Assegno di Invalidità Contributivo: Nuova Integrazione al Minimo dal 2025 — Istruzioni INPS per Domande e Ricorsi
Invalidità e Disabilità, Pensioni 2026 - 26 Feb 2026
Aggiornato al 26 febbraio 2026 — Con la circolare INPS n. 20 del 25 febbraio 2026, l’Istituto ha fornito le istruzioni operative per applicare la sentenza della Corte Costituzionale n. 94 del 3 luglio 2025. La Consulta ha dichiarato incostituzionale la norma che escludeva dall’integrazione al trattamento minimo l’assegno ordinario di invalidità (AOI) liquidato interamente con il sistema contributivo. Dal 1° agosto 2025 anche questi assegni possono essere integrati fino alla soglia minima INPS, con importanti conseguenze per chi ha già presentato domanda o ha ricorsi pendenti. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto, da quando, come presentare la domanda e cosa fare se la richiesta è stata rifiutata.
Cos’è l’Assegno Ordinario di Invalidità e Chi ne ha Diritto
L’assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione pensionistica disciplinata dall’articolo 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222. Viene riconosciuto ai lavoratori la cui capacità lavorativa risulti ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale. Non è reversibile — cioè non spetta ai superstiti in caso di decesso del titolare — e si distingue dalla pensione di inabilità assoluta, che richiede invece l’incapacità lavorativa totale e permanente.
Per ottenere l’AOI occorrono almeno 5 anni di contributi complessivi, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la domanda. L’assegno viene confermato ogni tre anni previo accertamento medico, e si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia al raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla legge.
La Sentenza della Corte Costituzionale n. 94/2025: Cosa Cambia
Prima della sentenza n. 94/2025 della Corte Costituzionale, l’INPS riconosceva l’integrazione al trattamento minimo soltanto per gli assegni ordinari di invalidità liquidati con il sistema retributivo o con il sistema misto. Gli assegni calcolati interamente con il sistema contributivo — ovvero quelli dei lavoratori con contribuzione versata interamente dopo il 1° gennaio 1996 — erano esclusi dall’integrazione per effetto dell’articolo 1, comma 16, della legge n. 335/1995.
Con la sentenza pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 luglio 2025, la Corte ha dichiarato tale esclusione incostituzionale. Il ragionamento della Consulta è chiaro: non è giustificabile che due lavoratori con lo stesso grado di invalidità e lo stesso basso importo di assegno ricevano un trattamento economico diverso a seconda del sistema di calcolo applicato. L’integrazione al minimo è una misura assistenziale che tutela la dignità economica del titolare: negarne l’accesso ai soli contributivi puri viola il principio di uguaglianza.
| Evento | Data | Effetto |
|---|---|---|
| Sentenza Corte Costituzionale n. 94/2025 | 3 luglio 2025 | Dichiarata incostituzionale l’esclusione AOI contributivo |
| Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale | 9 luglio 2025 | Decorrenza degli effetti giuridici dal giorno successivo |
| Prima decorrenza integrazione al minimo | 1° agosto 2025 | Primo mese in cui l’integrazione può essere erogata |
| Circolare INPS n. 20/2026 | 25 febbraio 2026 | Istruzioni operative per domande, ricorsi e riesami |
Chi ha Diritto alla Nuova Integrazione al Minimo: le Categorie Ammesse
A seguito della sentenza e delle istruzioni fornite dalla circolare INPS n. 20/2026, l’integrazione al trattamento minimo si applica ora anche agli assegni ordinari di invalidità nelle seguenti situazioni:
Rientrano nel nuovo diritto all’integrazione gli assegni liquidati interamente con il sistema contributivo (contribuzione versata dal 1° gennaio 1996), quelli liquidati a seguito di opzione per il sistema contributivo ai sensi dell’articolo 1, comma 23, della legge n. 335/1995, e gli assegni liquidati a carico della Gestione Separata, anche in caso di computo ai sensi del D.M. n. 282/1996.
L’integrazione copre la differenza tra l’importo dell’assegno calcolato e la soglia del trattamento minimo INPS della gestione di riferimento. Nel 2026 il trattamento minimo è pari a 611,85 euro mensili. Se l’assegno di invalidità contributivo è inferiore a questa soglia, l’INPS integra la differenza con onere a carico della GIAS (Gestione degli Interventi Assistenziali e di Sostegno alle gestioni previdenziali).
Le Regole dell’Integrazione al Minimo: Tre Aspetti Fondamentali
La circolare INPS n. 20/2026 chiarisce tre aspetti tecnici che è importante conoscere per gestire correttamente la posizione del titolare.
Il primo riguarda l’assenza di integrazione parziale: l’integrazione funziona in modo “tutto o niente”. Se il titolare rispetta i requisiti reddituali, riceve l’integrazione piena fino alla soglia minima; se li supera, perde l’intera integrazione senza gradualità. Non esiste una quota parziale proporzionale al reddito.
Il secondo punto riguarda la cosiddetta “cristallizzazione”: per l’AOI non opera il meccanismo della cristallizzazione dell’importo, che invece si applica ad altre prestazioni. Questo significa che l’integrazione può essere persa e riacquisita nel tempo al variare della situazione reddituale del titolare.
Il terzo aspetto, sottolineato con forza dalla circolare, è che il superamento dei limiti reddituali comporta la perdita integrale del diritto all’integrazione. Il titolare è tenuto a comunicare all’INPS i redditi rilevanti, anche in via presuntiva. In assenza di tale comunicazione, l’integrazione non viene erogata e il titolare deve presentare domanda di ricostituzione reddituale.
| Regola | Dettaglio |
|---|---|
| Nessuna integrazione parziale | Si riceve l’integrazione piena oppure non si riceve nulla: non esistono importi graduali |
| Nessuna cristallizzazione | L’integrazione può essere persa e riacquisita al variare del reddito dichiarato |
| Reddito obbligatorio | Il titolare deve comunicare i redditi rilevanti; in assenza, l’integrazione non viene erogata |
| Superamento soglia reddituale | Comporta la perdita integrale del diritto, non una riduzione proporzionale |
Come Presentare la Domanda di Integrazione al Minimo
Se sei titolare di un assegno ordinario di invalidità calcolato con il sistema contributivo e il tuo importo mensile è inferiore al trattamento minimo INPS (611,85 euro nel 2026), puoi richiedere l’integrazione presentando domanda di ricostituzione reddituale all’INPS.
La domanda può essere presentata direttamente sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato o un CAF abilitato. Con la domanda devi comunicare i tuoi redditi rilevanti ai fini del calcolo dell’integrazione: redditi da lavoro dipendente o autonomo, rendite, pensioni estere e altri redditi soggetti a IRPEF. La dichiarazione reddituale può essere presentata anche in via presuntiva se non hai ancora il dato definitivo.
Per chi si rivolge a un operatore ENAC, è possibile verificare in anticipo se l’importo dell’assegno è inferiore alla soglia minima, calcolare il beneficio atteso e predisporre la documentazione necessaria per la domanda nel modo corretto.
Domande Rifiutate e Ricorsi Pendenti: Cosa Fare Ora
La circolare INPS n. 20/2026 stabilisce regole precise anche per chi aveva già presentato domanda di integrazione in passato e si era visto rifiutare la prestazione proprio perché titolare di un AOI contributivo puro.
Le richieste presentate dopo il 9 luglio 2025 o ancora giacenti a quella data, così come quelle già definite in senso negativo sulla base della norma dichiarata incostituzionale, possono essere riesaminate su istanza dell’interessato. L’unica eccezione riguarda le domande già definite con sentenza passata in giudicato: in quel caso il riesame non è possibile.
Le nuove istruzioni si applicano anche ai ricorsi pendenti davanti ai giudici del lavoro o alle commissioni di ricorso INPS: se il giudizio non si è ancora concluso con pronuncia definitiva, il titolare può beneficiare della nuova disciplina. Se hai un ricorso pendente o una domanda respinta, rivolgiti subito a uno sportello ENAC per valutare i tempi e le modalità corrette per richiedere il riesame.
Trasformazione in Pensione di Vecchiaia: Cosa Cambia per i Contributivi
L’assegno ordinario di invalidità si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia al maturare dei requisiti previsti dalla legge. Per i soggetti nel sistema contributivo, nel biennio 2025-2026 sono previste due soglie di accesso alla vecchiaia.
La prima prevede 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi e un importo di pensione non inferiore all’assegno sociale (circa 546 euro mensili). La seconda, più accessibile sul fronte contributivo, prevede 71 anni di età con almeno 5 anni di contribuzione effettiva, indipendentemente dall’importo dell’assegno.
Un punto tecnico importante da tenere presente: la pensione di vecchiaia liquidata con il sistema contributivo non è integrabile al trattamento minimo. Questo significa che al momento della trasformazione dell’AOI in pensione di vecchiaia, il titolare potrebbe perdere l’integrazione che stava ricevendo sull’assegno di invalidità. La circolare INPS chiarisce inoltre che ai fini del confronto tra l’importo dell’AOI e quello della pensione di vecchiaia, si considera l’AOI “a calcolo” — cioè senza l’integrazione al minimo — per evitare che la trasformazione risulti svantaggiosa per il titolare.
ENAC Informa: Supporto per Titolari di Assegno di Invalidità
La sentenza della Corte Costituzionale e le istruzioni della circolare INPS n. 20/2026 aprono una finestra importante per molti titolari di assegno ordinario di invalidità che negli anni si sono visti negare l’integrazione al minimo. Verificare se si ha diritto, presentare la domanda nei modi corretti e valutare i ricorsi pendenti richiede competenza aggiornata e attenzione ai dettagli tecnici.
Gli operatori ENAC sono a disposizione per analizzare la tua posizione individuale, verificare l’importo del tuo assegno, calcolare il beneficio atteso e accompagnarti nella presentazione della domanda di ricostituzione reddituale. Approfondisci nella nostra guida completa alle pensioni 2026 e nella sezione sulle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità. Per un appuntamento, trova lo sportello ENAC più vicino a te. Per approfondire il testo della circolare consulta il portale ufficiale INPS.
FAQ — Assegno di Invalidità Contributivo e Integrazione al Minimo 2026
Cos’è l’assegno ordinario di invalidità contributivo?
È la prestazione INPS riconosciuta ai lavoratori con capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo, calcolata interamente con il sistema contributivo perché tutta la contribuzione è stata versata dopo il 1° gennaio 1996. Prima della sentenza della Corte Costituzionale n. 94/2025 non poteva essere integrata fino alla soglia del trattamento minimo INPS.
Da quando spetta la nuova integrazione al minimo per l’AOI contributivo?
Dal 1° agosto 2025, ovvero dal primo giorno del mese successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale in Gazzetta Ufficiale (9 luglio 2025). Non è possibile ottenere l’integrazione per periodi anteriori a questa data.
Quanto vale l’integrazione al trattamento minimo nel 2026?
Il trattamento minimo INPS nel 2026 è pari a 611,85 euro mensili. Se il tuo assegno di invalidità contributivo è inferiore a questa soglia, hai diritto a ricevere la differenza come integrazione, subordinatamente al rispetto dei limiti reddituali previsti dalla legge.
Ho presentato domanda di integrazione in passato e mi è stata rifiutata: posso riaverla?
Sì, se la domanda è stata respinta dopo il 9 luglio 2025 o era ancora giacente a quella data. Puoi chiedere all’INPS il riesame della posizione. Anche i ricorsi pendenti davanti ai giudici del lavoro beneficiano delle nuove istruzioni. L’unico caso escluso è quello delle sentenze già passate in giudicato.
L’integrazione al minimo si perde quando l’AOI si trasforma in pensione di vecchiaia?
Sì. La pensione di vecchiaia liquidata con il sistema contributivo non è integrabile al trattamento minimo. Al momento della trasformazione, l’integrazione cessa. L’INPS confronta l’importo della pensione con quello dell’AOI “a calcolo” (senza integrazione) per garantire che la trasformazione non sia economicamente svantaggiosa per il titolare.
Come faccio a sapere se il mio assegno di invalidità è calcolato con il sistema contributivo?
Puoi verificarlo sul cedolino pensione disponibile sul portale INPS con SPID o CIE, oppure rivolgendoti a uno sportello ENAC. Gli operatori possono consultare la tua posizione previdenziale e confermarti il sistema di calcolo applicato e l’eventuale diritto all’integrazione.