Pensione usuranti 2026: domanda INPS entro il 1° maggio, requisiti e categorie ammesse
Pensione anticipata, Pensioni 2026 - 10 Apr 2026
La pensione usuranti 2026 permette a chi svolge lavori particolarmente faticosi e pesanti di andare in pensione in anticipo rispetto alle regole ordinarie. Con il Messaggio INPS n. 1188 del 2 aprile 2026, l’Istituto ha fissato la scadenza per presentare la domanda di riconoscimento: entro il 1° maggio 2026. Chi matura i requisiti nel 2027 deve agire adesso. Non farlo in tempo non fa perdere il diritto, ma fa slittare la pensione fino a tre mesi — con un impatto concreto sul reddito e sulla pianificazione personale. Questa guida di ENAC spiega chi può fare domanda, quali sono i requisiti esatti e come non sbagliare.
Cos’è la pensione per lavori usuranti e chi riguarda
Il D.Lgs. n. 67/2011 riconosce ai lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticose e pesanti la possibilità di andare in pensione anticipata, con requisiti anagrafici e contributivi inferiori rispetto alla pensione ordinaria. La logica è semplice: chi ha trascorso decenni in ambienti gravosi, su turni notturni o in catena di montaggio ha diritto a uscire prima dal lavoro.
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato una novità rilevante: fino al 31 dicembre 2028 i requisiti per la pensione usuranti non subiranno gli adeguamenti alla speranza di vita che invece si applicano alle pensioni ordinarie dal 2025. Questo significa che i lavoratori usuranti possono pianificare l’uscita con certezza, sapendo che le soglie non si alzeranno nei prossimi anni.
Le categorie di lavori usuranti: chi rientra
La normativa individua con precisione le attività considerate particolarmente faticose e pesanti. Non basta che il lavoro sia fisicamente impegnativo in senso generico: occorre rientrare nelle categorie tassativamente elencate nella Tabella A del D.M. 20 settembre 2011 (aggiornata nel 2017). Le principali sono le seguenti:
- Lavori svolti in galleria, cava o miniera;
- Lavori svolti in alte temperature, ad esempio in fonderie di metalli ferrosi o non ferrosi;
- Lavori svolti in cassoni ad aria compressa;
- Lavoratori addetti alla linea catena, dove i ritmi di lavoro sono vincolati a cicli produttivi serrati;
- Conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo (autobus di linea, tram, metropolitane);
- Lavori notturni a turni, con distinzioni in base al numero di notti lavorate nell’anno.
Dal 1° luglio 2022 la normativa si applica anche ai giornalisti dipendenti già iscritti all’ex INPGI-1, con alcune specificità nel conteggio della contribuzione utile.
Pensione usuranti 2026: i requisiti per la Quota 97,6
Per le prime tre categorie — lavoratori in mansioni usuranti, addetti alla linea catena e conducenti del trasporto pubblico — i requisiti da maturare nel 2027 per accedere alla pensione anticipata sono i seguenti:
| Categoria lavoratore | Età minima | Contributi minimi | Quota |
|---|---|---|---|
| Lavoratore dipendente | 61 anni e 7 mesi | 35 anni | 97,6 |
| Lavoratore autonomo | 62 anni e 7 mesi | 35 anni | 98,6 |
La quota si calcola sommando l’età anagrafica e gli anni di contributi. Un lavoratore dipendente che a fine 2027 ha 62 anni di età e 36 anni di contributi raggiunge quota 98, superiore alla soglia di 97,6: ha diritto alla pensione anticipata. La domanda va presentata adesso, entro il 1° maggio 2026.
Requisiti per i lavoratori notturni: le soglie cambiano con le notti
Per chi svolge lavoro notturno i requisiti variano in base al numero di giornate di lavoro notturno effettuate nell’anno. Non è sufficiente lavorare di notte occasionalmente: la norma prevede soglie minime di notti per accedere al beneficio, con requisiti anagrafici crescenti al diminuire dell’intensità del lavoro notturno.
- Chi lavora di notte per almeno 78 notti l’anno accede con gli stessi requisiti generali (61 anni e 7 mesi per i dipendenti, Quota 97,6);
- Chi lavora da 64 a 71 notti l’anno ha requisiti più alti: 63 anni e 7 mesi + 35 anni (dipendenti), Quota 99,6;
- Chi lavora tra 72 e 77 notti l’anno rientra in una fascia intermedia con requisiti specifici.
È fondamentale verificare con precisione il proprio numero di turni notturni prima di presentare la domanda: rientrare nella fascia sbagliata può portare al rigetto della richiesta.
La scadenza del 1° maggio 2026: perché è così importante
Il 1° maggio 2026 è la data entro cui presentare la domanda di riconoscimento del lavoro usurante all’INPS per chi matura i requisiti nel corso del 2027. Si tratta di un passaggio preventivo obbligatorio: senza questo riconoscimento, non si può accedere alla pensione anticipata nel 2027, anche se si hanno tutti i requisiti.
Presentare la domanda in ritardo non fa perdere il diritto, ma fa slittare la decorrenza della pensione. Il ritardo viene sanzionato in modo proporzionale:
- Ritardo fino a 1 mese (presentazione entro il 1° giugno 2026): pensione slittata di 1 mese;
- Ritardo tra 1 e 3 mesi (presentazione entro il 1° agosto 2026): pensione slittata di 2 mesi;
- Ritardo superiore a 3 mesi (presentazione dopo il 1° agosto 2026): pensione slittata di 3 mesi.
Per il personale del comparto Scuola e AFAM le regole sono più severe: in caso di domanda tardiva lo slittamento non è di mesi ma di un intero anno scolastico, con la pensione che slitta al 1° settembre (per la Scuola) o al 1° novembre (per l’AFAM) dell’anno successivo.
Come presentare la domanda: il modulo AP45 e la documentazione
La procedura è interamente telematica. Per presentare la domanda di riconoscimento occorre:
- Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS;
- Compilare e trasmettere il modulo AP45, scaricabile dalla sezione dedicata del portale INPS;
- Allegare la documentazione prevista dalla Tabella A del D.M. 20/09/2011 per la specifica categoria di attività svolta.
In alternativa, è possibile rivolgersi al Patronato ENAC, che assiste gratuitamente il lavoratore in tutte le fasi: verifica dei requisiti, raccolta della documentazione, compilazione del modulo e invio telematico entro i termini.
L’INPS sottolinea un punto critico sulla documentazione: per i dipendenti privati non sono ammesse dichiarazioni del datore di lavoro rilasciate a posteriori (“ora per allora”) per periodi del passato. Servono documenti prodotti nel momento in cui le attività erano svolte: comunicazioni obbligatorie, contratti, turnazioni, atti aziendali. Dichiarazioni retrospettive prive di riscontri documentali coevi possono portare al rigetto della domanda.
Dopo il riconoscimento: la seconda domanda di pensionamento
Molti lavoratori commettono un errore di valutazione: pensano che il riconoscimento del lavoro usurante equivalga all’accesso automatico alla pensione. Non è così. Il riconoscimento è solo il primo passaggio. Dopo che l’INPS ha confermato che il lavoratore rientra nelle categorie previste, occorre presentare una seconda domanda di pensionamento vera e propria.
In questa seconda fase l’INPS verifica nuovamente tutti i requisiti: età anagrafica, anzianità contributiva, effettivo svolgimento dell’attività usurante. Per chi presenta la domanda di riconoscimento entro il 1° maggio 2026 e matura i requisiti nel 2027, l’accoglimento arriva “con riserva”: il diritto definitivo viene confermato solo dopo che tutti i requisiti sono stati effettivamente perfezionati entro il 31 dicembre 2027.
ENAC Informa: il Patronato per la pensione usuranti
Il Patronato ENAC supporta i lavoratori usuranti in tutte le fasi: verifica preventiva della posizione contributiva e della categoria di appartenenza, raccolta e controllo della documentazione coeva, invio del modulo AP45 entro il 1° maggio e assistenza nella successiva domanda di pensionamento. Presentarsi con la documentazione giusta la prima volta evita rigetti e ritardi. Per prendere appuntamento, rivolgiti a uno degli Sportelli ENAC sul territorio.
Per approfondire le altre forme di pensionamento anticipato, consulta le nostre guide su Pensione Anticipata 2026, sull’APE Sociale 2026 e sulla Guida Completa Pensioni 2026.
FAQ — Pensione usuranti 2026
Pensione usuranti 2026: scadenze, categorie e procedura di domanda
Entro quando va presentata la domanda per la pensione usuranti 2026?
Entro il 1° maggio 2026, come stabilito dal Messaggio INPS n. 1188 del 2 aprile 2026. La scadenza riguarda chi matura i requisiti per la pensione anticipata nel corso del 2027.
Se presento la domanda dopo il 1° maggio perdo il diritto?
No, il diritto non si perde. Ma la pensione slitterà: di 1 mese se il ritardo è inferiore a un mese, di 2 mesi se il ritardo va da uno a tre mesi, di 3 mesi se il ritardo supera i tre mesi. Per il personale scolastico e AFAM il ritardo comporta lo slittamento di un intero anno.
Quali sono i requisiti esatti per la pensione usuranti nel 2027?
Per i lavoratori dipendenti nelle categorie principali (usuranti, linea catena, trasporto pubblico): 61 anni e 7 mesi di età e almeno 35 anni di contributi, per una Quota 97,6. Per i lavoratori autonomi: 62 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi (Quota 98,6). Per i lavoratori notturni i requisiti variano in base al numero di notti lavorate all’anno.
Posso fare la domanda da solo oppure devo rivolgermi a un patronato?
Puoi presentarla in autonomia tramite il portale INPS con SPID, allegando il modulo AP45 e la documentazione richiesta. Tuttavia, vista la complessità della verifica documentale — soprattutto il requisito della documentazione “coeva” — è fortemente consigliato rivolgersi al Patronato ENAC per evitare errori che portano al rigetto.
Il riconoscimento del lavoro usurante equivale già alla pensione?
No. Il riconoscimento è solo il primo passaggio. Dopo che l’INPS ha confermato l’attività usurante, il lavoratore deve presentare una seconda domanda di pensionamento vera e propria, nella quale l’INPS verifica nuovamente tutti i requisiti prima di liquidare la prestazione.
I requisiti per la pensione usuranti aumenteranno nel 2027 o nel 2028?
No. La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato il blocco degli adeguamenti alla speranza di vita per i lavori usuranti fino al 31 dicembre 2028. I requisiti restano quelli fissati nel 2013 e nel 2016, senza alcun aumento fino alla fine del 2028.