Legge 132/2025 sull’Intelligenza Artificiale: Italia allineata all’UE
Primo piano - 10 Ott 2025
Con la Legge n. 132 del 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, l’Italia si dota finalmente di una cornice normativa organica sull’uso, lo sviluppo e la sperimentazione dell’intelligenza artificiale (IA). Il provvedimento, composto da 28 articoli suddivisi in sei capi, si ispira ai principi dell’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689), ponendo al centro la tutela della persona, la trasparenza e la sicurezza.
La legge si fonda su un approccio antropocentrico, volto a garantire che i sistemi di IA restino strumenti a servizio dell’uomo e non sostitutivi del giudizio umano.
Principi generali: trasparenza, sicurezza e diritti fondamentali
Il Capo I della legge definisce i principi generali e le finalità. L’obiettivo è promuovere un uso corretto, etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, tutelando diritti, privacy e sicurezza. Sono previsti vincoli specifici per il trattamento dei dati personali, in particolare per i minori: sotto i 14 anni serve il consenso dei genitori, mentre oltre tale soglia è ammesso un consenso autonomo purché le informazioni siano chiare e comprensibili.
Dal punto di vista economico, la norma incoraggia la diffusione dell’IA per rafforzare la competitività delle imprese, promuovere la localizzazione dei server in Italia e favorire la sicurezza nazionale. Restano escluse dall’ambito applicativo le attività di difesa e sicurezza, comunque soggette al rispetto dei diritti fondamentali.
Sanità e pubblica amministrazione: l’IA come strumento di supporto
Nel settore sanitario, l’intelligenza artificiale viene riconosciuta come un alleato per la prevenzione, la diagnosi e la cura, ma non può in alcun caso sostituire il giudizio medico. La legge promuove inoltre l’impiego di soluzioni basate su IA per favorire l’autonomia delle persone con disabilità e migliorare la qualità dei servizi pubblici.
L’articolo 14 disciplina l’uso dell’IA nella pubblica amministrazione, sottolineando la necessità che i sistemi siano strumentali e non decisionali, sempre nel rispetto dei principi di tracciabilità e trasparenza.
Lavoro, professioni e diritto d’autore
Una parte significativa del testo riguarda il mondo del lavoro e le professioni intellettuali. L’articolo 11 promuove l’uso dell’IA per migliorare le condizioni lavorative e la produttività, nel pieno rispetto della dignità umana. L’articolo 12 istituisce l’Osservatorio nazionale sull’IA nel lavoro, con il compito di monitorare gli effetti occupazionali e promuovere la formazione.
Per i professionisti, l’articolo 13 stabilisce che l’intelligenza artificiale può essere utilizzata solo come supporto, restando il professionista pienamente responsabile della prestazione. È inoltre obbligatorio informare i clienti qualora si faccia uso di strumenti di IA. Sul fronte del diritto d’autore, la legge chiarisce che anche le opere generate con l’ausilio di IA devono rispettare la normativa vigente, tutelando i diritti degli autori umani.
Governance, sanzioni e obblighi per i professionisti
La governance dell’intelligenza artificiale è affidata all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che avranno compiti di coordinamento, vigilanza e aggiornamento della Strategia nazionale per l’IA. Il provvedimento introduce anche un primo nucleo di sanzioni per l’uso ingannevole o pericoloso dei sistemi di IA e conferma la clausola di invarianza finanziaria. Sul piano professionale, la legge 132/2025 sancisce due obblighi fondamentali:
- l’IA può essere impiegata solo come strumento di supporto all’attività intellettuale;
- il cliente deve essere informato in modo chiaro e comprensibile sull’uso di tali sistemi.
L’obbligo riguarda anche le professioni non organizzate in ordini (legge 4/2013). Pur in assenza di sanzioni dirette, la mancata informazione rientra nei doveri deontologici e potrà comportare provvedimenti disciplinari.
Gli ordini professionali e le associazioni di categoria stanno già predisponendo linee guida e percorsi di formazione obbligatori, in attesa del decreto attuativo che disciplinerà le modalità operative.