Pensione settembre 2026: pagamento, cedolino INPS e trattenute da controllare

Pensioni 2026 - 21 Ago 2026

Aggiornato al 31/08/2026

⚠️ Scadenza: mancano 15 giorni al 15 settembre 2026, termine ultimo per trasmettere all’INPS i redditi 2022 richiesti dalla campagna RED ed evitare la revoca definitiva della prestazione collegata al reddito.

ℹ️ In breve: la pensione di settembre 2026 viene accreditata martedì 1° settembre, sia in banca sia alle Poste. Il cedolino può cambiare per conguagli 730, trattenuta RED del 5% e recuperi INPS.

La pensione di settembre 2026 viene accreditata martedì 1° settembre. Lo conferma l’INPS nel cedolino ufficiale di settembre 2026. Il netto, però, può cambiare per il modello 730, per la trattenuta RED del 5% o per alcuni recuperi: l’Agenzia delle Entrate chiarisce che rimborsi e debiti del 730 vengono accreditati o trattenuti direttamente sulla pensione quando l’INPS è indicato come sostituto d’imposta.

C’è poi una scadenza che riguarda una platea specifica di pensionati. L’INPS ha fissato al 15 settembre 2026 il termine per regolarizzare i redditi 2022 nell’ambito della campagna RED 2023. Chi non adempie rischia la revoca definitiva della prestazione collegata al reddito e il recupero delle somme eventualmente non dovute.

La novità rispetto alla prima versione di questo articolo riguarda anche due recuperi che l’INPS ha descritto in modo esplicito nella comunicazione del 26 agosto: la quattordicesima risultata non spettante può essere recuperata in 24 rate mensili, mentre l’importo aggiuntivo di 154,94 euro può essere recuperato in 12 rate.

Pensione settembre 2026: pagamento il 1° settembre per banca e Poste

La data di accredito è unica: martedì 1° settembre 2026, primo giorno bancabile del mese.

A differenza di agosto, non ci sarà quindi lo scarto tra alcuni pagamenti postali e quelli bancari dovuto al calendario. Il 1° settembre cade di martedì ed è già un giorno bancabile.

L’INPS ricorda che la regola generale prevede il pagamento della pensione nel primo giorno bancabile del mese. L’eccezione ordinaria riguarda gennaio, quando l’accredito avviene nel secondo giorno bancabile.

Il pagamento in contanti è consentito soltanto per importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Chi è titolare di più prestazioni pensionistiche e assistenziali riceve invece un unico mandato di pagamento.

Per una panoramica sul calendario e sulle voci più comuni puoi leggere anche il nostro approfondimento sul pagamento delle pensioni e sulla lettura del cedolino.

Perché il netto di settembre può essere diverso da agosto

La data di pagamento è uguale per tutti, ma l’importo non necessariamente.

A settembre possono sovrapporsi diverse operazioni: conguaglio del modello 730, trattenuta del 5% per mancata comunicazione dei redditi 2022, normali ritenute fiscali e, per alcuni pensionati, rate di recupero relative alla quattordicesima o all’importo aggiuntivo.

Per questo il confronto corretto non è soltanto tra il netto di agosto e quello di settembre. Conviene verificare riga per riga quali voci sono comparse, scomparse o cambiate.

Voce Agosto 2026 Settembre 2026
Data di accredito Calendario influenzato dal sabato 1° agosto ✅ 1° settembre per banca e Poste
Conguagli 730 Prime lavorazioni ✅ Proseguono rimborsi e trattenute
Trattenuta RED Prima trattenuta del 5% ⚠️ Seconda trattenuta prima del 15 settembre
Recupero quattordicesima Avvio recupero ⏳ Prosegue fino a 24 rate
Importo aggiuntivo 154,94 € Avvio recupero ⏳ Prosegue fino a 12 rate

Conguaglio 730 sulla pensione di settembre: chi trova rimborso o trattenuta

Sul rateo di settembre proseguono le attività di assistenza fiscale svolte dall’INPS per chi ha indicato l’Istituto come sostituto d’imposta nel modello 730/2026.

Sul rateo di agosto erano già stati applicati i risultati dei modelli trasmessi dall’Agenzia delle Entrate all’INPS entro il 30 giugno. L’Istituto riferisce che circa 4,5 milioni di pensionati hanno ricevuto conguagli IRPEF a credito, mentre per circa 500.000 pensionati sono state effettuate trattenute per imposte versate in misura inferiore al dovuto.

Le lavorazioni proseguono a settembre.

Se dal 730 emerge un credito non ancora rimborsato, la pensione può quindi aumentare. Se invece emerge un debito, il cedolino può riportare una trattenuta.

Non è corretto associare automaticamente settembre a una singola data di presentazione del 730. Conta quando l’Agenzia delle Entrate ha trasmesso il risultato contabile e quando l’INPS ha potuto lavorarlo.

L’Istituto ha inoltre rivisto nel 2026 le descrizioni presenti sul cedolino, distinguendo in modo più chiaro le somme accreditate come rimborso da quelle trattenute per debiti d’imposta.

Per approfondire puoi consultare anche la nostra guida sui conguagli del 730 sulla pensione.

Debito 730 a rate: perché la trattenuta può aumentare

Il punto più delicato riguarda chi aveva scelto di rateizzare un debito fiscale.

L’INPS chiarisce che, per i pensionati, le trattenute devono comunque terminare entro novembre. Se i dati del modello 730 arrivano tardi, può quindi diventare impossibile rispettare il numero di rate originariamente richiesto.

Facciamo un esempio puramente indicativo.

Un pensionato deve versare 900 euro. Se il recupero può essere distribuito su cinque rate, la quota base media è di circa:

900 € ÷ 5 = 180 €

Se invece, per effetto della lavorazione tardiva, restano solo tre mensilità utili:

900 € ÷ 3 = 300 €

La trattenuta mensile può quindi salire in modo consistente senza che ci sia necessariamente un errore nel cedolino.

Trattenuta RED del 5%: cosa succede sulla pensione di settembre

Anche a settembre l’INPS applica una trattenuta ai pensionati interessati dalla campagna RED che non hanno comunicato i redditi relativi al 2022.

La trattenuta è pari al 5% dell’importo della pensione pagato a luglio 2026.

Nel cedolino compare con la dicitura:

“Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.

La misura riguarda i pensionati non obbligati a presentare la dichiarazione fiscale all’Agenzia delle Entrate che percepiscono prestazioni il cui diritto o importo dipende dalla situazione reddituale e per i quali l’INPS non ha acquisito i redditi richiesti.

Per pensioni di importo mensile fino a 100 euro non viene applicata la trattenuta del 5%. Questa esclusione, però, riguarda solamente il prelievo di agosto e settembre: non elimina l’obbligo di regolarizzare la posizione.

RED 2022: il 15 settembre scade il termine per evitare la revoca

La data decisiva è il 15 settembre 2026.

Entro quel giorno il pensionato interessato deve presentare la domanda denominata “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.

Se le informazioni non vengono trasmesse entro la scadenza, l’INPS procede alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito riferite al 2022 e calcola le somme eventualmente pagate ma non dovute per avviarne il recupero.

Per le pensioni ai superstiti viene invece applicata la riduzione massima prevista dall’articolo 1, comma 41, della legge 335/1995.

L’operazione descritta dall’INPS non riguarda le prestazioni assistenziali di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali.

Per sapere chi deve intervenire e come presentare la pratica puoi consultare la nostra guida sulla scadenza RED del 15 settembre e sui redditi 2022.

La criticità pratica: non basta guardare se compare il 5%

C’è un aspetto che può trarre in inganno.

Chi percepisce una pensione fino a 100 euro mensili non subisce la trattenuta del 5%, ma può comunque andare incontro alla revoca se rientra nella campagna e non presenta i dati entro il 15 settembre.

Patronati e organizzazioni dei pensionati hanno insistito proprio su questo punto: l’assenza della trattenuta non deve essere interpretata automaticamente come conferma che non ci sia alcun adempimento da svolgere.

Un’altra difficoltà riguarda il calendario. Il cedolino di settembre viene elaborato prima della scadenza del 15 settembre: chi regolarizza la propria posizione nei primi giorni del mese può quindi trovare comunque la trattenuta sul rateo già disposto.

La soluzione pratica è verificare la comunicazione ricevuta dall’INPS o la propria area personale senza aspettare l’ultimo giorno.

Quattordicesima revocata: recupero sulla pensione in 24 rate

La comunicazione ufficiale sul cedolino di settembre contiene anche un chiarimento sulla quattordicesima.

L’INPS ha verificato le pensioni sulle quali la somma aggiuntiva era stata riconosciuta in via provvisoria sulla base dei redditi del 2021.

Quando il controllo successivo ha accertato il superamento dei limiti di reddito previsti dalla legge, l’Istituto ha revocato la prestazione e avviato il recupero delle somme erogate ma non dovute.

Il recupero è partito dalla mensilità di agosto 2026 ed è suddiviso in 24 rate mensili.

Nel cedolino la voce è indicata come:

“Somma aggiuntiva – c.d. quattordicesima l. N. 127/2007 – debito 2021”.

Non significa quindi che la quattordicesima venga recuperata da tutti i pensionati che l’hanno ricevuta. La trattenuta interessa esclusivamente le posizioni per le quali la verifica reddituale ha fatto venir meno il diritto.

I pensionati coinvolti hanno ricevuto dall’INPS una specifica comunicazione tramite raccomandata.

Importo aggiuntivo di 154,94 euro: recupero in 12 rate

Una verifica analoga è stata svolta sull’importo aggiuntivo di 154,94 euro previsto dall’articolo 70, comma 7, della legge 388/2000.

Anche in questo caso l’INPS ha preso come riferimento i redditi 2021.

Se il controllo ha accertato che il pensionato superava i limiti reddituali previsti, l’importo è stato revocato e le somme non spettanti vengono recuperate a partire da agosto 2026 in 12 rate mensili.

Nel cedolino la voce compare come:

“Importo aggiuntivo (legge 23 dicembre 2000, n. 388) – debito anno 2021”.

Recupero Rate previste Partenza
Quattordicesima revocata 24 rate mensili Agosto 2026
Importo aggiuntivo 154,94 € 12 rate mensili Agosto 2026

Come controllare il cedolino della pensione di settembre 2026

Se l’importo non coincide con quello che ti aspettavi, non fermarti al netto finale. Devi individuare la voce che ha prodotto la differenza.

  1. Apri il cedolino INPS utilizzando il servizio istituzionale Cedolino della pensione.
  2. Confronta agosto e settembre e individua le righe che sono cambiate.
  3. Controlla il 730 se hai indicato l’INPS come sostituto d’imposta.
  4. Cerca la dicitura RED se hai ricevuto richieste relative ai redditi 2022.
  5. Verifica eventuali recuperi relativi a quattordicesima o importo aggiuntivo di 154,94 euro.
  6. Controlla IRPEF, addizionali e altri recuperi prima di concludere che il cedolino sia errato.

Il servizio INPS consente anche di confrontare i cedolini e verificare le ragioni delle variazioni mensili.

Se compare la trattenuta RED oppure non riesci a ricostruire la causa della differenza, gli sportelli ENAC possono verificare la posizione e assisterti nella pratica.

FAQ — Pensione settembre 2026 e cedolino INPS

Domande frequenti su pagamento, 730, RED e recuperi

Quando viene pagata la pensione di settembre 2026?
La pensione di settembre 2026 viene accreditata martedi’ 1° settembre, primo giorno bancabile del mese, sia per chi riceve il pagamento tramite banca sia per chi utilizza Poste.

Perche’ la pensione di settembre puo’ essere piu’ bassa?
Il netto puo’ diminuire per un conguaglio 730 a debito, per la trattenuta RED del 5%, per le normali trattenute fiscali oppure per recuperi relativi a quattordicesima o importo aggiuntivo.

Chi trova il conguaglio 730 sulla pensione di settembre?
Possono trovarlo i pensionati che hanno indicato l’INPS come sostituto d’imposta e il cui risultato contabile del modello 730/2026 viene lavorato sul rateo di settembre. Il conguaglio puo’ essere a credito o a debito.

Quanto vale la trattenuta RED di settembre?
La trattenuta e’ pari al 5% dell’importo della pensione corrisposto a luglio 2026 e riguarda i pensionati interessati che non hanno comunicato i redditi 2022.

Chi ha una pensione sotto 100 euro subisce la trattenuta del 5%?
No. Per le pensioni fino a 100 euro mensili la trattenuta del 5% non viene applicata, ma resta l’obbligo di regolarizzare la posizione entro il 15 settembre se si rientra nella campagna.

Quando scade la comunicazione dei redditi 2022 all’INPS?
La domanda di ricostituzione reddituale deve essere presentata entro il 15 settembre 2026. Dopo la scadenza l’INPS puo’ revocare definitivamente la prestazione collegata al reddito riferita al 2022.

Perche’ compare un recupero della quattordicesima?
L’INPS ha verificato alcune quattordicesime riconosciute sulla base dei redditi 2021. Se il beneficio e’ risultato non spettante, il recupero viene effettuato in 24 rate mensili a partire da agosto 2026.

Come viene recuperato l’importo aggiuntivo di 154,94 euro?
Quando la verifica reddituale esclude il diritto, l’importo aggiuntivo non spettante viene recuperato dall’INPS in 12 rate mensili a partire da agosto 2026.

Cosa devo fare se il cedolino di settembre non torna?
Confronta il cedolino con quello di agosto e verifica 730, RED, IRPEF, addizionali e recuperi. Se non riesci a individuare la causa, puoi chiedere una verifica presso uno sportello ENAC.