Busta paga dipendenti 2026: IRPEF al 33%, detrazioni aggiornate e tutte le novità in busta

Lavoro - 16 Mar 2026

Aggiornato al 15/06/2026

La busta paga dei dipendenti nel 2026 cambia in modo concreto e misurabile. La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) ha ridotto l’aliquota IRPEF sul secondo scaglione di reddito dal 35% al 33%, con un risparmio fiscale massimo di 440 euro annui per chi ha un reddito tra 28.000 e 50.000 euro. Vengono confermate la detrazione per lavoro dipendente a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro e la no tax area a 8.500 euro. I premi di produttività scendono all’1% di imposta sostitutiva (era 5%) fino a 5.000 euro per lavoratori con reddito fino a 80.000 euro. I fringe benefit diventano strutturali a 1.000 euro (2.000 euro con figli a carico). Il testo normativo completo è consultabile su Normattiva — Legge n. 199/2025, mentre le istruzioni operative sono nella sezione Certificazione Unica 2026 dell’Agenzia delle Entrate. In questa guida trovi tutte le novità sulla busta paga 2026, gli importi precisi e come verificare che le trattenute siano corrette.

IRPEF 2026: i tre scaglioni e la novità del 33%

Dal 1° gennaio 2026 la struttura IRPEF si consolida su tre scaglioni, con una modifica rilevante rispetto al 2025: la seconda aliquota scende di due punti percentuali.

Scaglione di reddito Aliquota 2025 Aliquota 2026 Variazione
Fino a 28.000 euro 23% 23% Invariato
Da 28.001 a 50.000 euro 35% 33% ⬇️ −2 punti
Oltre 50.000 euro 43% 43% Invariato

Il beneficio si applica solo alla parte di reddito che eccede i 28.000 euro. Per un lavoratore con reddito annuo di 35.000 euro, la riduzione riguarda i 7.000 euro eccedenti: il risparmio è di 140 euro annui (2% × 7.000). Per chi si avvicina ai 50.000 euro, il risparmio massimo raggiunge 440 euro annui (2% × 22.000 euro). Chi guadagna meno di 28.000 euro non vede variazioni sull’aliquota marginale, ma beneficia già della no tax area e delle detrazioni per lavoro dipendente.

Attenzione per i redditi sopra 200.000 euro: per compensare il taglio dell’aliquota, viene introdotta una riduzione forfettaria di 440 euro sulle detrazioni per oneri al 19% (escluse le spese sanitarie). In sostanza, il risparmio sul secondo scaglione viene azzerato per i redditi molto elevati.

Detrazioni per lavoro dipendente 2026: gli importi confermati

Le detrazioni per lavoro dipendente vengono applicate direttamente in busta paga dal datore di lavoro come sostituto d’imposta, riducendo l’IRPEF mensile trattenuta. Nel 2026 gli importi sono confermati nella struttura introdotta dal D.Lgs. 216/2023.

Reddito complessivo annuo Detrazione spettante
Fino a 8.500 euro (no tax area) IRPEF = 0 — nessuna imposta dovuta
Da 8.500 a 15.000 euro 1.955 euro (importo massimo)
Da 15.001 a 50.000 euro Decrescente progressivamente — minimo garantito 690 euro
Oltre 50.000 euro 690 euro fissi

Le detrazioni si calcolano sui giorni effettivi di rapporto di lavoro nell’anno, festività e riposi inclusi. Non si calcolano per i giorni di aspettativa non retribuita. Il conguaglio finale avviene a dicembre o in sede di dichiarazione dei redditi tramite il 730/2026.

Bonus integrativo per redditi bassi: le percentuali 2026

Per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 20.000 euro è confermato il bonus integrativo in busta paga, non soggetto a IRPEF né a contribuzione INPS. L’importo si calcola applicando al reddito da lavoro dipendente le seguenti percentuali.

Reddito da lavoro dipendente Percentuale bonus
Fino a 8.500 euro 7,1%
Da 8.500 a 15.000 euro 5,3%
Da 15.000 a 20.000 euro 4,8%

Premi di produttività 2026: tassazione all’1%

La novità più significativa per chi riceve premi aziendali è la riduzione dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività all’1% (era 5%), introdotta dalla L. 199/2025 per il 2026 e il 2027. Si applica a premi di risultato e somme legate alla produttività, somme erogate a titolo di partecipazione agli utili aziendali, con tetto massimo di 5.000 euro lordi (era 3.000 euro) e condizione che il reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente non superi 80.000 euro. Per i dipendenti con reddito fino a 33.000 euro, gli aumenti contrattuali e le indennità collegate a condizioni di lavoro più impegnative sono tassati con un’imposta sostitutiva del 5%. L’Agenzia delle Entrate ha istituito i relativi codici tributo con la Risoluzione n. 3 del 29 gennaio 2026.

Fringe benefit 2026: soglie strutturali e buoni pasto

I benefit aziendali — buoni pasto, auto aziendale, rimborsi utenze, contributi affitto — hanno soglie di esenzione fiscale rese strutturali dalla Legge di Bilancio 2026: 1.000 euro annui per la generalità dei dipendenti e 2.000 euro annui per i lavoratori con figli a carico. I buoni pasto elettronici sono esenti fino a 10 euro al giorno (era 8 euro). Entro questi limiti, i benefit non concorrono a formare il reddito imponibile IRPEF e non sono soggetti a contribuzione previdenziale. Possono essere inclusi rimborsi per utenze domestiche (luce, gas, acqua) e il canone di locazione della prima casa.

Esonero contributivo per le mamme lavoratrici

Confermato anche per il 2026 l’esonero dalla quota dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice (9,19%) per le madri con almeno due figli. L’esonero è totale per le madri con tre o più figli fino al compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo, e parziale per le madri con due figli fino al decimo anno del figlio più piccolo. Per i dettagli completi consulta il nostro articolo sul bonus mamme lavoratrici 2026.

Previdenza complementare: deduzione aumentata dal 1° luglio 2026

Dal 1° luglio 2026 aumenta il tetto dei contributi deducibili versati a fondi pensione complementare: da 5.164,57 a 5.300 euro annui. Chi versa contributi volontari a un fondo pensione potrà dedurli interamente fino a questa nuova soglia, riducendo ulteriormente il reddito imponibile IRPEF.

Come leggere la busta paga 2026: cosa controllare

Con le nuove aliquote in vigore da gennaio 2026, ogni lavoratore può verificare autonomamente che le trattenute siano corrette controllando tre voci nella busta paga. La prima è l’aliquota IRPEF applicata: se il reddito annuo supera i 28.000 euro, la quota eccedente deve essere tassata al 33%, non più al 35%. La seconda è la detrazione per lavoro dipendente: deve essere presente e corrispondente alla fascia di reddito. La terza è la Certificazione Unica 2026 (CU), disponibile dal 13 marzo: confrontando la CU con le buste paga mensili è possibile verificare che le ritenute cumulate siano corrette prima di presentare il 730.

ENAC Informa: assistenza sulla busta paga e il 730 2026

Gli operatori ENAC supportano i lavoratori dipendenti nella verifica della corretta applicazione delle nuove aliquote IRPEF, nel controllo della Certificazione Unica 2026 e nella presentazione del 730 precompilato 2026. Se hai ricevuto premi di produttività nel 2025 o hai cambiato datore di lavoro nell’anno, è particolarmente importante verificare che il conguaglio sia stato effettuato correttamente. Consulta anche la nostra guida sulle novità del 730 2026 e su NASpI 2026. Trova lo sportello ENAC più vicino a te.

FAQ — busta paga dipendenti 2026

Domande frequenti su aumenti, premi produttività, fringe benefit e CU 2026

Quanto aumenta il netto in busta paga nel 2026?
Dipende dal reddito. Chi guadagna meno di 28.000 euro annui non vede variazioni sull’aliquota IRPEF. Chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro risparmia fino a 440 euro annui grazie alla riduzione dell’aliquota dal 35% al 33%. Il beneficio cresce progressivamente: a 35.000 euro di reddito il risparmio e’ circa 140 euro annui.

Le modifiche IRPEF sono automatiche in busta paga?
Si’. Il datore di lavoro in qualita’ di sostituto d’imposta applica le nuove aliquote automaticamente. Se a giugno la busta paga non riflette ancora la riduzione, e’ probabile che il software paghe non sia stato aggiornato: segnalalo all’ufficio del personale.

Cosa cambia per i premi di produttivita’ nel 2026?
L’imposta sostitutiva scende dal 5% all’1% per premi fino a 5.000 euro (tetto precedente: 3.000 euro), per lavoratori con reddito fino a 80.000 euro. E’ la novita’ piu’ conveniente per chi riceve bonus aziendali nel 2026 e nel 2027.

I fringe benefit sono cambiati nel 2026?
Le soglie di esenzione sono state rese strutturali: 1.000 euro per tutti i dipendenti, 2.000 euro per chi ha figli a carico. I buoni pasto elettronici sono esenti fino a 10 euro al giorno (era 8 euro). Questi importi non concorrono al reddito imponibile.

Cosa devo fare con la Certificazione Unica 2026?
La CU 2026 — disponibile dal 13 marzo — certifica i redditi e le ritenute del 2025. Va confrontata con le buste paga ricevute nell’anno per verificare la correttezza del conguaglio fiscale. I dati della CU vengono usati dall’Agenzia delle Entrate per precompilare il 730. Non va allegata alla dichiarazione: i dati passano automaticamente.

Ho cambiato lavoro nel 2025: devo fare il 730?
Quasi certamente si’. Con piu’ datori di lavoro nell’anno, nessuno ha effettuato il conguaglio complessivo IRPEF. Potresti dover versare un saldo o aver diritto a un rimborso. Presentare il 730 con l’assistenza di uno sportello ENAC e’ la soluzione piu’ sicura.