RED pensioni 2026: trattenuta di agosto, ricostituzione reddituale e scadenza del 15 settembre

Pensioni 2026 - 28 Lug 2026

Pubblicato il 24 luglio 2026

Sul cedolino di agosto 2026 è comparsa una trattenuta che molti pensionati non si aspettavano. L’INPS ha avviato la sospensione parziale delle prestazioni collegate al reddito per chi non ha ancora comunicato i redditi del 2022, applicando una riduzione pari al 5% dell’importo lordo della pensione di luglio, ripetuta sia ad agosto sia a settembre. Lo ha reso noto l’Istituto con il Messaggio n. 2394 del 17 luglio 2026. La trattenuta non è la sanzione definitiva: è l’ultimo avviso prima della revoca. Chi non presenta la domanda di ricostituzione reddituale entro il 15 settembre 2026 rischia di perdere definitivamente la prestazione e di dover restituire le somme già percepite. In questa guida ENAC spieghiamo chi è coinvolto, come si calcola la trattenuta, come si legge sul cedolino e — soprattutto — cosa fare adesso per mettersi in regola.

RED 2026: di cosa si tratta e perché riguarda i redditi del 2022

Il modello RED — Redditi Esenti da Dichiarazione — è la comunicazione annuale con cui i pensionati che percepiscono prestazioni collegate al reddito informano l’INPS dei propri redditi, quando questi non risultano già acquisiti attraverso la dichiarazione dei redditi presentata all’Agenzia delle Entrate.

L’obbligo non riguarda tutti i pensionati: solo chi percepisce prestazioni il cui importo o diritto dipende dal reddito personale o familiare. Chi presenta il modello 730 o il Modello Redditi PF e li dichiara correttamente non deve presentare il RED, perché l’INPS acquisisce i dati direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Il problema nasce quando il pensionato percepisce redditi che nel 730 non compaiono — interessi bancari e postali, proventi da BOT e titoli di Stato, redditi da lavoro svolto all’estero, rendimenti di fondi di investimento soggetti a ritenuta alla fonte — e non li ha comunicati all’INPS in altro modo.

La campagna RED che ora arriva a scadenza è quella relativa ai redditi dell’anno 2022, avviata nel 2023 e formalmente conclusa il 31 marzo 2025. Chi non ha risposto ai solleciti inviati negli anni successivi si trova oggi con la trattenuta sul cedolino.

Chi è coinvolto: le prestazioni collegate al reddito a rischio

Non è una misura universale. La trattenuta colpisce esclusivamente i titolari di prestazioni il cui importo o diritto dipende dal reddito, che l’INPS non è riuscito ad acquisire autonomamente. Queste prestazioni sono diffuse tra i pensionati più anziani e con redditi bassi — esattamente il pubblico che spesso non sa di essere coinvolto.

Prestazione A cosa serve Chi è a rischio
Integrazione al trattamento minimo Porta la pensione fino alla soglia minima (611,85 €/mese nel 2026) se il reddito è basso Pensionati con pensione bassa e redditi non dichiarati via 730
Maggiorazioni sociali Incremento aggiuntivo per pensionati over 60-70 con redditi molto bassi Anziani con redditi da capitale o esteri non comunicati
Quattordicesima mensilità Mensilità aggiuntiva per pensionati con reddito sotto la soglia Chi percepisce la quattordicesima e non ha presentato RED o 730 completo
Assegno sociale Prestazione assistenziale per over 67 senza pensione o con pensione insufficiente Titolari con altri redditi (coniuge, affitti, rendite) non dichiarati
Incremento al milione Maggiorazione per invalidi civili totali over 18 con redditi bassi Invalidi civili che non hanno aggiornato la dichiarazione reddituale
Pensione ai superstiti (reversibilità) Pensione del coniuge deceduto — il cui importo varia in base al reddito personale Vedovi/e con altri redditi (da lavoro, affitti, rendite) non dichiarati
Assegni familiari (ANF) e bonus 154,94 € Prestazioni per nuclei familiari a basso reddito Chi ha redditi familiari non acquisiti dall’INPS

Se la pensione non include nessuna di queste componenti — ovvero è una pensione ordinaria senza integrazioni, maggiorazioni o altri supplementi collegati al reddito — l’avviso e la trattenuta non riguardano quel pensionato. Chi riceve la comunicazione sul cedolino, invece, deve intervenire.

Come si calcola la trattenuta e cosa leggere sul cedolino

Il meccanismo è definito con precisione dall’INPS e non lascia margine di dubbio. La base di calcolo è l’importo lordo della pensione di luglio 2026. La trattenuta è pari al 5% di quell’importo e viene applicata due volte: una sul rateo di agosto e una su quello di settembre.

Un esempio concreto: se la pensione lorda di luglio era 850 euro, la trattenuta è di 42,50 euro (5% di 850). Questo importo viene sottratto sia dal cedolino di agosto sia da quello di settembre, per un totale di 85 euro di riduzione complessiva — che sarà restituita se il pensionato regolarizza la propria posizione entro il 15 settembre.

Sul cedolino la trattenuta appare con una dicitura specifica: “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”. Chi trova questa scritta sul cedolino agosto 2026 — visibile tramite l’area riservata MyINPS o l’app INPS Mobile — è tra i pensionati coinvolti dalla sospensione. L’INPS ha inviato anche una comunicazione cartacea o digitale (via PEC o email) ai diretti interessati, ma chi non l’ha ricevuta può comunque verificare la propria posizione direttamente sul cedolino.

Chi non deve fare nulla: i casi di non coinvolgimento

Prima di allarmarsi, è utile sapere chi è già in regola e non deve preoccuparsi. L’INPS verifica automaticamente, prima di applicare qualsiasi trattenuta, se i dati reddituali del 2022 sono già disponibili nel proprio archivio. Se lo sono, il pensionato non riceve né la trattenuta né la comunicazione.

Non deve fare nulla chi ha presentato il modello 730 o il Modello Redditi PF per l’anno 2022, dichiarando correttamente tutti i propri redditi e, dove richiesto, quelli del coniuge. Non deve fare nulla chi ha già presentato il modello RED relativo al 2022 entro la scadenza della campagna (31 marzo 2025) o in risposta ai solleciti successivi. Non deve fare nulla chi ha già presentato la domanda di ricostituzione reddituale dopo aver ricevuto i precedenti avvisi dell’INPS.

Per chi ha dubbi su quale sia la propria situazione, il modo più diretto per verificarla è accedere all’area riservata MyINPS sul portale dell’Istituto e consultare il cedolino di agosto: se la trattenuta non compare, la posizione è regolare.

Pensioni sotto 100 euro: escluse dalla trattenuta ma non dall’obbligo

Questo è il punto che più facilmente sfugge, e che può portare a conseguenze gravi. Le pensioni con importo mensile pari o inferiore a 100 euro sono escluse dalla trattenuta del 5% — semplicemente perché la decurtazione sarebbe sproporzionata rispetto all’assegno. Ma l’esonero riguarda solo la trattenuta temporanea, non l’obbligo di comunicare i redditi.

Chi percepisce una pensione di importo molto basso ma è titolare di una prestazione collegata al reddito deve comunque presentare la domanda di ricostituzione entro il 15 settembre 2026. In caso contrario, la revoca definitiva e il recupero delle somme si applicano esattamente come per chi aveva una pensione più alta. Non ricevere la trattenuta sul cedolino non significa essere al sicuro.

Come regolarizzare la posizione entro il 15 settembre: la ricostituzione reddituale

Il termine tecnico che l’INPS usa in questa fase non è più “modello RED” ma “domanda di ricostituzione reddituale per sospensione”, con riferimento all’art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008. È una procedura distinta rispetto alla normale compilazione del RED annuale, appositamente prevista per chi deve regolarizzare una posizione già sospesa.

La domanda può essere presentata in tre modi: direttamente online attraverso il portale INPS, tramite il patronato o tramite CAF. Il canale online si trova nella sezione “Pensione e Previdenza” del portale INPS, selezionando la voce “La dichiarazione della situazione reddituale – RED”. In alternativa, è accessibile dall’area riservata MyINPS.

Cosa serve per completare la domanda

  1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e vai in MyINPS → Pensione e Previdenza → Dichiarazione situazione reddituale – RED.
  2. Seleziona la voce “Ricostituzione reddituale per sospensione” — non la campagna RED ordinaria.
  3. Indica tutti i redditi percepiti nel 2022: pensioni di altri enti, redditi da lavoro, redditi da fabbricati (affitti), interessi bancari e postali, proventi da BOT e titoli di Stato, rendimenti da fondi di investimento, redditi esteri. Dove la prestazione dipende dal reddito del coniuge, inserire anche quello.
  4. Allega eventuale documentazione di supporto (certificazioni bancarie, estratti conto, attestazioni di reddito estero).
  5. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo rilasciato dal sistema.

Se la procedura online risulta complessa — specialmente per chi non è abituato ai portali digitali — il patronato ENAC può presentare la domanda per conto del pensionato, senza costi aggiuntivi, gestendo direttamente l’invio e il monitoraggio della pratica. Trovare lo sportello più vicino è possibile dalla pagina sportelli ENAC.

Cosa succede dopo il 15 settembre 2026: le due strade

Il 15 settembre è una data spartiacque. Le conseguenze delle due scelte — regolarizzare o non regolarizzare — sono molto diverse.

Scenario Cosa succede Impatto economico
Si presenta la ricostituzione entro il 15 settembre La prestazione viene confermata o rideterminata in base ai redditi dichiarati. La sospensione si chiude. Le trattenute di agosto e settembre vengono restituite se il diritto è confermato. Se i redditi erano troppo alti, si recupera solo la parte non dovuta.
Non si presenta nulla entro il 15 settembre Revoca definitiva della prestazione collegata al reddito percepita nel 2022. L’INPS avvia il recupero delle somme erogate in modo provvisorio. Perdita permanente della prestazione + possibile richiesta di restituzione degli importi percepiti in via provvisoria negli anni successivi al 2022.

La revoca non riguarda l’intera pensione ma solo la componente collegata al reddito. Tuttavia, per chi percepisce l’integrazione al minimo o le maggiorazioni sociali, questa componente può incidere sensibilmente sull’importo mensile. La pensione di reversibilità, se ridotta per effetto del reddito personale, segue le stesse regole.

RED pensioni 2026 e ENAC: quando chiedere assistenza

Il messaggio INPS n. 2394 del 17 luglio 2026 prevede esplicitamente che la domanda di ricostituzione possa essere presentata tramite patronati abilitati. ENAC è tra questi e può gestire l’intera procedura per conto del pensionato.

L’assistenza è particolarmente utile in tre situazioni. La prima è quando il pensionato ha redditi diversi dalla pensione che non comparivano nel 730 del 2022 — interessi, affitti, rendite, redditi del coniuge — e non sa come dichiararli nella domanda di ricostituzione. La seconda è quando la comunicazione INPS è arrivata a un pensionato anziano che non ha familiari in grado di gestire la procedura online. La terza è quando c’è il dubbio che la prestazione possa essere ridotta in base ai redditi dichiarati: in questo caso, prima di inviare la domanda, conviene farsi guidare nel calcolo dell’impatto.

Per capire meglio come funziona la pensione di reversibilità e i suoi legami con il reddito, puoi leggere la guida alla pensione di reversibilità 2026. Per chi vuole verificare in autonomia la propria situazione contributiva e previdenziale, la guida al fascicolo previdenziale INPS spiega come accedere ai dati INPS online. Se invece hai già una guida generale sulle pensioni, puoi partire dalla guida completa alle pensioni 2026.

FAQ — RED pensioni 2026

RED pensioni 2026: domande frequenti su trattenuta agosto, ricostituzione e scadenza 15 settembre

Ho trovato una trattenuta sul cedolino di agosto. Cosa significa esattamente?
Significa che l’INPS non ha ancora ricevuto i dati reddituali del 2022 relativi alla tua prestazione collegata al reddito. La trattenuta, pari al 5% della pensione lorda di luglio, è una sospensione parziale temporanea — non una sanzione definitiva. Sul cedolino compare la dicitura “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”. Hai tempo fino al 15 settembre 2026 per presentare la domanda di ricostituzione reddituale e risolvere la situazione.

Ho presentato il 730 per il 2022. Devo fare qualcosa ugualmente?
Quasi certamente no. Chi ha presentato il modello 730 o il Modello Redditi PF dichiarando tutti i propri redditi del 2022 non deve fare nulla: l’INPS acquisisce quei dati direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se nonostante questo trovi la trattenuta sul cedolino, significa che c’erano redditi non dichiarati nel 730 — ad esempio interessi bancari, redditi esteri o del coniuge. In quel caso devi comunque presentare la ricostituzione.

La mia pensione è di 90 euro al mese. Non ho la trattenuta sul cedolino: posso stare tranquillo?
No. Le pensioni uguali o inferiori a 100 euro mensili sono escluse dalla trattenuta temporanea del 5%, ma non dall’obbligo di comunicare i redditi. Se percepisci una prestazione collegata al reddito e non hai inviato i dati del 2022, rischi la revoca definitiva esattamente come chi aveva la trattenuta. L’assenza della trattenuta sul cedolino non garantisce di essere in regola.

Cosa si intende per “ricostituzione reddituale per sospensione”? È diversa dal normale RED?
Sì. Il modello RED ordinario è la dichiarazione annuale preventiva. La “ricostituzione reddituale per sospensione” è invece la procedura specifica per chi è già in stato di sospensione e deve regolarizzare la posizione. Si presenta nella stessa sezione del portale INPS (“Pensione e Previdenza” → “Dichiarazione situazione reddituale – RED”), ma selezionando la voce di ricostituzione. Può essere presentata anche tramite patronato ENAC o CAF.

Se mi regolarizzo entro il 15 settembre, mi restituiscono la trattenuta di agosto?
Dipende da cosa emerge dalla dichiarazione. Se i redditi del 2022 rientrano nei limiti previsti e la prestazione ti spettava regolarmente, le trattenute di agosto e settembre vengono restituite. Se invece i redditi erano superiori alle soglie di diritto, l’INPS ridetermina la prestazione: le trattenute vengono considerate come recupero parziale delle somme non dovute, e potrebbe seguire un ulteriore conguaglio.

Ho ricevuto la comunicazione INPS ma non riesco a fare la procedura online da solo. Cosa faccio?
Contatta uno sportello ENAC. Il patronato può presentare la domanda di ricostituzione reddituale per tuo conto, gratuitamente e senza necessità che tu abbia lo SPID o la CIE. È sufficiente portare la comunicazione ricevuta dall’INPS, un documento d’identità valido e, se disponibile, la documentazione sui redditi del 2022 (estratti conto, certificazioni bancarie, CU). Trova lo sportello più vicino alla pagina sportelli ENAC.