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Terreni inquinati, Serpillo: “Non un costo ma un investimento per il futuro del Paese”

Agricoltura - 20 Set 2025

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Autore: Redazione ENAC Informa  •  Data: 20 Set 2025

«Ogni ettaro di terra inquinata è un ettaro sottratto al futuro dell’agricoltura. Non possiamo più permetterci di lasciare che ampie aree del nostro territorio siano improduttive e pericolose per la salute pubblica», dichiara Mario Serpillo, presidente dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), in occasione della presentazione del primo Rapporto sui costi delle bonifiche, promosso da Remtech e curato dal Laboratorio Ref Ricerche di Milano. Il documento, illustrato a Ferrara in occasione di Remtech 2025, rappresenta una novità importante: per la prima volta vengono analizzati non solo gli aspetti tecnici e normativi delle bonifiche, ma anche i loro impatti economici.

I dati economici delle bonifiche

«I dati parlano chiaro – sottolinea Serpillo – il costo medio di una bonifica si aggira attorno ai 160 euro al metro quadro, con punte che arrivano a 500. Applicando questi valori a livello nazionale, il fabbisogno complessivo è stimato tra i 40 e i 90 miliardi di euro. Una cifra enorme, certo, ma che distribuita nel tempo equivale a circa 5 miliardi l’anno per i prossimi dieci anni. Non è un obiettivo irraggiungibile: con una strategia seria e continuativa, l’Italia può affrontare questa sfida e restituire all’agricoltura migliaia di ettari oggi sottratti alla produzione». L’investimento in bonifiche, secondo l’UCI, deve essere visto come una leva di crescita e non come un ostacolo economico.

Le bonifiche come investimento

«Le bonifiche non devono essere considerate un costo, ma un investimento. Restituire fertilità ai suoli significa garantire cibo sicuro, rafforzare le nostre filiere agroalimentari e creare nuove opportunità economiche per le comunità rurali. È un atto di responsabilità verso le generazioni future», evidenzia Serpillo. Un concetto rafforzato dal richiamo alla nuova Direttiva europea sul Suolo, che obbliga gli Stati membri ad adottare misure efficaci per la tutela e il risanamento delle aree contaminate.

L’appello alle istituzioni

«Non possiamo più rinviare. Il risanamento delle aree contaminate è una condizione imprescindibile per il rilancio del settore primario e per la tutela della salute dei cittadini. Ogni euro speso in bonifiche è un euro investito nel futuro del Paese», esorta il presidente UCI. Infine, Serpillo conclude: «Si tratta di una grande occasione per costruire una vera strategia nazionale, che unisca istituzioni, imprese e cittadini. Solo così potremo restituire valore ai nostri territori, alle loro comunità e rimettere al centro l’agricoltura come motore di sviluppo sostenibile».

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