Pensione di vecchiaia 2026: requisiti, età, contributi e cosa cambia dal 2027
Pensioni 2026 - 11 Mar 2026
La pensione di vecchiaia 2026 mantiene i requisiti invariati rispetto all’anno precedente: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Il decreto MEF sulla speranza di vita ha confermato che per il biennio 2025-2026 non scattano gli adeguamenti automatici. Dal 1° gennaio 2027, invece, l’età salirà di un mese, avviando un percorso graduale di incremento. La Legge di Bilancio 2026 ha anche abolito definitivamente Quota 103 e Opzione Donna per chi non aveva già maturato i requisiti, e ha confermato l’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Chi si avvicina alla pensione nel 2026 deve verificare non solo età e contributi, ma anche l’importo stimato dell’assegno — soprattutto se rientra nel sistema contributivo puro.
Pensione di vecchiaia 2026: i requisiti del sistema misto
La maggior parte dei lavoratori italiani rientra nel sistema misto, cioè ha versato almeno un contributo prima del 31 dicembre 1995. Per questi lavoratori i requisiti 2026 sono:
Sul piano anagrafico, occorrono 67 anni di età, uguali per uomini e donne. Sul piano contributivo, servono almeno 20 anni di contribuzione versata a qualsiasi titolo: contributi da lavoro dipendente o autonomo, contributi figurativi, contributi da riscatto e contributi volontari. Fa eccezione una categoria specifica: i lavoratori dipendenti con invalidità accertata pari o superiore all’80% mantengono requisiti ridotti — 61 anni gli uomini e 56 anni le donne — fino al 31 dicembre 2026.
È ammessa la totalizzazione contributiva gratuita introdotta dalla legge 232/2016: i 20 anni possono essere raggiunti sommando contributi versati in tutte le gestioni INPS (AGO, Gestione Separata, gestioni autonome) o anche presso Casse professionali private, purché in periodi non coincidenti. Rientrano nella totalizzazione anche i contributi versati in Paesi UE o in Paesi extracomunitari con convenzione internazionale di sicurezza sociale.
Requisiti per i lavoratori nel sistema contributivo puro
I contributivi puri — cioè i lavoratori il cui primo contributo è stato versato dal 1° gennaio 1996 in poi — hanno requisiti più articolati. Non basta avere l’età e i contributi: occorre anche che l’assegno maturato superi una soglia minima di importo.
Nel 2026 esistono due percorsi di accesso alla pensione di vecchiaia per i contributivi puri. Il primo richiede 67 anni di età, almeno 20 anni di contributi e un importo dell’assegno almeno pari all’assegno sociale, cioè 546,24 euro mensili (7.101,12 euro annui per il 2026). Il secondo percorso — pensato per chi ha avuto carriere discontinue o assegni troppo bassi — richiede 71 anni di età e almeno 5 anni di contribuzione effettiva (esclusi i figurativi), indipendentemente dall’importo dell’assegno maturato.
La soglia di importo: quando l’assegno non basta per andare in pensione a 67 anni
Il vincolo dell’importo minimo è la novità che colpisce più lavoratori nel 2026. Chi rientra nel sistema contributivo puro e compie 67 anni con 20 anni di contributi, ma ha un assegno stimato inferiore a 546,24 euro mensili, non può ancora andare in pensione. Dovrà continuare a lavorare oppure attendere i 71 anni, età in cui il vincolo di importo non si applica.
Questo meccanismo nasce dall’esigenza di evitare pensioni troppo basse che obbligherebbero poi lo Stato a intervenire con strumenti assistenziali. Chi si trova in questa situazione può simulare il proprio assegno tramite il servizio “La mia pensione futura” sul portale INPS, oppure chiedere una verifica allo sportello ENAC per valutare se convenga versare contributi volontari o attendere i 71 anni.
Tabella riepilogativa requisiti pensione di vecchiaia 2026
| Tipo lavoratore | Età richiesta | Contributi richiesti | Requisito importo |
|---|---|---|---|
| Sistema misto (contributi ante 1996) | 67 anni | 20 anni | Nessuno |
| Contributivo puro (post 1995) – percorso ordinario | 67 anni | 20 anni | ≥ 546,24 €/mese |
| Contributivo puro – percorso alternativo | 71 anni | 5 anni effettivi | Nessuno |
| Invalidi ≥ 80% (sistema misto) | 61 anni (uomini) / 56 anni (donne) | 20 anni | Nessuno |
Cosa abolisce la Legge di Bilancio 2026: addio a Quota 103 e Opzione Donna
La Legge di Bilancio 2026 segna una svolta netta per chi non aveva già maturato i requisiti entro le scadenze previste. Quota 103 — che permetteva di uscire a 62 anni con 41 anni di contributi — non è stata rinnovata: può ancora essere usata solo da chi aveva perfezionato i requisiti entro il 31 dicembre 2025. Stessa sorte per Opzione Donna, che richiedeva 61 anni e 35 di contributi per le categorie protette: il diritto è rimasto solo a chi aveva maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024.
Rimane invece confermata l’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’indennità “ponte” — non una pensione vera e propria — che può essere richiesta a partire dai 63 anni e 5 mesi da quattro categorie: disoccupati che hanno terminato la NASpI da almeno 3 mesi, caregiver che assistono da almeno 6 mesi un familiare con disabilità grave, lavoratori con invalidità accertata pari o superiore al 74%, e addetti a mansioni gravose per almeno 7 anni negli ultimi 10. L’importo massimo dell’APE Sociale è 1.500 euro mensili lordi.
Cosa cambia dal 2027: gli aumenti legati alla speranza di vita
| Anno | Età pensione vecchiaia (sistema misto) | Età pensione vecchiaia (contributivo puro – percorso ordinario) | Età pensione vecchiaia (contributivo puro – percorso alternativo) |
|---|---|---|---|
| 2026 | 67 anni | 67 anni | 71 anni |
| 2027 | 67 anni e 1 mese | 67 anni e 1 mese | 71 anni e 1 mese |
| 2028 | 67 anni e 3 mesi | 67 anni e 3 mesi | 71 anni e 3 mesi |
Il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita era stato sospeso dal 2019 per effetto delle rilevazioni ISTAT che mostravano un calo dell’aspettativa di vita. La Legge di Bilancio 2026 ne ha confermato il ritorno dal 2027, in forma graduale: +1 mese nel 2027 e +3 mesi complessivi nel 2028. Chi compirà 67 anni nel 2027 dovrà aspettare un mese in più rispetto a chi li compie entro il 31 dicembre 2026.
Come fare domanda di pensione di vecchiaia all’INPS
La domanda di pensione di vecchiaia si presenta esclusivamente in modalità telematica, in tre modi: direttamente online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS; tramite il Contact Center INPS; oppure tramite un patronato abilitato come ENAC.
Prima di presentare la domanda è importante verificare la propria posizione assicurativa tramite il fascicolo previdenziale sul portale INPS, controllare che tutti i periodi contributivi siano correttamente registrati — comprese eventuali lacune da sanare con contributi volontari o riscatto di laurea — e simulare l’importo dell’assegno con il servizio “La mia pensione futura”. Rivolgersi a ENAC permette di effettuare tutte queste verifiche con il supporto di un operatore specializzato, evitando errori nella domanda che potrebbero ritardare la decorrenza del trattamento.
ENAC Informa: supporto per la pensione di vecchiaia 2026
Gli operatori ENAC possono verificare la posizione contributiva individuale, calcolare la data esatta di maturazione dei requisiti e stimare l’importo dell’assegno — compreso il rispetto della soglia minima per i contributivi puri. Per chi si avvicina ai 67 anni nel 2026, un controllo preventivo permette di pianificare con anticipo la data di uscita e presentare la domanda nei tempi corretti, tenendo conto della finestra mobile di 3 mesi tra la maturazione del diritto e la decorrenza del primo assegno.
Per approfondire, consulta anche la nostra guida completa alle pensioni 2026, l’articolo sulle novità pensioni 2026 dalla circolare INPS n. 19 e quello sull’aumento pensioni 2026. Trova lo sportello ENAC più vicino a te.
Domande frequenti sulla pensione di vecchiaia 2026
Quali sono i requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2026?
Per i lavoratori nel sistema misto (con contributi ante 1996): 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi, senza vincoli di importo. Per i contributivi puri (contribuzione dal 1° gennaio 1996): 67 anni, 20 anni di contributi e assegno almeno pari a 546,24 euro mensili; oppure 71 anni con 5 anni di contribuzione effettiva, senza vincolo di importo.
L’età pensionabile cambia nel 2026?
No. Per il 2026 l’età resta ferma a 67 anni, grazie al decreto MEF che ha confermato l’assenza di adeguamenti alla speranza di vita per il biennio 2025-2026. Dal 1° gennaio 2027 l’età salirà a 67 anni e 1 mese, e nel 2028 raggiungerà 67 anni e 3 mesi.
Quota 103 è ancora valida nel 2026?
Solo per chi aveva già perfezionato i requisiti (62 anni di età e 41 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2025. La Legge di Bilancio 2026 non ha rinnovato la misura per nuovi accessi.
Pensione di vecchiaia 2026: contributivi puri e APE Sociale
Un contributivo puro con assegno sotto i 546 euro cosa può fare?
Ha due opzioni: continuare a lavorare fino a maturare un assegno sufficiente, oppure attendere i 71 anni — soglia in cui il vincolo di importo non si applica e basta avere 5 anni di contribuzione effettiva. In entrambi i casi è utile simulare la propria posizione con il servizio INPS “La mia pensione futura” o tramite uno sportello ENAC.
Cos’è la finestra mobile e come influisce sulla data del primo assegno?
La finestra mobile è il periodo di attesa — pari a 3 mesi per i lavoratori dipendenti privati — tra la maturazione del diritto alla pensione e la decorrenza del primo pagamento. Chi matura i requisiti il 1° agosto 2026, ad esempio, riceverà il primo assegno a novembre 2026.
L’APE Sociale è compatibile con la pensione di vecchiaia 2026?
L’APE Sociale non è una pensione, ma un’indennità “ponte” erogata dallo Stato fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Chi accede all’APE Sociale a 63 anni e 5 mesi continua a maturare contributi fino ai 67 anni, quando l’indennità si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia.