Indennità di Accompagnamento 2025: la Cassazione chiarisce i nuovi criteri per il diritto

Previdenza - 13 Nov 2025

Con l’ordinanza n. 28212 del 2025, la Corte di Cassazione ha ridefinito in modo significativo i criteri per ottenere l’indennità di accompagnamento. La sentenza stabilisce che il beneficio può essere riconosciuto anche nei casi in cui il soggetto richieda una supervisione continua per compiere le attività quotidiane, e non solo quando sia totalmente incapace di deambulare o di svolgere gli atti elementari della vita.
Questo nuovo orientamento amplia la tutela per molte persone con gravi limitazioni funzionali, valorizzando il principio di assistenza continuativa come requisito determinante.

Cos’è l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica erogata dall’INPS a favore degli invalidi civili riconosciuti totalmente inabili. Il contributo è destinato a chi necessita di assistenza costante per la deambulazione o per lo svolgimento degli atti quotidiani, come vestirsi, lavarsi o alimentarsi.
Non è soggetta a limiti di reddito e può essere richiesta indipendentemente dall’età, purché vi sia una certificazione medica che attesti la condizione di non autosufficienza.

Il concetto di “supervisione” nella nuova interpretazione

La Cassazione ha sottolineato che il bisogno di “supervisione” non deve essere confuso con un’assistenza occasionale. È sufficiente che la persona necessiti di una presenza vigile e costante, anche solo per prevenire cadute o comportamenti pericolosi.
Questo principio amplia il campo di applicazione del beneficio, includendo soggetti con malattie neurodegenerative, disorientamento cognitivo o instabilità motoria. Si tratta di un cambiamento rilevante rispetto all’interpretazione più restrittiva adottata in passato.

Come presentare la domanda all’INPS

Per richiedere l’indennità di accompagnamento occorre seguire la procedura telematica disponibile sul portale INPS, allegando la documentazione sanitaria aggiornata. In caso di diniego, è possibile proporre ricorso giudiziario, anche sulla base dei nuovi principi stabiliti dalla Cassazione.
È consigliabile rivolgersi a un CAF o a un patronato per ricevere assistenza nella compilazione della domanda e nella raccolta dei certificati medici richiesti.

Cosa cambia per i cittadini nel 2025

La pronuncia della Cassazione rappresenta un importante passo avanti nel riconoscimento dei diritti delle persone fragili. I nuovi criteri favoriscono una valutazione più umana e realistica delle difficoltà quotidiane, valorizzando il bisogno di tutela e presenza costante.
Per i cittadini e le famiglie, questo significa una maggiore possibilità di accedere al beneficio economico e un riconoscimento concreto delle condizioni di non autosufficienza.