Ratei di pensione agli eredi: importi e domanda INPS
Pensioni 2026 - 28 Ago 2026
Pubblicato il 25/08/2026
ℹ️ In breve: alla morte di un pensionato gli eredi hanno diritto ai ratei maturati e non riscossi: la quota di pensione del mese del decesso, la tredicesima (e, se spettante, la quattordicesima) e gli eventuali arretrati. Non coincidono con la pensione di reversibilità e, salvo un caso specifico, vanno richiesti con domanda all’INPS.
Quando un pensionato muore, l’INPS gli deve ancora delle somme: la parte di pensione del mese in cui è mancato, la quota di tredicesima maturata fino a quel giorno e, se spettante, quella di quattordicesima. Sono i cosiddetti ratei maturati e non riscossi, e secondo la scheda servizio dell’INPS entrano nell’asse ereditario e sono trasmissibili agli eredi secondo le regole comuni del diritto civile in materia di successione.
Il punto che genera più confusione è proprio questo: i ratei non sono la pensione di reversibilità. La reversibilità è una prestazione nuova, riconosciuta a chi ha specifici requisiti di parentela e di reddito, come spieghiamo nella nostra guida alla pensione di reversibilità 2026. I ratei sono invece un credito che il defunto aveva verso l’Istituto — gli stessi eredi, del resto, sono individuati secondo le norme del Codice civile richiamate anche nella scheda INPS sui ratei di invalidità civile — e spettano indipendentemente dal fatto che si abbia o meno diritto alla reversibilità.
C’è poi un aspetto pratico che riguarda tutti, non solo chi ha rapporti di parentela stretti: presentare la domanda di liquidazione dei ratei comporta, secondo le stesse indicazioni operative diffuse dai patronati, l’accettazione implicita dell’eredità del defunto. Un dettaglio da conoscere prima di firmare, non dopo.
Cosa comprendono i ratei e da cosa dipende l’importo
I ratei sono la somma di tutto ciò che il pensionato aveva maturato ma non aveva ancora riscosso alla data della morte. In pratica comprendono la quota di pensione relativa al mese del decesso, la quota di tredicesima mensilità (e di quattordicesima, se spettante) maturata fino a quel giorno, ed eventuali arretrati dovuti ad altre ragioni, come una riliquidazione della pensione non ancora conclusa o un pagamento non andato a buon fine per la chiusura del conto corrente.
Non è quindi un importo fisso: dipende da quanti giorni del mese il pensionato ha vissuto, da quanta tredicesima aveva già maturato e da eventuali somme pregresse ancora in sospeso. Il diritto matura alla data del decesso, ma il pagamento avviene solo dopo l’istruttoria della domanda da parte dell’INPS.
Ratei o reversibilità? Perché non sono la stessa cosa
Vale la pena tenerli separati, perché rispondono a domande diverse e possono avere beneficiari diversi.
| Aspetto | Ratei maturati e non riscossi | Pensione di reversibilità |
|---|---|---|
| Che cos’è | Un credito del defunto verso l’INPS, non ancora riscosso in vita | Una nuova prestazione previdenziale riconosciuta ai superstiti |
| Chi ne ha diritto | Eredi legittimi o testamentari, secondo le norme sulla successione | Coniuge, figli o altri familiari con requisiti specifici |
| Come si ottiene | Domanda specifica, salvo il caso di liquidazione d’ufficio | Sempre a domanda, con verifica dei requisiti |
| Effetto sull’eredità | La domanda comporta l’accettazione implicita dell’eredità | Non è un atto di accettazione dell’eredità |
Chi ha diritto ai ratei e in che ordine
Il diritto a riscuotere i ratei spetta agli eredi legittimi o testamentari del pensionato, individuati secondo le norme del Codice civile in materia di successione. In assenza di indicazioni testamentarie, la priorità segue l’ordine più diffuso nella prassi previdenziale: prima il coniuge superstite, poi i figli viventi al momento della morte, infine gli altri eredi legittimi o testamentari.
Quando non serve presentare domanda
C’è un solo caso in cui l’INPS liquida i ratei senza bisogno di una richiesta apposita: quando il beneficiario della pensione di reversibilità è il solo coniuge superstite oppure il solo figlio minore. In questa situazione l’Istituto è autorizzato a liquidare d’ufficio, insieme alla reversibilità, anche quanto dovuto a titolo di ratei. Se però il coniuge superstite o il figlio minore non sono gli unici eredi — cioè ci sono altri coeredi, come figli maggiorenni o altri parenti — la liquidazione d’ufficio non si applica, e chi vuole far valere il proprio diritto deve presentare domanda. Se una domanda specifica viene presentata da uno qualsiasi degli eredi legittimi o testamentari prima che scatti la liquidazione d’ufficio, quest’ultima si blocca e i ratei vengono ripartiti tra tutti gli eredi che hanno fatto richiesta, secondo le rispettive quote.
Come e dove presentare la domanda all’INPS
Per ottenere la liquidazione, gli eredi legittimi o testamentari possono presentare domanda online sul sito dell’INPS, autenticandosi con SPID, CIE o CNS — lo stesso accesso che serve anche per consultare lo stato della pratica nel fascicolo previdenziale del cittadino. In alternativa, la richiesta può essere effettuata tramite il contact center INPS (803 164 da rete fissa, gratuito, oppure 06 164164 da rete mobile) oppure rivolgendosi a un patronato o a un intermediario autorizzato dall’Istituto, che può gestire l’intera pratica per conto degli eredi.
Il pagamento avviene in un’unica soluzione, secondo le quote indicate nella domanda. Se gli eredi sono più di uno, è possibile delegare un solo erede alla riscossione dell’intero importo, previa firma autenticata di tutti i coeredi: una scelta che evita di dover aprire più pratiche separate. Chi percepisce una pensione di invalidità civile deve invece rivolgersi al servizio dedicato ai ratei di invalidità civile maturati e non riscossi, con una procedura analoga ma tecnicamente separata da quella della pensione ordinaria.
I documenti da preparare prima di presentare la domanda
La domanda va corredata da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con i dati anagrafici di tutti gli eredi, il grado di parentela e la quota di eredità spettante a ciascuno. Servono inoltre copia del documento d’identità e del codice fiscale dei richiedenti e, se la riscossione è delegata a un solo erede, l’atto di delega autenticato dagli altri coeredi; in alternativa va indicato l’IBAN di ciascun avente diritto. Se la successione è testamentaria, occorre anche una dichiarazione che attesti la validità del testamento. In presenza di eredi minori o interdetti, va indicata la persona a cui è affidata la loro tutela.
Un limite pratico da conoscere prima di firmare
Presentare la domanda di liquidazione dei ratei comporta, secondo le indicazioni operative diffuse anche dai patronati, l’accettazione implicita dell’eredità del defunto. È un aspetto che raramente viene messo in evidenza, ma che conta parecchio per chi si trova davanti a un’eredità con debiti: se stai valutando una rinuncia, chiarisci la tua posizione — eventualmente con un notaio, per le forme e i tempi previsti dal Codice civile — prima di presentare la domanda di ratei, non dopo. Una volta inoltrata la richiesta, tornare indietro non è più semplice come evitarla in partenza.
Tempi e prescrizione: entro quando bisogna muoversi
Il diritto a riscuotere i ratei matura alla data del decesso del pensionato, ma il pagamento segue i tempi dell’istruttoria della domanda da parte dell’INPS. Non conviene però prendersela comoda: il diritto a riscuotere i ratei si prescrive dopo 5 anni dalla data del decesso. Passato questo termine, la somma non è più recuperabile. Le somme corrisposte agli eredi seguono inoltre le regole della tassazione separata gestita dall’Agenzia delle Entrate, che ricalcola l’imposta dovuta sulla base della situazione fiscale specifica: è un aspetto da verificare con un CAF o un commercialista al momento della dichiarazione dei redditi.
Cosa fare in pratica, passo dopo passo
- Verifica se sei nel caso della liquidazione d’ufficio: se sei l’unico coniuge superstite o l’unico figlio minore beneficiario della reversibilità, non devi fare nulla di aggiuntivo.
- Se ci sono più eredi, raccogliete i dati di tutti: generalità, grado di parentela e quota spettante a ciascuno, da inserire nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
- Decidete se delegare un solo erede alla riscossione, con firma autenticata di tutti i coeredi, oppure fornire l’IBAN di ciascuno.
- Presentate la domanda online con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato o il contact center INPS.
- Se stai valutando una rinuncia all’eredità, chiarisci la tua posizione prima di procedere: la domanda di ratei comporta l’accettazione implicita dell’eredità.
Se la situazione degli eredi è complessa, se ci sono dubbi sulla validità di un testamento o se la domanda resta bloccata in istruttoria, gli sportelli ENAC possono seguire la pratica e verificare a che punto si trova.
FAQ — Ratei di pensione agli eredi
Domande frequenti su diritto, documenti e domanda INPS
Cosa sono i ratei di pensione maturati e non riscossi?
Sono le somme che il pensionato ha maturato ma non ha potuto riscuotere prima di morire: la quota di pensione del mese del decesso, la tredicesima e, se spettante, la quattordicesima maturate fino a quel giorno, ed eventuali arretrati.
I ratei sono la stessa cosa della pensione di reversibilità?
No. La reversibilità è una nuova pensione per il coniuge, i figli o altri familiari con requisiti specifici. I ratei sono invece un credito che il defunto aveva verso l’INPS ed entrano nell’eredità, indipendentemente dal diritto alla reversibilità.
Chi ha diritto a richiedere i ratei?
Spettano agli eredi legittimi o testamentari, secondo l’ordine di priorità: prima il coniuge superstite, poi i figli viventi al momento della morte, infine gli altri eredi legittimi o testamentari.
Serve sempre presentare una domanda?
No. Se il beneficiario della reversibilità è il solo coniuge superstite o il solo figlio minore, l’INPS liquida d’ufficio anche i ratei insieme alla reversibilità. Negli altri casi occorre presentare domanda.
Quali documenti servono per la domanda?
Una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con i dati di tutti gli eredi e le rispettive quote, documento d’identità e codice fiscale dei richiedenti, l’IBAN o la delega autenticata a un solo erede per la riscossione.
Presentare la domanda comporta accettare l’eredità?
Sì, la presentazione della domanda di liquidazione dei ratei comporta implicitamente l’accettazione dell’eredità del defunto. Chi valuta la rinuncia, ad esempio per debiti del defunto, dovrebbe chiarire la propria posizione prima di presentare la domanda.
Entro quanto tempo si prescrive il diritto ai ratei?
Il diritto a riscuotere i ratei si prescrive dopo 5 anni dalla data del decesso del pensionato.
Dove si presenta la domanda di ratei all’INPS?
Online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, tramite il contact center INPS, oppure rivolgendosi a un patronato o a un intermediario autorizzato dall’Istituto.