Pensione di vecchiaia 2026: requisiti, importi e cosa cambia dal 1° gennaio 2027
Pensioni 2026, Previdenza - 3 Apr 2026
La pensione di vecchiaia 2026 si raggiunge con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi — gli stessi requisiti in vigore dal 2019, confermati anche per quest’anno dal decreto del Ministero dell’Economia del 19 dicembre 2025. Ma il 2026 è l’ultimo anno con questi requisiti: dal 1° gennaio 2027, come confermato dalla Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, l’età pensionabile salirà a 67 anni e 1 mese, e nel 2028 raggiungerà 67 anni e 3 mesi. Per chi è vicino al traguardo, capire la differenza tra andare in pensione nel 2026 e aspettare il 2027 può valere mesi di anticipo — o mesi persi. Questa guida ENAC spiega tutti i requisiti aggiornati, le eccezioni per il sistema contributivo puro, le finestre di attesa e le categorie esonerate dall’aumento del 2027.
Pensione di vecchiaia 2026: i requisiti per il sistema misto
La grande maggioranza dei lavoratori italiani rientra nel sistema misto, cioè ha versato almeno un contributo prima del 31 dicembre 1995. Per questa categoria i requisiti 2026 sono invariati rispetto agli ultimi sette anni: 67 anni di età compiuti entro il 31 dicembre 2026 e almeno 20 anni di contributi, di qualsiasi tipo — obbligatori, volontari, riscattati e figurativi (per malattia, maternità, cassa integrazione, disoccupazione). Non esiste un vincolo sull’importo minimo dell’assegno per il sistema misto.
I 20 anni di contributi possono essere raggiunti sommando contributi versati in gestioni INPS diverse (cumulo contributivo gratuito, introdotto dalla L. 232/2016) o anche contributi versati in un altro Paese dell’Unione Europea o in un Paese extra-UE con cui l’Italia ha una convenzione internazionale in materia di sicurezza sociale.
Pensione di vecchiaia 2026: i requisiti per il sistema contributivo puro
I lavoratori per cui il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996 — i cosiddetti contributivi puri — hanno regole diverse e più stringenti. Per loro esistono due percorsi distinti.
Il percorso ordinario prevede 67 anni di età, almeno 20 anni di contribuzione effettiva (non figurativa) e un assegno mensile lordo almeno pari all’assegno sociale. Per il 2026, l’assegno sociale è fissato a 542,02 euro mensili: la pensione attesa deve essere di almeno tale importo per accedere al pensionamento di vecchiaia ordinario. Chi non raggiunge questa soglia d’importo, pur avendo i requisiti di età e contribuzione, deve attendere l’età alternativa.
Il percorso alternativo — per chi non raggiunge la soglia d’importo — prevede 71 anni di età con almeno 5 anni di contribuzione effettiva, senza vincoli sull’importo dell’assegno. Anche questo requisito, fermo dal 2019, cambierà dal 2027: l’età salirà a 71 anni e 1 mese, poi a 71 anni e 3 mesi nel 2028, in parallelo con l’adeguamento della pensione ordinaria.
Pensione di vecchiaia 2026: la tabella completa dei requisiti
| Categoria lavoratore | Età richiesta 2026 | Contributi richiesti | Importo minimo assegno |
|---|---|---|---|
| Sistema misto (contributi ante 1996) | 67 anni | Almeno 20 anni (anche figurativi) | Nessun vincolo d’importo |
| Sistema contributivo puro (dal 1996) — percorso ordinario | 67 anni | Almeno 20 anni effettivi | ≥ 542,02 euro/mese (assegno sociale 2026) |
| Sistema contributivo puro — percorso alternativo (assegno basso) | 71 anni | Almeno 5 anni effettivi | Nessun vincolo d’importo |
| Lavoratori gravosi o usuranti (D.Lgs. 67/2011) | 66 anni e 7 mesi | Almeno 30 anni + attività gravosa ≥ 6 anni su 7 | Nessun vincolo d’importo |
A questi requisiti si aggiunge, per i dipendenti privati, la finestra di attesa di tre mesi tra la maturazione del diritto e la decorrenza del primo assegno. Per i dipendenti pubblici la finestra è di sei mesi. La finestra va calcolata correttamente: chi compie 67 anni a ottobre 2026 e matura i 20 anni di contributi nello stesso mese riceverà il primo assegno a gennaio 2027 (privati) o ad aprile 2027 (pubblici).
Pensione di vecchiaia 2026: cosa cambia dal 1° gennaio 2027
Il meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita era stato sospeso dal 2019. La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), in combinazione con il decreto direttoriale MEF del 19 dicembre 2025, ha confermato il ritorno di questo adeguamento a partire dal 1° gennaio 2027, con un profilo di incremento graduale. La Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 ha fornito le istruzioni operative.
L’incremento originariamente previsto era di tre mesi secchi dal 2027. La Legge di Bilancio lo ha reso graduale: solo un mese in più nel 2027, poi altri due mesi nel 2028 per arrivare all’incremento pieno di tre mesi. In termini concreti: chi compie 67 anni entro il 31 dicembre 2026 può presentare domanda con i requisiti attuali; chi compie 67 anni dal 1° gennaio 2027 dovrà invece aspettare 67 anni e 1 mese.
| Anno | Età pensione vecchiaia | Pensione anticipata ordinaria (uomini) | Pensione anticipata ordinaria (donne) |
|---|---|---|---|
| 2026 (invariato) | 67 anni | 42 anni e 10 mesi | 41 anni e 10 mesi |
| 2027 (+1 mese) | 67 anni e 1 mese | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi |
| 2028 (+3 mesi totali) | 67 anni e 3 mesi | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese |
Chi è esonerato dall’aumento del 2027
Non tutti i lavoratori subiranno l’incremento del 2027. La Circolare INPS n. 28/2026 ha confermato che i lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose, come definiti dal D.Lgs. 67/2011, mantengono i requisiti attuali senza adeguamenti alla speranza di vita per il biennio 2027-2028. Rientrano in questa deroga i turnisti notturni, i conducenti del trasporto pubblico, gli addetti alla catena di montaggio e le altre categorie usuranti elencate nel decreto.
Per questi lavoratori il requisito rimane fermo a 66 anni e 7 mesi di età con almeno 30 anni di contributi e almeno 6 anni di attività gravosa negli ultimi 7. Anche i lavoratori precoci — con almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni — mantengono il requisito contributivo ridotto a 41 anni senza adeguamento. Sono esclusi dall’incremento del 2027 anche i lavoratori il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996 che accedono alla pensione a 71 anni con soli 5 anni di contributi: per loro l’età salirà a 71 anni e 1 mese solo dal 2027.
Pensione di vecchiaia 2026: perché questo è l’anno giusto per verificare la propria posizione
Chi compie 67 anni tra gennaio e dicembre 2026, o raggiungerà i 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2026, ha un interesse concreto ad agire entro quest’anno. La differenza non è solo di un mese: tenuto conto delle finestre di attesa (3 mesi per i dipendenti privati), chi matura i requisiti il 31 dicembre 2026 riceve il primo assegno ad aprile 2027. Chi invece matura i requisiti il 1° gennaio 2027 dovrà attendere 67 anni e 1 mese — e con la finestra di 3 mesi, il primo assegno arriva a maggio 2027. In apparenza è un solo mese, ma per chi è vicino alla soglia il calcolo preciso della data di maturazione può fare la differenza.
Un elemento spesso sottovalutato riguarda i contributi figurativi: periodi di malattia, maternità, cassa integrazione e disoccupazione concorrono al raggiungimento dei 20 anni nel sistema misto. Chi ritiene di avere una posizione incerta è fortemente consigliato a richiedere l’estratto contributivo INPS per verificare i periodi accreditati effettivi e progettare il momento esatto della domanda.
Pensione di vecchiaia 2026: le alternative per chi non ha ancora i requisiti
Chi non raggiunge i 67 anni entro il 2026 o non ha ancora 20 anni di contributi ha comunque alcune opzioni per anticipare o accompagnare il pensionamento. L’APE Sociale — prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 fino al 31 dicembre 2026 — è accessibile a chi ha compiuto 63 anni e 5 mesi con almeno 30 anni di contributi (36 per i lavori gravosi), a condizione di rientrare in una delle categorie tutelate: disoccupati che hanno esaurito la NASPI, caregiver di familiari con handicap grave, invalidi civili con invalidità pari o superiore al 74%, lavoratori impegnati in mansioni gravose.
La pensione anticipata ordinaria resta accessibile a qualsiasi età con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne — requisito anch’esso invariato nel 2026 e destinato ad aumentare di un mese nel 2027. Per i lavoratori interamente nel sistema contributivo esiste anche la pensione anticipata contributiva a 64 anni, con almeno 20 anni di contributi effettivi e un assegno non inferiore a tre volte l’assegno sociale.
Come fare domanda di pensione di vecchiaia 2026
La domanda di pensione di vecchiaia si presenta esclusivamente in modalità telematica, accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS e selezionando il servizio “Domanda di pensione”. In alternativa si può presentare tramite un patronato abilitato come ENAC, che assiste gratuitamente il lavoratore in tutta la procedura, oppure tramite il Contact Center INPS al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa).
La domanda deve essere presentata prima della decorrenza desiderata, tenendo conto delle finestre di attesa. L’INPS suggerisce di presentarla con un anticipo di almeno tre mesi rispetto alla data di maturazione del diritto, per consentire i tempi di lavorazione della pratica e garantire continuità nel pagamento senza interruzioni tra l’ultimo stipendio e il primo assegno pensionistico.
ENAC Informa: ti aiutiamo a pianificare la tua pensione
Verificare la propria posizione contributiva, calcolare la data esatta di maturazione dei requisiti e decidere se presentare domanda nel 2026 o attendere richiede un’analisi precisa dell’estratto contributivo individuale. Il patronato ENAC offre questo servizio gratuitamente: dalla verifica dei contributi accreditati (inclusi i figurativi spesso dimenticati) alla simulazione dell’assegno atteso, fino alla presentazione della domanda INPS nel momento ottimale.
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Compio 67 anni a novembre 2026: posso andare in pensione subito o devo aspettare?
Puoi presentare domanda non appena maturi i requisiti (67 anni + 20 anni di contributi). Tuttavia, per i dipendenti privati scatta la finestra mobile di 3 mesi: se maturi i requisiti a novembre 2026, il primo assegno arriverà a febbraio 2027. Per i dipendenti pubblici la finestra è di 6 mesi, quindi il primo assegno sarebbe a maggio 2027. Presentare la domanda in anticipo, non appena il diritto è maturato, è fondamentale per non perdere mensilità.
Cosa cambia esattamente dal 1° gennaio 2027 per la pensione di vecchiaia?
Dal 1° gennaio 2027 l’età minima per la pensione di vecchiaia sale da 67 anni a 67 anni e 1 mese, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita confermato dalla Circolare INPS n. 28/2026. Nel 2028 l’età salirà ulteriormente a 67 anni e 3 mesi. Il requisito contributivo di 20 anni rimane invariato in entrambi gli anni.
Ho contributi in diverse gestioni INPS: posso sommarli per raggiungere i 20 anni?
Sì. Grazie al cumulo contributivo gratuito introdotto dalla L. 232/2016, i contributi versati in qualsiasi gestione INPS — fondo lavoratori dipendenti, gestione separata, artigiani, commercianti — si sommano liberamente per raggiungere il requisito dei 20 anni. Il cumulo è possibile anche con contributi versati in Casse professionali, a determinate condizioni. Il patronato ENAC verifica gratuitamente la posizione contributiva complessiva.
Sono una lavoratrice contributiva pura con pensione stimata bassa: quando posso andare in pensione?
Se rientri nel sistema contributivo puro (nessun contributo prima del 1996) e la tua pensione stimata è inferiore a 542,02 euro mensili (assegno sociale 2026), non puoi andare in pensione a 67 anni. L’alternativa è attendere i 71 anni con almeno 5 anni di contributi effettivi, senza vincoli d’importo. In alternativa, valuta l’APE Sociale se rientri nelle categorie tutelate.
Lavoro in un settore gravoso: l’aumento del 2027 mi riguarda?
No. I lavoratori addetti ad attività gravose o usuranti secondo il D.Lgs. 67/2011 sono esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita per il biennio 2027-2028 — come confermato dalla Circolare INPS n. 28/2026. Il tuo requisito anagrafico resta fermo a 66 anni e 7 mesi, con almeno 30 anni di contributi e 6 anni di attività gravosa negli ultimi 7. Verifica con il patronato ENAC che la tua mansione rientri effettivamente nell’elenco del decreto.
Conviene presentare domanda nel 2026 o aspettare il 2027 per avere più contributi?
Dipende dalla tua posizione specifica. Se hai già i 20 anni di contributi e compi 67 anni nel 2026, presentare domanda nel 2026 ti permette di uscire con i requisiti attuali. Se attendere qualche mese ti consente di maturare contributi aggiuntivi che aumentano significativamente l’assegno, potrebbe valere la pena aspettare — ma poi si applicano i requisiti 2027. Il patronato ENAC può elaborare una simulazione comparativa tra le due date di uscita, tenendo conto dell’importo dell’assegno e dell’eventuale aumento dei requisiti dal 2027.