazioni ex DiResCo – Bonus donne 2026. Il modulo online sarà reso disponibile dall’INPS con successivo messaggio.