Lavoratori domestici cercasi: Italia verso una nuova emergenza sociale
Primo piano - 14 Giu 2025
L’Italia sta affrontando un cambiamento demografico senza precedenti: la popolazione invecchia rapidamente e cresce la necessità di lavoratori domestici, in particolare colf e badanti. Recenti studi prevedono che entro il 2028 serviranno oltre 2 milioni di addetti all’assistenza familiare, con un incremento di circa 86.000 unità rispetto al 2025. Un dato che conferma la crescente difficoltà delle famiglie italiane nel garantire cure adeguate agli anziani, in assenza di un sistema pubblico di supporto diffuso.
L’Italia invecchia, la domanda cresce
Secondo l’Istat, il numero degli over 80 ha superato quello dei bambini sotto i 10 anni: si tratta di circa 4,6 milioni di anziani, pari a quasi l’8% della popolazione. Di fronte a questa realtà, il fabbisogno di personale domestico è destinato a salire vertiginosamente. Il dossier Idos-Assindatcolf stima che, nel 2028, saranno necessari 2.074.000 lavoratori, di cui 660.000 italiani e ben 1,414 milioni stranieri. Oltre la metà del fabbisogno dovrà essere coperto da cittadini non comunitari, per i quali si prevede un ingresso di circa 14.471 persone l’anno. Le regioni con la richiesta maggiore saranno Lombardia, Lazio, Campania e Veneto.
Il peso del lavoro irregolare
Uno dei problemi più gravi del settore resta l’elevato tasso di irregolarità. Secondo il Rapporto Domina, quasi la metà dei lavoratori domestici (47,1%) opera in nero, generando un’economia sommersa di 5,4 miliardi di euro su una spesa annua stimata in 13 miliardi. Una realtà che coinvolge circa 3,3 milioni di persone, tra lavoratori e datori, spesso esclusi dalle tutele previdenziali e fiscali. La mancanza di contratti regolari espone colf e badanti a sfruttamento e incertezza, con gravi ripercussioni anche sull’efficacia dell’assistenza.
Un settore da valorizzare per il futuro del Paese
Il lavoro domestico rappresenta un pilastro della tenuta sociale ed economica del Paese. Secondo l’Osservatorio Domina, il comparto genera 21,9 miliardi di valore, contribuendo a ridurre il carico sul sistema sanitario nazionale. Si stima che grazie all’assistenza domiciliare fornita da colf e badanti, lo Stato risparmi circa 6 miliardi di euro. Per affrontare le sfide future, servono politiche strutturali e una maggiore attenzione pubblica verso questo settore, troppo spesso dimenticato nonostante la sua crescente centralità nella vita quotidiana di milioni di famiglie italiane.