Pensione di vecchiaia 2026: requisiti, importi e cosa cambia dal 1° gennaio 2027
Pensioni 2026, Previdenza - 3 Apr 2026
Aggiornato il 13 luglio 2026
La pensione di vecchiaia 2026 si raggiunge, nella generalità dei casi, con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. I requisiti restano invariati per tutto il 2026, ma dal 1° gennaio 2027 il requisito anagrafico ordinario salirà a 67 anni e 1 mese, per poi arrivare a 67 anni e 3 mesi nel 2028.
Per chi è vicino al pensionamento è quindi importante verificare non soltanto l’età, ma anche la contribuzione accreditata, il sistema di calcolo applicabile, la decorrenza della pensione e l’eventuale appartenenza a una categoria soggetta a regole particolari. Questa guida ENAC riepiloga i requisiti aggiornati, le regole per i lavoratori contributivi puri, le decorrenze e le principali eccezioni.
Pensione di vecchiaia 2026: i requisiti per il sistema misto
La maggior parte dei lavoratori rientra nel sistema misto, perché possiede almeno un contributo accreditato entro il 31 dicembre 1995.
Per questa categoria, nel 2026, sono richiesti:
- 67 anni di età;
- almeno 20 anni di contribuzione;
- cessazione del rapporto di lavoro dipendente.
Ai fini del raggiungimento dei 20 anni possono essere considerati, secondo le regole della gestione interessata, i contributi obbligatori, volontari, da riscatto e figurativi, compresi quelli riconosciuti per determinati periodi di malattia, maternità, cassa integrazione o disoccupazione.
Per i lavoratori appartenenti al sistema misto non è previsto un importo minimo della pensione come condizione generale per accedere alla pensione di vecchiaia.
In presenza di contributi accreditati in gestioni previdenziali differenti può essere possibile utilizzare strumenti come il cumulo dei periodi assicurativi. La soluzione applicabile dipende però dalle gestioni coinvolte e dalla posizione personale: è quindi opportuno verificare il caso concreto prima di presentare la domanda.
Pensione di vecchiaia 2026: i requisiti per il sistema contributivo puro
I lavoratori il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996 rientrano nel cosiddetto sistema contributivo puro.
Per questi lavoratori esistono due percorsi.
Il percorso ordinario richiede:
- 67 anni di età nel 2026;
- almeno 20 anni di contribuzione;
- una pensione di importo almeno pari all’assegno sociale.
Per il 2026 l’assegno sociale è pari a 546,24 euro mensili per 13 mensilità. La prima rata della pensione deve quindi raggiungere almeno questa soglia.
Chi non raggiunge l’importo minimo può accedere al percorso alternativo con:
- 71 anni di età nel 2026;
- almeno 5 anni di contribuzione effettiva;
- nessun requisito minimo relativo all’importo della pensione.
Per questo secondo percorso sono considerati i contributi obbligatori, volontari e da riscatto, mentre è esclusa la contribuzione figurativa.
Dal 2027 anche questi requisiti anagrafici verranno adeguati: si passerà a 67 anni e 1 mese oppure, per il percorso alternativo, a 71 anni e 1 mese. Nel 2028 i requisiti diventeranno rispettivamente 67 anni e 3 mesi e 71 anni e 3 mesi.
Pensione di vecchiaia 2026: tabella dei requisiti
| Categoria | Età richiesta nel 2026 | Contributi richiesti | Importo minimo |
|---|---|---|---|
| Sistema misto, con contribuzione entro il 31 dicembre 1995 | 67 anni | Almeno 20 anni, considerando la contribuzione ammessa dalla legge | Nessuna soglia generale |
| Sistema contributivo puro: percorso ordinario | 67 anni | Almeno 20 anni | Almeno 546,24 euro al mese |
| Sistema contributivo puro: percorso alternativo | 71 anni | Almeno 5 anni di contribuzione effettiva | Nessuna soglia |
| Attività gravose svolte per almeno 7 anni negli ultimi 10 o attività particolarmente faticose e pesanti | 66 anni e 7 mesi | Almeno 30 anni, nel rispetto delle condizioni previste | Nessuna soglia generale |
| Attività gravose svolte per almeno 6 anni negli ultimi 7 | 67 anni | Almeno 30 anni, nel rispetto delle condizioni previste | Nessuna soglia generale |
Quando decorre la pensione di vecchiaia
Per la pensione di vecchiaia ordinaria non esiste una finestra mobile generalizzata di tre mesi per i dipendenti privati o di sei mesi per i dipendenti pubblici.
Per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e per gli iscritti alla Gestione Separata, la pensione decorre normalmente dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono perfezionati tutti i requisiti.
Quando la domanda viene presentata successivamente, la decorrenza può essere fissata, su richiesta dell’interessato, dal primo giorno del mese seguente alla presentazione.
Per i dipendenti pubblici iscritti alle forme esclusive dell’AGO, la pensione decorre generalmente dal giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
Sono inoltre previste regole specifiche per:
- personale scolastico, con decorrenza ordinaria dal 1° settembre;
- personale AFAM, con decorrenza ordinaria dal 1° novembre;
- pensioni conseguite attraverso il cumulo dei periodi assicurativi;
- alcune categorie particolari, come i lavoratori dipendenti invalidi almeno all’80%.
Per i lavoratori dipendenti è comunque necessaria la cessazione del rapporto di lavoro. Non è invece richiesta, come regola generale, la cessazione dell’attività autonoma o parasubordinata.
Pensione di vecchiaia: cosa cambia dal 1° gennaio 2027
Dal 1° gennaio 2027 riprenderà l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.
La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un’applicazione graduale dell’incremento:
- un mese in più nel 2027;
- tre mesi complessivi nel 2028.
Di conseguenza, la pensione di vecchiaia ordinaria richiederà:
| Anno | Pensione di vecchiaia | Pensione anticipata ordinaria uomini | Pensione anticipata ordinaria donne |
|---|---|---|---|
| 2026 | 67 anni | 42 anni e 10 mesi | 41 anni e 10 mesi |
| 2027 | 67 anni e 1 mese | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi |
| 2028 | 67 anni e 3 mesi | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese |
Chi perfeziona tutti i requisiti entro il 31 dicembre 2026 conserva il diritto sulla base dei requisiti vigenti nel 2026. Chi li perfeziona dal 1° gennaio 2027 deve invece verificare il nuovo requisito anagrafico applicabile.
Attività gravose e usuranti: chi mantiene requisiti differenti
Le regole per le attività gravose e per quelle particolarmente faticose e pesanti non sono identiche e non è corretto considerare automaticamente esonerato ogni lavoratore che svolga una mansione impegnativa.
Fino al 31 dicembre 2028:
- i lavoratori addetti ad attività gravose per almeno 7 anni negli ultimi 10 e i lavoratori addetti ad attività particolarmente faticose e pesanti possono, in presenza delle condizioni previste, accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi e almeno 30 anni di contributi;
- i lavoratori addetti ad attività gravose per almeno 6 anni negli ultimi 7 mantengono il requisito di 67 anni con almeno 30 anni di contributi.
La mansione deve rientrare negli elenchi previsti e devono essere rispettati tutti i requisiti relativi alla durata dell’attività e alla contribuzione. La verifica individuale è quindi indispensabile.
Anche per i lavoratori precoci non esiste un’esenzione generalizzata dall’aumento del 2027. Il requisito resta fermo a 41 anni fino al 2028 per le categorie gravose o particolarmente faticose e pesanti indicate dalla legge, mentre per altre categorie tutelate può essere applicato l’adeguamento previsto per il 2027 e il 2028.
Perché nel 2026 è importante controllare la posizione contributiva
Chi compie 67 anni nel corso del 2026 dovrebbe verificare con attenzione:
- la data esatta di maturazione del requisito anagrafico;
- il numero di anni, mesi e settimane di contribuzione accreditata;
- la presenza di eventuali periodi mancanti nell’estratto contributivo;
- la possibilità di utilizzare cumulo, ricongiunzione o totalizzazione;
- la gestione previdenziale dalla quale sarà liquidata la pensione;
- la decorrenza applicabile al proprio rapporto di lavoro.
I periodi figurativi possono essere determinanti per raggiungere il requisito contributivo nel sistema misto. È quindi utile controllare l’estratto conto contributivo INPS e segnalare per tempo eventuali anomalie.
L’aumento previsto dal 2027 riguarda il momento in cui viene perfezionato il requisito. Per questa ragione anche una differenza di poche settimane può incidere sulla data effettiva di accesso alla pensione.
Pensione di vecchiaia 2026: le alternative disponibili
Chi non raggiunge i requisiti per la pensione di vecchiaia può verificare l’eventuale accesso ad altre forme di pensionamento o accompagnamento alla pensione.
L’APE Sociale è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026. Richiede almeno 63 anni e 5 mesi e, generalmente, almeno 30 anni di contribuzione. Per le attività gravose sono normalmente richiesti 36 anni, ridotti a 32 anni per alcune specifiche categorie.
L’APE Sociale è riservata alle categorie tutelate dalla legge, tra cui:
- disoccupati che rispettano le condizioni previste;
- caregiver;
- invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74%;
- lavoratori addetti alle attività gravose individuate dalla normativa.
La pensione anticipata ordinaria resta accessibile nel 2026, indipendentemente dall’età, con:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Per i lavoratori interamente contributivi è prevista anche la pensione anticipata contributiva a 64 anni, con almeno 20 anni di contribuzione effettiva e il rispetto della soglia minima d’importo stabilita dalla legge. La soglia ordinaria è pari a tre volte l’assegno sociale, con valori ridotti per le lavoratrici con figli.
Come presentare la domanda di pensione di vecchiaia
La domanda può essere presentata online sul portale INPS tramite le credenziali personali ammesse, oppure attraverso:
- il Contact Center INPS al numero 803 164 da rete fissa;
- il numero 06 164 164 da rete mobile;
- un ente di patronato abilitato.
Prima della presentazione è opportuno controllare la posizione assicurativa e stabilire la decorrenza corretta. Una domanda tardiva può infatti incidere sulla data di decorrenza del trattamento.
Per i lavoratori dipendenti, l’accesso alla pensione di vecchiaia richiede la cessazione del rapporto di lavoro. La cessazione non è invece richiesta, come regola generale, per le attività autonome e parasubordinate.
ENAC Informa: assistenza per la pensione di vecchiaia
La verifica della posizione contributiva consente di individuare periodi mancanti, contributi figurativi, gestioni previdenziali differenti e possibili strumenti di cumulo.
Il patronato ENAC può assistere il lavoratore nella verifica dell’estratto contributivo, nell’individuazione della prima data utile di pensionamento e nella presentazione telematica della domanda.
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FAQ sulla pensione di vecchiaia 2026
Compio 67 anni a novembre 2026: quando può decorrere la pensione?
Se possiedi anche il requisito contributivo e rientri nelle regole ordinarie, per i lavoratori iscritti all’AGO o alla Gestione Separata la pensione può normalmente decorrere dal primo giorno del mese successivo alla maturazione di tutti i requisiti. Non è prevista una finestra generalizzata di tre mesi. Per i dipendenti pubblici, il personale scolastico, il personale AFAM e alcune categorie particolari valgono decorrenze specifiche.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2027?
Il requisito anagrafico ordinario salirà da 67 anni a 67 anni e 1 mese. Nel 2028 salirà a 67 anni e 3 mesi. Il requisito contributivo ordinario resta pari ad almeno 20 anni, salvo le regole previste per categorie e trattamenti particolari.
Posso sommare contributi versati in gestioni differenti?
In molti casi è possibile utilizzare strumenti come il cumulo gratuito, la ricongiunzione o la totalizzazione. La possibilità concreta dipende però dalle gestioni interessate, dalla tipologia di contribuzione e dal trattamento richiesto. È quindi necessario verificare la posizione individuale prima di scegliere lo strumento.
Sono nel sistema contributivo puro e la mia pensione stimata è bassa: quando posso andare in pensione?
Per accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni, nel 2026, la pensione deve essere almeno pari a 546,24 euro mensili. Se la soglia non viene raggiunta, il percorso alternativo richiede 71 anni di età e almeno 5 anni di contribuzione effettiva, senza un importo minimo della pensione.
Svolgo un’attività gravosa: l’aumento del 2027 si applica anche a me?
Dipende dalla mansione, dal periodo durante il quale è stata svolta e dalla categoria normativa di appartenenza. Alcuni lavoratori gravosi e quelli addetti ad attività particolarmente faticose e pesanti mantengono requisiti differenti fino al 2028, ma non esiste un’esenzione automatica per tutti. È necessario verificare che la mansione rientri negli elenchi previsti e che siano rispettati i requisiti contributivi e temporali.
Conviene presentare domanda nel 2026 o attendere il 2027?
La scelta dipende dalla data di maturazione dei requisiti, dall’importo stimato della pensione, dalla contribuzione che potrebbe essere ancora versata e dal nuovo requisito anagrafico del 2027. Prima di decidere è opportuno confrontare la prima decorrenza disponibile con l’eventuale incremento dell’assegno derivante dalla prosecuzione del lavoro.