Pensione di reversibilità per figli maggiorenni: cos’è, quando spetta e come funziona
Previdenza - 12 Giu 2025
La pensione di reversibilità è un sostegno economico erogato dall’INPS ai familiari superstiti di un pensionato o lavoratore deceduto. Questo contributo ha lo scopo di garantire una continuità di reddito a chi, in vita, era economicamente dipendente dal defunto. Oltre al coniuge superstite, tra i beneficiari rientrano anche i figli maggiorenni, ma solo se rispettano requisiti ben precisi previsti dalla legge. La prestazione si basa su una percentuale della pensione che il genitore percepiva o avrebbe percepito, calcolata in base al numero dei beneficiari e al loro grado di parentela.
Quando spetta la reversibilità ai figli maggiorenni
I figli minorenni hanno diritto automatico alla pensione di reversibilità. Per i figli maggiorenni, invece, il diritto è subordinato a condizioni specifiche. Se sono studenti, la pensione può essere riconosciuta fino a 21 anni (scuola secondaria di secondo grado) o fino a 26 anni (università), a patto che risultino a carico del genitore. Se invece il figlio è inabile al lavoro, può ottenere la reversibilità senza limiti di età, purché la sua inabilità sia assoluta e permanente e sia certificata da una commissione medica. In entrambi i casi, è essenziale dimostrare la dipendenza economica dal genitore deceduto.
Il concetto di vivenza a carico e il mantenimento abituale
La vivenza a carico è uno dei requisiti centrali per accedere alla pensione di reversibilità. Indica che il figlio, al momento del decesso del genitore, riceveva da lui un sostegno economico regolare e continuativo. Questo non significa necessariamente convivere: è sufficiente provare che il genitore contribuiva in modo stabile al mantenimento, ad esempio attraverso il pagamento di spese per vitto, alloggio o istruzione. A supporto, è utile presentare documenti come bonifici bancari, ricevute di affitto o certificazioni fiscali. Questo criterio è particolarmente importante per i figli inabili o studenti che non dispongono di un reddito proprio sufficiente.
Importi, documenti e modalità di richiesta
L’importo della pensione di reversibilità destinato ai figli cambia in base al loro numero: 70% della pensione per un solo figlio inabile, 80% per due figli e 100% in caso di tre o più figli. Se è presente anche un coniuge superstite, la somma totale viene ripartita tra tutti i beneficiari. Per richiedere la prestazione, occorre presentare domanda all’INPS, allegando documentazione come il certificato di morte del genitore, eventuale certificazione d’inabilità, e prove della vivenza a carico. È possibile presentare la domanda online, tramite Contact Center o con l’assistenza di un patronato. È consigliabile agire in tempi brevi per evitare ritardi nell’erogazione del beneficio.