Addio a Francesco Leone, il vicepresidente dell’UCI
Agricoltura - 28 Lug 2025
Con la scomparsa di Francesco Leone, per tutti Ciccio, l’Unione Coltivatori Italiani non perde solo un Vicepresidente: perde una guida, un amico, un uomo capace di coniugare strategia e umanità. In lui convivevano l’intelligenza pragmatica del politico e la saggezza discreta di chi sa ascoltare. Il suo ruolo non era solo quello di affiancare il Presidente: era un punto di equilibrio, una presenza costante, attenta, mai invadente. Come un custode silenzioso dell’identità dell’UCI.
Il volto umano della leadership
Ciccio incarnava una forma rara di leadership naturale. Più simile a un Richelieu in chiave mediterranea che a un uomo da prima linea, sapeva costruire ponti, evitare conflitti, leggere le persone prima ancora delle situazioni. Amava la sua terra di Sicilia, le cene semplici, la compagnia di amici e colleghi, ma non rinunciava mai all’eleganza d’animo e di pensiero. Parlava poco, ma quando lo faceva, ogni parola pesava come un anello inciso. Più che un dirigente, era “lo zio Ciccio”: familiare, presente, rassicurante.
Un sodalizio lungo una vita con il Presidente Serpillo
Il legame con il Presidente Mario Serpillo ha segnato un’intera fase dell’UCI: una collaborazione intensa e complementare, fatta di fiducia, rispetto e sintonia. Insieme hanno affrontato le stagioni difficili, riportando l’Organizzazione fuori da acque burrascose, fino a farla diventare una realtà solida, riconosciuta. Tra loro, più che un rapporto istituzionale, c’era una vera amicizia: quella che nasce dalla condivisione delle sfide, ma anche dalla battuta pronta, dallo sguardo complice, dalla stima che non ha bisogno di essere detta.
Un’eredità morale da custodire
Ciccio Leone entra ora nella storia dell’UCI, accanto a figure come Antonio Padovani, Giovanni Paolino e Sergio Mantovani: uomini d’altri tempi, che hanno fatto dell’etica del lavoro una religione civile. Di loro ci resta la testimonianza: un modo di fare e di vivere che non si insegna, ma si trasmette. Il suo esempio continuerà a ispirarci, ogni volta che servirà ricordare perché siamo qui e per chi lavoriamo. Come ha detto il Presidente Serpillo, «il ricordo di Ciccio sarà sempre con noi e nei nostri cuori».
Buon viaggio, Ciccio.