Spreco alimentare in Italia: serve una svolta contro l’iperproduzione
Agricoltura - 20 Giu 2025
Ogni anno, in Italia, oltre 38.000 tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, solo nelle mense collettive. Lo spreco alimentare rappresenta una crisi silenziosa ma devastante, che incide sull’economia, sull’ambiente e sull’agricoltura. Secondo i dati dell’Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione (Oricon), più di 100 tonnellate di cibo al giorno vengono eliminate, spesso ancora perfettamente commestibili.
Mario Serpillo, presidente dell’UCI – Unione Coltivatori Italiani, sottolinea l’urgenza di un cambiamento strutturale, coinvolgendo istituzioni, imprese e cittadini per fermare un sistema che alimenta lo spreco e impoverisce l’agricoltura italiana.
Startup contro lo spreco: l’esempio di Behavix
Nel panorama delle soluzioni innovative, spicca l’esperienza di Behavix, una startup che usa l’intelligenza artificiale per monitorare il consumo nelle mense scolastiche e universitarie. L’analisi dei dati ha evidenziato uno spreco medio di 50 grammi a persona al giorno, per un totale di 27.000 euro di cibo buttato in soli quattro mesi. Ma il dato più inquietante è che nel 45% dei casi, il motivo non è la qualità del pasto, bensì ansia, stress o tempi troppo brevi per la pausa pranzo. Una conferma che lo spreco non è solo un problema logistico, ma un riflesso del nostro stile di vita e modello organizzativo.
Il sistema della grande distribuzione va ripensato
Serpillo denuncia un modello produttivo distorto, in cui la grande distribuzione impone ritmi insostenibili: si produce troppo, in fretta e a prezzi troppo bassi. Le aziende agricole italiane, pressate da questa logica, vedono ridursi i margini economici, mentre aumentano le quantità di cibo non venduto e sprecato. Il risultato è un paradosso alimentare: da un lato la fame e il caro-prezzi, dall’altro scaffali pieni di prodotti destinati al macero. Lo spreco alimentare diventa così anche una questione di giustizia economica e ambientale.
Collaborazione e strumenti digitali per fermare lo spreco alimentare
Per invertire la rotta, l’UCI propone una strategia integrata che metta in rete startup, imprese e istituzioni pubbliche. Soluzioni digitali come Too Good To Go e sistemi di misurazione nelle mense vanno sostenuti con fondi pubblici e incentivi. Al tempo stesso, è fondamentale attivare campagne di educazione permanente, che aiutino i cittadini a ridurre l’iperconsumo e a cambiare le proprie abitudini quotidiane.
«Comprare solo ciò che serve è il primo passo – dichiara Serpillo – perché è proprio l’eccesso di consumo che alimenta la sovrapproduzione e lo spreco».
Un futuro sostenibile è possibile: serve l’impegno di tutti
Nonostante le difficoltà, emergono segnali positivi: il 78% degli italiani considera la lotta allo spreco una priorità, e il 46% utilizza già app contro lo spreco alimentare. In città come Roma, Reggio Emilia e Pesaro si sta diffondendo una nuova cultura del cibo, più responsabile.
Ma per rendere questo cambiamento sistemico e duraturo, servono regole chiare, strumenti efficaci e una visione a lungo termine.
«Tecnologia, agricoltura e nuove abitudini possono convivere – conclude Serpillo – in un modello etico, sostenibile e competitivo. Investire in startup che recuperano cibo significa investire nel futuro del Paese».