Badanti: arrivano le linee guida nazionali per la formazione
Primo piano - 23 Set 2025
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme a Istruzione e Università, ha pubblicato le linee guida nazionali per la formazione delle badanti. Si tratta di un documento atteso da anni che fissa gli standard minimi in tutto il territorio italiano, garantendo un percorso uniforme e riconosciuto. L’obiettivo è duplice: offrire qualità e professionalità ai servizi di assistenza, ma anche valorizzare le competenze di chi già opera come assistente familiare, riconoscendo la loro esperienza.
Il profilo dell’assistente familiare
La figura dell’assistente familiare viene delineata come quella di un operatore che presta assistenza diretta a persone anziane o non autosufficienti, prevalentemente al domicilio. I compiti comprendono igiene personale, cura della casa, preparazione dei pasti, accompagnamento alle visite e sostegno emotivo. In alcuni casi, le badanti possono occuparsi di pratiche amministrative o di rapporti con i servizi sanitari locali. La definizione non ha ancora carattere regolamentato, ma punta a consolidare la qualificazione professionale delle badanti in coerenza con i contratti collettivi e con il Repertorio nazionale delle qualificazioni.
Competenze e standard formativi
Le linee guida fissano un quadro preciso di competenze che ogni assistente familiare dovrà possedere:
- Competenze tecnico-professionali: assistenza alla persona e gestione dei bisogni quotidiani.
- Salute e sicurezza: nozioni di primo soccorso, prevenzione e conoscenza delle patologie croniche.
- Competenze sociali e personali: empatia, flessibilità e capacità relazionali.
- Competenze digitali: livello minimo 3 DigComp per comunicare con familiari e servizi.
- Lingua italiana: livello minimo B1 per garantire comprensione e comunicazione.
La qualifica di assistente familiare viene collocata al livello 2 del Quadro nazionale delle qualificazioni e dell’EQF europeo.
Corsi di formazione e certificazione
I percorsi formativi avranno una durata minima di 70 ore, comprensive di orientamento, tirocinio e moduli di aggiornamento. È prevista la formazione a distanza fino al 50% del monte ore, ma le attività pratiche dovranno svolgersi in presenza. Per accedere ai corsi è necessario essere maggiorenni, avere un livello minimo A2 di lingua italiana e, per i cittadini stranieri, un regolare permesso di soggiorno.
Al termine del percorso le Regioni rilasceranno un certificato di qualificazione professionale, valido su tutto il territorio nazionale e utile per l’iscrizione agli elenchi regionali degli assistenti familiari.
Tempi di attuazione e fase transitoria
Le linee guida, approvate in Conferenza Stato-Regioni, dovranno essere recepite entro otto mesi, quindi entro maggio 2026. La transizione sarà agevolata dal riconoscimento delle competenze pregresse, comprese quelle certificate secondo la norma UNI 11766:2019. In questo modo, chi ha già esperienza nel settore potrà ottenere il riconoscimento ufficiale senza dover ripetere interamente il percorso formativo.