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Amianto, nuove tutele per i lavoratori

Primo piano - 13 Ott 2025

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Autore: Redazione ENAC Informa  •  Data: 13 Ott 2025

Nel corso della riunione dell’8 ottobre 2025, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2023/2668, che aggiorna la storica direttiva 2009/148/CE sull’amianto. L’obiettivo del provvedimento è rafforzare la protezione dei lavoratori esposti al rischio di fibre di amianto, introducendo limiti più stringenti, nuovi obblighi di formazione e una conservazione prolungata della documentazione sanitaria. Il testo rappresenta uno dei più significativi interventi in materia di sicurezza sul lavoro degli ultimi anni, in linea con i più recenti orientamenti europei e con l’evoluzione delle conoscenze scientifiche sui rischi legati all’amianto.

Le principali novità del decreto

Tra le disposizioni più rilevanti figurano:

  • riduzione drastica del limite di esposizione professionale, che passa da 100.000 a 2.000 fibre per metro cubo;
  • obbligo di valutare la priorità di rimozione dell’amianto negli edifici e nelle navi, rispetto a interventi di confinamento o incapsulamento;
  • potenziamento della formazione dei lavoratori e delle imprese che operano nel settore, con programmi specifici e certificazione obbligatoria delle competenze;
  • conservazione delle cartelle sanitarie per 40 anni dopo la fine dell’esposizione, per garantire un monitoraggio di lungo periodo e la tracciabilità dei rischi professionali.

Si tratta di misure che puntano a ridurre al minimo l’esposizione e a favorire la rimozione controllata dei materiali contenenti amianto, mantenendo la tutela dei lavoratori come priorità assoluta.

Le linee guida europee: priorità alla rimozione e nuovi limiti di esposizione

La direttiva (UE) 2023/2668, pubblicata il 22 novembre 2023, ha aggiornato il quadro normativo europeo alla luce delle più recenti evidenze scientifiche. Il testo impone un approccio che privilegia la rimozione dell’amianto, da valutare già in sede di analisi del rischio, e si applica a tutte le attività che comportano esposizione — anche potenziale — a polveri o fibre di amianto. I nuovi valori limite di esposizione media ponderata su 8 ore (TWA) sono così fissati:

  • Fino al 20 dicembre 2029: massimo 0,01 fibre/cm³;
  • Dal 21 dicembre 2029: 0,01 fibre/cm³ (conteggiando anche le fibre sottili <0,2 μm) oppure 0,002 fibre/cm³, secondo le scelte dei singoli Stati membri.

La direttiva impone anche nuove metodiche di misurazione, con l’uso di microscopia elettronica e campionamenti rappresentativi dell’esposizione personale durante specifiche fasi operative.

Obblighi per i datori di lavoro e misure operative

Il decreto prevede una serie di adempimenti per i datori di lavoro, tra cui:

  • la valutazione del rischio legata alla natura e al grado di esposizione;
  • la notifica preventiva all’autorità competente in caso di lavori che possano comportare esposizione all’amianto;
  • la predisposizione di procedure di decontaminazione, aspirazione alla fonte e ventilazione controllata negli ambienti chiusi;
  • la limitazione del numero di lavoratori esposti e l’adozione di dispositivi di protezione individuale (DPI) regolati individualmente e verificati nella loro idoneità.

Sono inoltre previsti registri delle esposizioni accessibili ai lavoratori e elenchi pubblici per le imprese autorizzate alla demolizione o rimozione di materiali contenenti amianto. In caso di superamento dei limiti, le attività dovranno essere interrotte immediatamente e riprese solo dopo l’adozione delle misure correttive e la verifica delle cause dell’anomalia.

Formazione, monitoraggio e tutela sanitaria

Particolare attenzione viene dedicata alla formazione obbligatoria, che diventa condizione essenziale per poter operare in contesti a rischio amianto. Ogni lavoratore riceverà un certificato di formazione con indicazione di data, durata, contenuti, lingua e soggetto formatore.
Il decreto estende inoltre la durata della sorveglianza sanitaria e la conservazione dei dati sanitari e formativi fino a 40 anni dopo l’esposizione, garantendo una tracciabilità completa e una tutela sanitaria duratura.

Un impegno di lungo periodo

Il recepimento della direttiva (UE) 2023/2668 rappresenta un passo decisivo verso una maggiore tutela dei lavoratori e una prevenzione strutturale dei rischi derivanti dall’amianto. L’Italia si allinea così agli standard europei più avanzati, puntando su prevenzione, monitoraggio e formazione come strumenti fondamentali per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.

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