Carta Valore: contributo cultura giovani 2027 – guida completa
Primo piano - 7 Nov 2025
La Legge di Bilancio 2026 introduce la nuova misure denominata Carta Valore, pensata per incentivare la partecipazione culturale dei giovani. A decorrere dal 1° gennaio 2027, sostituirà le vecchie forme di sostegno note come Carta della Cultura Giovani e Carta del Merito. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: rendere la cultura accessibile, specie per chi consegue il diploma entro il 19° anno d’età, e porre le basi per un investimento educativo stabile.
Requisiti e benefici della Carta Valore
Secondo le disposizioni previste, la Carta Valore sarà riconosciuta ai giovani che:
-
entro l’anno del compimento del diciannovesimo anno ottengono il diploma di scuola secondaria superiore o titolo equivalente;
-
conseguono il diploma a partire dall’anno scolastico 2025/2026;
-
beneficeranno della carta nell’anno successivo al conseguimento del titolo.
Il credito potrà essere speso per beni e servizi culturali quali libri, spettacoli, musei, corsi di lingua o strumenti musicali – un ventaglio che rispecchia l’intento formativo della misura.
Tempistiche, importi e sostituzione delle misure precedenti
La Carta Valore sarà attiva a partire dal 2027 e rappresenta una misura strutturale con un impegno annuo di circa 180 milioni di euro. Le carte precedenti, Carta della Cultura Giovani e Carta del Merito, rimarranno valide solo per chi perfeziona i requisiti entro il 31 dicembre 2025. Questa fase transitoria richiede attenzione da parte dei giovani e delle famiglie per non perdere il diritto all’agevolazione.
Cosa devono fare gli studenti e le famiglie
Per accedere alla Carta Valore è consigliabile:
-
verificare il conseguimento del diploma entro i termini previsti;
-
conservare la documentazione richiesta (diploma, età, titolo equiparato);
-
attivarsi, non appena disponibili le piattaforme gestite dal Ministero della Cultura, per la richiesta della carta elettronica.
È importante capire che il beneficio non concorre al reddito imponibile né incide sull’ISEE, valorizzando così la misura come incentivo reale alla cultura.