NASpI anticipata 2026: cosa cambia davvero con il pagamento in due rate
Lavoro - 19 Gen 2026
Dal 2026 cambia in modo significativo il funzionamento della NASpI anticipata, lo strumento che consente ai lavoratori disoccupati di ricevere in anticipo l’indennità residua per avviare un’attività autonoma o imprenditoriale. La novità non è solo tecnica, ma sostanziale: l’anticipazione non viene più erogata in un’unica soluzione, bensì suddivisa in due rate, con effetti concreti sulla disponibilità immediata delle risorse e sulla pianificazione del progetto di autoimpiego.
Addio all’erogazione unica: come funziona il nuovo meccanismo
Con le nuove regole, la NASpI anticipata viene liquidata in due tranche distinte. La prima rata, pari al 70 per cento dell’importo complessivo spettante, viene corrisposta subito dopo l’accoglimento della domanda. La seconda rata, pari al restante 30 per cento, non è automatica e viene riconosciuta solo successivamente, a condizione che risultino rispettati specifici requisiti. Questo sistema consente di garantire una prima disponibilità finanziaria immediata, ma introduce anche un controllo nel tempo sull’effettivo utilizzo dell’anticipazione.
Le condizioni per ottenere anche la seconda tranche
Il pagamento della seconda rata è subordinato a verifiche puntuali. In particolare, il beneficiario non deve aver instaurato un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza teorica della NASpI e non deve essere titolare di una pensione diretta, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità. Solo in presenza di queste condizioni viene erogato il restante 30 per cento dell’importo anticipato. La verifica avviene prima della liquidazione finale e rappresenta un passaggio centrale della nuova disciplina.
Requisiti invariati, ma attenzione ai termini
Restano confermati i requisiti di accesso già previsti dalla normativa precedente. Il lavoratore deve essere titolare del diritto alla NASpI e deve presentare la domanda di anticipazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma o imprenditoriale. Il rispetto di questo termine è essenziale: la presentazione tardiva comporta la perdita del diritto all’anticipazione. La misura mantiene quindi la sua finalità di incentivo all’autoimpiego, ma richiede una pianificazione accurata dei tempi.
Cosa valutare prima di richiedere l’anticipazione nel 2026
Il passaggio da un’erogazione unica a un pagamento in due rate modifica l’equilibrio economico su cui si basano molti progetti di autoimpiego. La disponibilità immediata di una quota ridotta dell’importo complessivo impone una valutazione più attenta dei costi iniziali e della sostenibilità finanziaria dell’attività. La NASpI anticipata resta uno strumento utile, ma nel 2026 diventa ancora più importante valutare con consapevolezza tempi, risorse e prospettive, evitando di fare affidamento su somme che potrebbero essere erogate solo in una fase successiva.
FAQ – NASpI anticipata 2026
Come viene erogata la NASpI anticipata dal 2026?
In due rate: il 70 per cento iniziale e il 30 per cento finale, dopo le verifiche previste.
Chi può richiedere l’anticipazione della NASpI?
I lavoratori disoccupati che hanno diritto alla NASpI e intendono avviare un’attività autonoma o imprenditoriale.
Entro quando va presentata la domanda?
Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.
La seconda rata della NASpI anticipata è garantita?
No, è subordinata alla mancata rioccupazione come lavoratore subordinato e alla mancanza di pensione diretta.
Cosa succede se si trova lavoro prima della scadenza della NASpI?
In caso di instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, il diritto alla seconda rata viene meno.