Rinnovo CCNL Telecomunicazioni: 298 € di aumento, più welfare e nuova classificazione
- 20 Nov 2025
L’11 novembre è stato siglato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il comparto delle telecomunicazioni tra Asstel e i sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. L’intesa copre i trienni 2023-2025 e 2026-2028 e segna un punto di svolta, poiché introduce significative innovazioni su inquadramento, tutele e retribuzione per un settore in rapida trasformazione tecnologica.
Nuovo sistema di classificazione e competenze
Il contratto abbandona il sistema tradizionale di livelli, adottando un modello basato su Aree Professionali. Questo approccio mira a valorizzare le competenze e collegare direttamente responsabilità, ruolo e progressione salariale.
In particolare, per il comparto CRM-BPO (call center, customer care esternalizzato) è prevista una sottostruttura dedicata, con regole più adatte alla natura competitiva e tecnologica di quel segmento. Le parti puntano a facilitare la crescita professionale e la stabilità occupazionale, anche attraverso la formazione certificata.
Aumenti salariali e impegni economici
Per i lavoratori inquadrati nel nuovo livello C1 (precedente 5° livello) è previsto un aumento complessivo di 298 euro mensili, che sarà corrisposto in quattro tranche tra il 2026 e il 2028. Nel comparto CRM-BPO, l’incremento sarà di 288 euro, distribuito su più momenti in quattro anni.
Oltre al salario, il contratto prevede un maggiore finanziamento su welfare e previdenza: aumentano i versamenti su fondi integrativi e su un fondo di solidarietà di categoria, per garantire maggiore protezione in caso di crisi aziendali o riorganizzazioni.
Welfare, work-life balance e novità normative
La riforma contrattuale introduce anche nuove tutele su vari fronti:
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Permessi per genitori con figli ricoverati fino ai 18 anni;
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Permessi estesi (125 ore) per chi assiste figli con bisogni educativi speciali;
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Part-time per vittime di violenza;
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Congedo di paternità di 10 giorni (20 in caso di parto plurimo), interamente retribuito;
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Neutralizzazione del periodo di comporto per malattia legata a disabilità oltre il 66%.
Per quanto riguarda la salute, l’accordo prevede lo studio per la creazione, a partire da luglio 2026, di un fondo sanitario contrattuale per le aziende che non dispongono di sistemi integrativi.
Inoltre, il CCNL conferma il lavoro agile: il lavoro da remoto viene considerato equivalente a quello in sede e può essere stabilizzato tramite contrattazione aziendale, riflettendo le nuove modalità operative del settore.
Impatti per il comparto CRM-BPO
Il rinnovo dedicato a call center e back office è strategico: riconosce la fragilità competitiva del modello BPO e prevede strumenti ad hoc per la flessibilità, la continuità occupazionale e la sostenibilità economica. L’introduzione delle Aree Professionali specifiche per CRM-BPO facilita percorsi di carriera più chiari e un inquadramento più adeguato rispetto ai modelli tradizionali.