L’UCI chiede un sistema più equo per il riciclo degli imballaggi
Agricoltura - 18 Lug 2025
Secondo la Relazione Generale 2025 del Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai), nel 2024 in Italia sono stati immessi al consumo oltre 14 milioni di tonnellate di imballaggi, con un aumento dello 0,7% rispetto al 2023. Di queste, 10,7 milioni di tonnellate sono state effettivamente avviate a riciclo (+2,1% sull’anno precedente), portando il tasso di riciclo nazionale al 76,7%. Numeri che posizionano l’Italia tra i Paesi europei più virtuosi, con un totale di 12,1 milioni di tonnellate se si considera anche la valorizzazione energetica. Tuttavia, dietro questi dati positivi si nasconde una realtà meno rosea, fatta di costi crescenti e squilibri economici.
Comuni sotto pressione
Come denuncia Mario Serpillo, presidente dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), il sistema attuale è economicamente squilibrato e socialmente iniquo. Nel 2024 i Comuni hanno ricevuto da Conai poco più di 800 milioni di euro per coprire i maggiori oneri della raccolta differenziata, a fronte di oltre 1,5 miliardi di euro di ricavi complessivi del sistema. Ma, secondo amministratori locali e analisti, questi fondi non bastano più a coprire i costi reali. Serpillo chiede con forza di raddoppiare il contributo Conai ai Comuni, per evitare che i territori vengano lasciati soli a garantire servizi essenziali e standard ambientali elevati.
L’impatto nascosto degli imballaggi
Il problema non riguarda solo i Comuni. La filiera agricola subisce un impatto economico diretto dall’aumento dei costi degli imballaggi. Secondo l’ISTAT, nel 2022 i costi degli input produttivi agricoli – tra energia, fertilizzanti, materiali e packaging – sono aumentati del 25,3%, a fronte di un aumento dei prezzi agricoli del solo 17,7%. Il CREA calcola che un agricoltore riceve meno di 6 euro ogni 100 spesi dal consumatore per i prodotti freschi, e appena 2 euro per i trasformati. Serpillo avverte: “Alla fine, questi costi si riversano anche sui cittadini, facendo aumentare i prezzi al consumo.”
Verso un sistema più equo e sostenibile
Per l’UCI è urgente non solo rafforzare il riciclo, ma prevenire la produzione di rifiuti, riducendo e semplificando gli imballaggi, soprattutto nel settore agroalimentare. Serpillo propone di incentivare soluzioni alternative e sostenibili, riducendo l’uso della plastica e promuovendo modelli di riuso, in particolare per le filiere ortofrutticole e i mercati locali. Le filiere corte e le produzioni locali diventano così una chiave strategica per abbattere i costi e l’impatto ambientale.
Un nuovo patto per l’economia circolare
Il presidente UCI lancia un appello al governo e agli enti regolatori: “Serve un nuovo patto tra Consorzi, Comuni, agricoltori e consumatori, basato su una redistribuzione più equa delle risorse, sulla trasparenza dei costi e sull’innovazione reale. Il sistema italiano del riciclo è una risorsa preziosa per l’economia circolare, ma rischia di diventare insostenibile senza interventi coraggiosi.” In gioco c’è non solo la qualità ambientale del Paese, ma anche la giustizia economica per chi lavora ogni giorno nei campi e nei territori.