Assegno di inclusione affitto: fino a 3.640 euro l’anno, chi ne ha diritto e come si paga
Sostegno al Reddito - 16 Ott 2026
Pubblicato il 16/10/2026
ℹ️ In breve: chi riceve l’Assegno di inclusione e vive in affitto ha una quota in più pari al canone annuo dichiarato nell’ISEE, fino a 3.640 euro l’anno (circa 303 euro al mese). Il tetto scende a 1.950 euro per i nuclei di soli over 67, o di over 67 con familiari gravemente disabili. Serve un contratto registrato.
L’Assegno di inclusione per chi vive in affitto aggiunge una quota pari al canone annuo, fino a 3.640 euro l’anno. Lo prevede l’articolo 3 del decreto-legge 48/2023, come riassume l’INPS nella scheda sul beneficio economico dell’ADI. Il contratto deve essere registrato e il canone deve risultare dalla DSU presentata per l’ISEE.
È la parte dell’Assegno meno conosciuta, e per molte famiglie vale centinaia di euro al mese. Dal 2025 il tetto è più alto: la legge di Bilancio 2025 lo ha portato da 3.360 a 3.640 euro, come spiega il messaggio INPS n. 148 del 15 gennaio 2025.
Assegno di inclusione affitto: quanto vale la quota per il canone
L’ADI ha due parti. La quota A integra il reddito familiare fino a 6.500 euro l’anno, moltiplicati per la scala di equivalenza. La quota B è il sostegno per l’affitto: è pari al canone annuo scritto nel contratto, come dichiarato nell’ISEE, con un tetto.
| Nucleo familiare | Tetto annuo | Al mese |
|---|---|---|
| Regola generale | 3.640 euro (prima 3.360) | circa 303 euro |
| Tutti con almeno 67 anni, oppure over 67 con altri familiari tutti con disabilità grave o non autosufficienti | 1.950 euro (prima 1.800) | 162,5 euro |
Se il canone è più basso del tetto, si riceve il canone. Per chi vive in affitto conta anche un’altra soglia. Il messaggio 148/2025 spiega che per questi nuclei «la soglia del reddito familiare per l’accesso» sale a 10.140 euro, secondo la DSU. Anche l’ISEE non deve superare 10.140 euro.
Esempio del Ministero del Lavoro. Due genitori e due figli minori, scala di equivalenza 1,7, reddito familiare di 7.000 euro, affitto di 5.600 euro l’anno.
Quota A: 6.500 × 1,7 − 7.000 = 4.050 euro l’anno (337,5 al mese).
Quota B: il canone supera il tetto, quindi 3.640 euro l’anno (303,3 al mese).
Totale: 7.690 euro l’anno, 640,83 euro al mese. Con un affitto di 3.000 euro l’anno, la quota B sarebbe 3.000 euro (250 al mese).
L’esempio viene dal materiale di formazione del Ministero del Lavoro (marzo 2026). La scala di equivalenza di ogni famiglia la calcola l’INPS: dal 2026 sono cambiate le maggiorazioni per i figli, come indica lo stesso documento citando il messaggio INPS 799/2026.
Assegno di inclusione affitto: contratto registrato e ISEE
La quota B spetta ai nuclei che risiedono in un’abitazione in affitto con contratto «ritualmente registrato». L’importo è quello del canone annuo indicato nella DSU dell’ISEE in corso di validità. Il calcolo lo fa la procedura INPS, con i dati dell’ISEE e della domanda.
Senza contratto registrato la quota affitto non spetta. E poiché il calcolo parte dai dati della DSU, un canone indicato male pesa sull’importo. Prima della domanda conviene controllare l’ISEE: il canone e gli estremi del contratto devono esserci.
Come si paga l’affitto con la Carta di inclusione
L’ADI arriva ogni mese sulla Carta di inclusione, per un massimo di 18 mesi, rinnovabili per altri 12. Tra le funzioni ammesse c’è il pagamento mensile, con un unico bonifico da Ufficio postale, della rata dell’affitto al locatore indicato nel contratto. La stessa carta serve per gli acquisti, per le bollette e per prelevare contanti entro un limite mensile.
In caso di rinnovo, la legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) prevede che la prima mensilità sia pagata al 50%. Chi usa la carta per l’affitto deve tenerne conto nel mese del rinnovo. Per requisiti, importi e rinnovo dell’ADI c’è la nostra guida all’Assegno di inclusione 2026.
L’errore da evitare: cambiare casa o contratto senza comunicarlo
Chi riceve l’ADI deve comunicare ogni variazione delle condizioni e dei requisiti entro 15 giorni, con il modello ADI-Com Esteso, «pena decadenza dal beneficio». Se cambia il nucleo familiare, entro un mese va presentata una nuova DSU. Il Ministero indica di presentare la nuova DSU entro il mese successivo anche quando cambia la residenza.
Le fonti lette non spiegano nel dettaglio cosa succede alla quota affitto quando il contratto scade o si cambia casa. In pratica conviene trattare un trasloco o un nuovo contratto come variazioni da comunicare subito, aggiornando anche l’ISEE.
Altri aiuti per l’affitto da conoscere
La quota affitto dell’ADI è diversa dai contributi dei bandi regionali e comunali, che hanno regole proprie. Per i genitori separati c’è un fondo nazionale con domanda entro le 12 di mercoledì 28 ottobre: lo abbiamo spiegato nella guida al bonus affitto per genitori separati 2026.
Il calendario dei pagamenti mensili dell’Assegno è nella nostra pagina su ricariche e rinnovi dell’ADI. La DSU con i dati del contratto di affitto si può preparare anche con un CAF.
FAQ — Assegno di inclusione affitto
Domande frequenti sulla quota per il canone di locazione
Quanto dà l’Assegno di inclusione per l’affitto?
L’importo del canone annuo dichiarato nell’ISEE, fino a 3.640 euro l’anno, circa 303 euro al mese. Per i nuclei di soli over 67, o di over 67 con familiari tutti gravemente disabili o non autosufficienti, fino a 1.950 euro.
Serve un contratto registrato?
Sì. La quota spetta per l’abitazione in locazione con contratto «ritualmente registrato», come dichiarato ai fini ISEE.
La quota affitto si somma all’integrazione del reddito?
Sì. L’ADI è la somma della quota A, l’integrazione del reddito, e della quota B per l’affitto. Nell’esempio del Ministero una famiglia di quattro persone riceve 4.050 più 3.640 euro, 7.690 euro l’anno.
Che soglia di reddito vale per chi vive in affitto?
Per i nuclei in affitto il messaggio INPS 148/2025 porta la soglia del reddito familiare per l’accesso a 10.140 euro, secondo la DSU. Anche l’ISEE non deve superare 10.140 euro.
Posso pagare l’affitto con la Carta di inclusione?
Sì. La carta consente un bonifico mensile da Ufficio postale per la rata dell’affitto al locatore indicato nel contratto.
Se il canone è più basso del tetto, cosa ricevo?
Ricevi il canone annuo indicato nel contratto e dichiarato nell’ISEE. Nell’esempio del Ministero, con un affitto di 3.000 euro l’anno la quota è di 3.000 euro, 250 euro al mese.
Se cambio casa devo comunicarlo?
Sì. Le variazioni vanno comunicate entro 15 giorni con ADI-Com Esteso, pena la decadenza. Per la residenza serve anche una nuova DSU entro il mese successivo.
Quando è aumentato il tetto della quota affitto?
Dal 1° gennaio 2025, con la legge di Bilancio 2025: da 3.360 a 3.640 euro e, per i nuclei di over 67, da 1.800 a 1.950 euro.